6 Set
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| “Finche’ gli uomini saranno tali, non smetteranno di esistere le guerre. Non in questo paese, non in questa citta’, ma in ogni parte del mondo, ogni giorno, la gente muore per colpa della guerra“. |
| Cosi’ Mamoru Oshii, regista dell’anime “The Sky Crawlers” (ma anche del favoloso Ghost in the shell una delle pietre miliari cinematografiche del Cyberpunk) , in Concorso al Lido, cerca di spiegare il senso piu’ profondo del suo ultimo film, costruito sull’assunto che in tempo di pace la gente ha comunque bisogno di assistere a ‘guerre spettacolo’ per continuare a mantenere lo stato delle cose: in questo mondo immaginario grosse compagnie di produzione hanno creato squadre di piloti combattenti, i kildren, appositamente per intrattenere il pubblico in televisione. |
| Modificati geneticamente e destinati all’eterna adolescenza, questi ragazzi sanno che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo ma non sembrano rendersi conto di essere unicamente delle pedine in un War Game organizzato dagli adulti. “Il tempo di guerra e’ un tempo prettamente adulto -continua il regista, arrivato a Venezia insieme agli attori Rinko Kikuchi e Ryo Kase, voci dei due personaggi principali- mentre il tempo di pace e’ quello dei bambini: in alcuni paesi del mondo vengono arruolati bambini di dieci anni per combattere le guerre“. |
| Annoiati e senza stimoli a terra, in una realta’ che non ha alcun interesse nel sostenerli per ambizioni di crescita, i kildren, “termine che riprendo cosi’ com’e’ dal romanzo di Hiroshi Mori da cui e’ tratto il film -spiega il regista- e che credo possa considerarsi quale contrazione di ‘kill’ e ‘children‘”, sembrano vivere solamente quando risalgono a bordo dei propri caccia: “Anche per questo -conclude Mamoru Oshii- ho deciso che il design degli aerei, ad elica e non a reazione, costringesse lo spettatore a comprendere lo sforzo fisico e la tensione che provano i piloti mentre sono in volo, contrapposta appunto all’apatia che li accomuna mentre sono a terra“. |
6 Set
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E’ da pochissimi giorni disponibile e scaricabile dalla home page di Google l’ultimo regalo che Page e Brin hanno deciso di fare al mondo intero: Google Chrome. |
| La versione beta è già disponibile per Windows, XP o Vista, e a breve arriverà anche per Mac e Linux. Questo post lo sto scrivendo con Chrome, e posso confermare che il browser funziona benissimo anche con Wordpress, ma non solo, la cosa che più mi ha colpito è la velocità di apertura e alcuni meccanismi che una volta assimilati lo rendono di sicuro un temibile concorrente per gli altri Browser (non ancora ai livelli di Firefox ma poco ci manca). |
| Anche se per adesso (ma parliamo di tre giorni) la lotta in questa fase è sui piccoli numeri: le frazioni di punto percentuale che Chrome sta strappando sono briciole (l’1%) rispetto ai grandi numeri del dominatore della rete, Internet Explorer di Microsoft. Quest’ultimo è sopra il 72% e cresce ulteriormente di mezzo punto al giorno grazie alla versione preliminare della sua ottava incarnazione, piena di novità per quanto riguarda gli utenti e la gestione della loro privacy. |
| Presentato da un fumetto di 38 pagine che ne spiegano in modo molto semplice i risvolti e le soluzioni tecniche Chrome è dotato di una sezione opzioni suddivisa in tre schede: “impostazioni di base”, “piccoli ritocchi”, “roba per smanettoni”, senza contare che nel menu per gli sviluppatori è presente una “console javascript” che farà la felicità di ogni sviluppatore web. |
| Per le inquitudini alla Grande Fratello, vi lascio all’esaudiente articolo scritto da S*, mentore di Fantascienza.com, che apre con un inquitante ammonimento: “Timeo Danaos et dona ferentes. Temo i greci, anche quando portano doni“, le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città. |
3 Set
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| Men in Black, ma non quelli simpatici e buontemponi interpretati da Will Smith e Tommy Lee Jones ma bensì il nome di presunti agenti governativi, vestiti interamente di scuro, incaricati di intimidire o ridurre al silenzio i testimoni di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. |
| Troppa gente, che si è interessata del problema degli UFO o ha solo avuto la sfortuna di essere incolpevole testimone di fatti riguardanti gli extraterrestri, è morta misteriosamente. Il noto ufologo John Keel, al proposito, affermò: “Uno dei problemi che mi ha sempre impedito, nel corso della mia indagine, di riesumare certi casi passati è stata la morte prematura (in un tempo variabile da 6 mesi a 2 anni al massimo) dei testimoni più significativi”. |
| Come spiegare la lunga e inquietante catena di strane morti di studiosi, o di semplici persone con l’hobby dell’ufologia che si erano trovati ad essere testimoni di cose che non avrebbero dovuto vedere né, tantomeno, divulgare? Esistono realmente i misteriosi “M.I.B.” (Men In Black), Uomini in Nero? |
| Probabilmente il primo breve resoconto sui MIB risale al 21 giugno 1947. Quel giorno, il pescatore Harold Dahl disse di aver avvistato sei dischi volanti nei pressi di Maury Island (si tratta di una penisola di Vashon Island, in Puget Sound, vicino Tacoma, Washington). Sull’imbarcazione c’erano Dahl, suo figlio, altri due uomini, ed un cane. Dahl scattò qualche fotografia di tali oggetti, aggiungendo che uno di essi aveva versato delle scorie sulla sua imbarcazione, che avevano ucciso il suo cane e ferito suo figlio. Dahl ha poi raccontato che il giorno seguente un uomo si presentò a casa sua, invitandolo a fare colazione insieme nelle vicinanze. Dahl accettò l’invito. Egli descrisse l’uomo come imponente: alto e muscoloso, con indosso un completo nero. L’uomo guidava una Buick del 1947, e Dahl immaginò che si trattasse di un agente del governo o dell’esercito. Dopo la colazione, l’uomo gli raccontò tutti i dettagli dell’avvistamento, nonostante Dahl non ne avesse fatto alcuna pubblicità. Inoltre, l’uomo diede a Dahl un avvertimento generico, che Dahl interpretò come minaccia, circa il fatto che la sua famiglia sarebbe stata messa in pericolo se Dahl avesse rivelato a qualcuno quanto aveva visto. |
| Che si creda o no alla loro esistenza, è certo che la loro mitologia ha condizionato e influenzato varie opere narrative e televisive, come ad esempio il noto telefilm X-Files nell’episodio Jose Chung’s “From Outer Space”, il fumetto Martin Mystère, il detective dell’impossibile e la trilogia di Matrix dove gli agenti della matrice sono vestiti ed agiscono come uomini in nero. |
3 Set
| Bellissima intervista rilasciata da Giovanni De Matteo (giovane scrittore teorico del connettivismo) a Giovanni Agnoloni (altrettanto giovane scrittore sempre pieno di idee), sul sito la poesia e lo spirito, ma visibile anche grazie a youtube. |
| De Matteo è stato intervistato durante la manifestazione letteraria fiorentina LA PENNA DEL MAGNIFICO (ideata dallo scrittore Giovanni Agnoloni; peccato Giovanni che Firenze sia così lontana!) , per l’appuntamento del 14 giugno, dedicato a “Letteratura e Internet”. Interessanti anche le riflessioni sull’incontro, che De Matteo ha consegnato al suo imperdibile blog, uno Strano Attrattore. |
| “Frammenti di conversazioni dispersi negli abissi della percettività. Profumi dissolti nel vento dei decenni. Istantanee denaturate di un mondo perduto. Si entra in sintonia con l’anima della Città, nelle sue carni. Si condivide con Lei la freccia di un tempo interiore. Diventare Lei. Guardare le sue strade con gli occhi elettronici dei droidi della Polizia, insetti di metallo in volo sulla decadenza monumentale che si estende dalle onde putride del Tirreno fino alle macerie ombrose del Kipple. Lo sguardo robotico sorveglia la scena con precisione meccanica. Monitora istante dopo istante l’evolversi della situazione climatica, sociale, ambientale. Il Centro di Garanzia della Vivibilità, arroccato nei palazzi di vetro del Distretto Corporativo, tiene ogni fattore sotto controllo e ci tiene a farlo sapere a tutti i cittadini. E lui è lì, anima e corpo di Napoli. Che guarda. Che conosce ogni cosa.” |
| (da Giovanni De Matteo, “Sezione Π²”, ed. Mondadori, 2007, pag. 31) |