30 Ott
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Riesco finalmente a pubblicare una breve, per motivi di tempo, recensione del film The mist, diretto e prodotto da Frank Darabont, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri. Devo dire che la mia aspettativa per questo film era molto alta. L’inizio è molto blando ma man mano che il film procede e che l’orrore si fa più tangibile ciò che |
22 Ott
Carr ci guida in un suggestivo viaggio nel futuro dell’industria informatica, verso la materializzazione di un grande ed unico computer globale (da lui stesso definito WWC, ovvero world wide computer). |
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| Se pensate che si tratti di fantascienza, Carr ci spiega come sia quanto già avviene quando effettuiamo una semplice ricerca all’interno di Google o su semplici siti come ebay ed amazon. Non mancheranno infine le implicazioni culturali e morali di questa grande rivoluzione che Nichola Carr anticipa ma di cui siamo tutti protagonisti, avendo accesso quotidianamente ad internet per lavoro o per divertimento. |
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| Semplificando all’estremo: un “server” è il computer che risponde alle vostre richieste sul Web. Quando cliccate su una pagina, una richiesta parte dal vostro computer, attivandone molti altri attraverso la rete, fino ad arrivare a quello che contiene l’informazione che cercate, che ve la “serve” inviandola sul vostro schermo. Simili meccanismi entrano in gioco anche quando inviate una e-mail o usate qualunque altro servizio dell’Internet. Il tutto sembra succedere in frazioni di secondo e senza sforzo: la complessità è nascosta da protocolli di comunicazione molto sofisticati. Ma dietro, nelle server farms appunto, ci sono centinaia di migliaia di macchine che sudano. Per dirla con lo svizzero Urs Hölzle, responsabile delle operazioni presso Google: “Quando entri in certi settori di un data center, ti senti piuttosto in una fabbrica che non in qualcosa di altamente tecnologico”. I data centers sono brutti, pieni di computers che producono un sacco di calore (ecco perchè occorrono le torri di raffreddamento) e di migliaia di chilometri di cavi. Sono rumorosi. Sono protetti da sistemi di sicurezza sofisticati. E sono posizionati dove un tempo si costruivano le acciaierie e altri impianti simili: vicino a fonti di energia elettrica in grande quantità e a buon mercato. Perchè per far funzionare tutti quei computers, e per raffreddarli, ne serve molta. È stato calcolato che l’insieme dei data centers che fanno funzionare la rete globale consuma circa l’1.5 per cento di tutta l’energia elettrica usata nel mondo, ma soltanto la metà serve a far girare i computers: l’altra metà va a raffreddarli (vari sforzi sono in corso per renderli più efficienti). È in queste fabbriche che pulsa il cuore dell’Internet. |
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| Il più grande google data center del mondo a Dalles, Oregon: |
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| Ma Carr ha anche sollevato un’enorme polverone per aver scritto un articolo, che vi allego integralmente, dal provocatorio titolo: |
19 Ott
| La Apple è innovativa da sempre e le sue pubblicità hanno fatto storia ma questi Mac vs Pc sono dei piccoli capolavori di ironia, per cui ho deciso di riproporli ogni tanto; per farsi due risate e meditare… |
19 Ott
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In attesa di scrivere la recensione di the Mist sempre tratto da un racconto di Stephen King, 1408 ha come protagonista Mike Enslin, scrittore di successo specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta che ha provocato anche il suo distacco dalla moglie. |
19 Ott
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Jobs racconta i diversi momenti della sua vita compresa la creazione di Apple, Next e Pixar. |
15 Ott
| Prende spunto dall’Air anche la tastiera, sempre retroilluminata ma è ora nera e piatta, simile a quella dei MacBook. Sparisce il vecchio trackpad, sostituito da una nuovo pad multitouch sensibile di vetro, più grande di quasi il 40% e senza pulsanti perché totalmente sensibile ai click oltre che a una ampia gamma di gesti per impartire comandi e attivare funzioni. Cambia anche anche lo schermo, che richiama esteticamente quello degli iMac, con una superficie di vetro e cornice nera mentre l’illuminazione è ora quella a Led il che garantisce maggiore luminosità, un’accensione istantanea e al tempo stesso consumi ridotti. Internamente non è il clock del processore (fino a 2.53GHz) o l’aumento di Ram e memoria di massa la sorpresa maggiore ma la collaborazione con nVidia che fornisce la scheda video, anzi le schede video. |
| I MacBook Pro vedranno coesistere due diversi chipset grafici, probabilmente sfruttati dal prossimo sistema operativo: il più potente è la GeForce 9600M GT, con 512MB di memoria, 32 core di elaborazione parallela e 120Gflop di potenza. Quando il portatile è alimentato a batteria si attiverà invece la GeForce 9400M, che comunque assicura prestazioni superiori alle vecchie schede di punta con i suoi 16 core di elaborazione e 54 GFlop e garantisce fino a 5 ore di autonomia. |
| Questa scheda “mobile” da sola la si trova anche in nuovi MacBook con schermo da 13. Hanno lo stesso design di alluminio e vetro, schermo a Led, trackpad e tastiera dei Pro ma senza porta Firewire e con processori uguali ai vecchi modelli: che rimangono in vendita ad un prezzo ribassato di 949 Euro (Iva inclusa). Praticamente immutato anche il MacBook Pro da 17″ che rimane col vecchio design ma vede aumentare capienza del disco e risoluzione dello schermo. |
11 Ott
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| La data del 14 di ottobre era stata ipotizzata già nel corso del mese passato, anche se il ritardo nella spedizione degli inviti ha fatto credere in una posticipazione dell’evento. Al centro dell’attenzione vi saranno pertanto i portatili, che dovrebbero (ma siamo sempre nel campo delle ipotesi) portare una ventata di novità, a partire dai chipset integrati NVIDIA, passando per il fantomatico “Brick”, sino ad un nuovo portatile da 800 dollari come emerso nel corso della giornata di ieri. |
| Cupertino si trova a pochi chilometri da San Francisco, nel cuore della Silicon Valley. |
| Silicon Valley Tour: |
9 Ott
| Vorrei segnalare due film che si preannunciano molto interessanti, il primo è stato presentato a Cannes quest’anno ma in italia uscirà l’anno prossimo, il regista è Fernando Meirelles ed è tratto da un romanzo di José Saramago, Blindeness - Cecità (Einaudi). La repressione ottusa di chi detiene il potere, la ferocia inaudita e barbara dello stato di necessità, l’abbrutimento primitivo dell’involuzione umana. Tra Orwell e Golding, Cecità possiede la potenza visiva di 1984 (o fahrenheit 451) e l’istintuale climax del Signore delle mosche. |
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| Il secondo è un adattamento del romanzo di Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo da parte di Ridley Scott che in questi giorni sta lavorando sulla sceneggiatura. | ||
| Trama: Ambientato nell’anno di Ford 632, corrispondente all’anno 2540 della nostra era, il romanzo descrive una società il cui motto è “Comunità, Identità, Stabilità”. A seguito di una devastante guerra di nove anni (iniziata negli anni ‘40), l’intero pianeta viene riunito in un unico Stato, governato da dieci “Coordinatori Mondiali”. La storia è proibita e solo i coordinatori sanno come la presente società sia nata e come fosse in precedenza. |
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| Gli esseri umani in questa società sono divisi in caste, ottenute tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni, avvelenati per via chimica o per privazione dell’ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Gli esseri umani delle tre caste inferiori sono prodotti per clonazione. | ||
| Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. L’ironia tuttavia è che questa condizione ideale è ottenuta sacrificando le cose che generalmente consideriamo importanti per l’essere umano: la famiglia, l’amore, la diversità culturale, l’arte, la religione, la letteratura, la filosofia e la scienza. In questo senso la società del Mondo Nuovo è una “distopia”, cioè un’utopia negativa. |