Paolo Marzola blog

Archive for Ottobre, 2008

The mist

themistposter01.jpg Riesco finalmente a pubblicare una breve, per motivi di tempo, recensione del film The mist, diretto e prodotto da Frank Darabont, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri. Devo dire che la mia aspettativa per questo film era molto alta. L’inizio è molto blando ma man mano che il film procede e che l’orrore si fa più tangibile ciò che

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  • Filed under: Film
  • Creature dall’ignoto

    creature.jpg Creature dall’ignoto di John Keel, Fanucci Ed, a Cura di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. Il libro è del 1978, e tratta di avvistamenti di esseri alieni tra cui il famoso Uomo Falena (Mothman) che viene classificato da Brad Steiger tra gli alieni di tipo “Delta” in compagnia di creature non umanoidi, ma simili piuttosto agli insetti, ai rettili, agli anfibi, ai pipistrelli o prive di analogie con esseri viventi conosciuti sulla Terra. Il giornalista e ufologo americano John Keel riteneva che questi
    esseri provenissero da una dimensione parallela. A Keel dobbiamo i più importanti studi riguardo al fenomeno, che ebbe il suo apice nel 1966 in West Virginia. Il ricercatore raccolse, comparò ed analizzò 26 testimonianze diverse. Il mostro è descritto come un essere di corporatura affusolata, più larga di quella umana, alto circa due metri, pelle grigiastra, gambe simili a quelle umane ed enormi ali in luogo delle braccia. Numerosi testimoni lo videro spiccare il volo, allontanandosi dai luoghi degli avvistamenti. L’Uomo Falena fu osservato da due piloti nel cielo sopra la città di Gallipolis, Ohio, che lo avevano scambiato in un primo momento per un velivolo, considerato che viaggiava a una velocità di circa 110 km/h. Gli occhi del Mothman erano, secondo alcune testimonianze, rossi e luminosi; questa peculiarità lo avvicina al mitico Chupacabras.  
    Le testimonianze parlano di una creatura inquietante : “Non ho mai provato un’emozione simile prima di quel momento, una forma di paura che non saprei descrivere,” disse a Keel un cittadino di Point Pleasant, “un terrore che mi possedeva e paralizzava. Le parole più adatte sarebbero queste: era un fatto impossibile. So che può sembrare pazzesco, ma è l’unico modo in cui mi sento di esprimere quello che provai dentro di me”.  
    La vicenda dell’Uomo Falena è bizzarra. Dopo le prime apparizioni, amplificate dalla stampa e dai molti appassionati di ufologia e paranormale, alcuni testimoni credettero di vedere oggetti volanti non identificati nei cieli del West Virginia. Qualcuno ebbe la ventura non solo di osservare, ma anche di udire la voce dell’Uomo Falena: una serie di ronzii e squittii. Anche questo particolare richiama una tipologia di versi emessi dai trampolieri e dunque farebbe pendere ulteriormente la bilancia verso l’ipotesi gru delle dune. Il film “The Mothman profecies”, ispirato a un saggio di John Keel, ha riportato quest’anno in auge il mito dell’Uomo Falena.  
    A Keel., giornalista americano interessato fin da giovanissimo alle scienze occulte e al paranormale. Negli anni 1965-67 incontra i più noti contattisti viventi negli Stati Uniti e i testimoni dei casi di avvistamenti UFO più singolari. Dopo averli ascoltati, si allontana decisamente dall’ipotesi extraterrestre. Secondo Keel gli UFO apparterrebbero alla stessa dimensione dell’Olandese volante e delle altre navi e aerei fantasma. Sarebbero creature maligne provenienti da mondi situati oltre il limite delle leggi fisiche, enigmatiche intelligenze della stessa natura degli ectoplasmi e degli spettri, capaci di nascondersi o adattarsi ai cambiamenti della cultura terrestre. Un lungo studio di Keel dedicato a questo argomento è suddiviso in una trilogia: “Strange Creatures from Time and Space” del 1969 (uscito in Italia con il titolo “Creature dall’ignoto nel 1978); “UFOs: Operation Trojan Horse” del 1970 (“UFO: Operazione Cavallo di Troia” in Italia, 1975); “Our Haunted Planet” (Il nostro pianeta infestato) del 1971. Nel 1976 pubblica l’eccentrico “The Mothman Prophecies” (Le profezie dell’uomo falena), dedicato all’ondata di avvistamenti in America di ‘uomini falena’, singolari ed inquietanti creature alate. Nel libro ribadisce la tesi che tra le missioni degli UFO ci sia quella di condizionare i contattisti e i cultisti con assurde ideologie, per influire sulla cultura e sulla ricerca spirituale degli uomini. Con l’opera “The Eighth Tower” (L’ottava torre) del 1977 Keel esprime una nuova teoria, ovvero che all’origine degli UFO e di tutte le manifestazioni paranormali vi sarebbe un potentissimo campo di energie (il ‘Superspettro’), un’entità capace di muovere uomini e popoli della Terra come pedine su una grande scacchiera. (Da: Parolario – Ufologia, Edizioni PixArt, Milano 1998).  
    v_for_vendetta.jpg
    « Remember, remember,
    the fifth of November,
    Gunpowder, treason and plot.
    I see no reason
    why Gunpowder treason
    Should ever be forgot! »

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  • Filed under: Libri
  • Il lato oscuro della rete

    9788845314971.jpg A quanto ammonta il prezzo che dovremo pagare per la rivoluzione tecnologica in termini di libertà, sicurezza e privacy? La risposta metterebbe in difficoltà i maggiori esperti della storia e delle tendenze del web. Ma non Nicholas Carr, l’autore del grande successo editoriale che ho appena concluso di leggere  “Il lato oscuro della rete”, Rizzoli.

    Carr ci guida in un suggestivo viaggio nel futuro dell’industria informatica, verso la materializzazione di un grande ed unico computer globale (da lui stesso definito WWC, ovvero world wide computer).
    Nei prossimi anni sarà considerato normale vedere il proprio pc come il semplice componente terminale di una rete di computer, che avranno la propria sede in centrali computerazionali del tutto simili alle odierne centrali elettriche.

    Se pensate che si tratti di fantascienza, Carr ci spiega come sia quanto già avviene quando effettuiamo una semplice ricerca all’interno di Google o su semplici siti come ebay ed amazon.
    Non mancheranno infine le implicazioni culturali e morali di questa grande rivoluzione che Nichola Carr anticipa ma di cui siamo tutti protagonisti, avendo accesso quotidianamente ad internet per lavoro o per divertimento.
    Semplificando all’estremo: un “server” è il computer che risponde alle vostre richieste sul Web. Quando cliccate su una pagina, una richiesta parte dal vostro computer, attivandone molti altri attraverso la rete, fino ad arrivare a quello che contiene l’informazione che cercate, che ve la “serve” inviandola sul vostro schermo. Simili meccanismi entrano in gioco anche quando inviate una e-mail o usate qualunque altro servizio dell’Internet. Il tutto sembra succedere in frazioni di secondo e senza sforzo: la complessità è nascosta da protocolli di comunicazione molto sofisticati.
    Ma dietro, nelle server farms appunto, ci sono centinaia di migliaia di macchine che sudano. Per dirla con lo svizzero Urs Hölzle, responsabile delle operazioni presso Google: “Quando entri in certi settori di un data center, ti senti piuttosto in una fabbrica che non in qualcosa di altamente tecnologico”. I data centers sono brutti, pieni di computers che producono un sacco di calore (ecco perchè occorrono le torri di raffreddamento) e di migliaia di chilometri di cavi. Sono rumorosi. Sono protetti da sistemi di sicurezza sofisticati. E sono posizionati dove un tempo si costruivano le acciaierie e altri impianti simili: vicino a fonti di energia elettrica in grande quantità e a buon mercato. Perchè per far funzionare tutti quei computers, e per raffreddarli, ne serve molta. È stato calcolato che l’insieme dei data centers che fanno funzionare la rete globale consuma circa l’1.5 per cento di tutta l’energia elettrica usata nel mondo, ma soltanto la metà serve a far girare i computers: l’altra metà va a raffreddarli (vari sforzi sono in corso per renderli più efficienti).
    È in queste fabbriche che pulsa il cuore dell’Internet.
    Il più grande google data center del mondo a Dalles, Oregon:
    Ma Carr ha anche sollevato un’enorme polverone per aver scritto un articolo, che vi allego integralmente, dal provocatorio titolo:

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  • Filed under: Tecnologia
  • Mac vs Pc

    La Apple è innovativa da sempre e le sue pubblicità hanno fatto storia ma questi Mac vs Pc sono dei piccoli capolavori di ironia, per cui ho deciso di riproporli ogni tanto; per farsi due risate e meditare…
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  • Filed under: Tecnologia
  • 1408

    locandina.jpg In attesa di scrivere la recensione di the Mist sempre tratto da un racconto di Stephen King, 1408 ha come protagonista Mike Enslin, scrittore di successo specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta che ha provocato anche il suo distacco dalla moglie.

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  • Filed under: Film
  • applethumbnail1.jpgHo trovato su Youtube, il discorso tenuto dal Ceo di Apple e Pixar Steve Jobs, all’ Università di Stanford, USA, il 12 giugno 2005 in occasione della consegna delle lauree.
    Jobs racconta i diversi momenti della sua vita compresa la creazione di Apple, Next e Pixar.
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  • Filed under: Tecnologia
  • applethumbnail1.jpgApple ha presentato ieri, e io mi sono goduto tutta la presentazione di Steve Jobs al Keynote, una nuova linea di portatili MacBook con un design rinnovato, nuove schede video, schermi e un trackpad multitouch di vetro.
    Prende spunto dall’Air anche la tastiera, sempre retroilluminata ma è ora nera e piatta, simile a quella dei MacBook. Sparisce il vecchio trackpad, sostituito da una nuovo pad multitouch sensibile di vetro, più grande di quasi il 40% e senza pulsanti perché totalmente sensibile ai click oltre che a una ampia gamma di gesti per impartire comandi e attivare funzioni. Cambia anche anche lo schermo, che richiama esteticamente quello degli iMac, con una superficie di vetro e cornice nera mentre l’illuminazione è ora quella a Led il che garantisce maggiore luminosità, un’accensione istantanea e al tempo stesso consumi ridotti.
    Internamente non è il clock del processore (fino a 2.53GHz) o l’aumento di Ram e memoria di massa la sorpresa maggiore ma la collaborazione con nVidia che fornisce la scheda video, anzi le schede video.
    I MacBook Pro vedranno coesistere due diversi chipset grafici, probabilmente sfruttati dal prossimo sistema operativo: il più potente è la GeForce 9600M GT, con 512MB di memoria, 32 core di elaborazione parallela e 120Gflop di potenza. Quando il portatile è alimentato a batteria si attiverà invece la GeForce 9400M, che comunque assicura prestazioni superiori alle vecchie schede di punta con i suoi 16 core di elaborazione e 54 GFlop e garantisce fino a 5 ore di autonomia.
    Questa scheda “mobile” da sola la si trova anche in nuovi MacBook con schermo da 13. Hanno lo stesso design di alluminio e vetro, schermo a Led, trackpad e tastiera dei Pro ma senza porta Firewire e con processori uguali ai vecchi modelli: che rimangono in vendita ad un prezzo ribassato di 949 Euro (Iva inclusa). Praticamente immutato anche il MacBook Pro da 17″ che rimane col vecchio design ma vede aumentare capienza del disco e risoluzione dello schermo.
     
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  • 10-10-08_applenb.jpg
    applethumbnail1.jpg“Riflettori puntati sui notebook”. Con questo slogan Apple ufficializza la presentazione di nuovi portatili per la giornata del 14 ottobre, il prossimo martedì, presso il Town Hall del Campus di Cupertino. L’invito è stato diramato nel corso della serata di ieri alla stampa specializzata statunitense, l’evento si terrà come di consueto alle 10, ora locale di Cupertino, ovvero alle 19 ora italiana.
    La data del 14 di ottobre era stata ipotizzata già nel corso del mese passato, anche se il ritardo nella spedizione degli inviti ha fatto credere in una posticipazione dell’evento. Al centro dell’attenzione vi saranno pertanto i portatili, che dovrebbero (ma siamo sempre nel campo delle ipotesi) portare una ventata di novità, a partire dai chipset integrati NVIDIA, passando per il fantomatico “Brick”, sino ad un nuovo portatile da 800 dollari come emerso nel corso della giornata di ieri.
    Cupertino si trova a pochi chilometri da San Francisco, nel cuore della Silicon Valley.
    Silicon Valley Tour:
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