30 Nov
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| Se mi chiedessero qual’è l’artista che più di ogni altro in questo momento ammiro di più nel campo delle arti visive, farei due nomi, Alan Lee e John Howe. Howe canadese di nascita ma svizzero d’adozione, è un nome molto noto agli appassionati di illustrazione fantasy. Attivo da anni, si è formato uno stile personale che rende i suoi lavori immediatamente riconoscibili, dotati di un’innegabile carattere e qualità pittorica. Uno stile netto, deciso, che unisce tinte luminose, con una tavolozza di colori molto ampia, a linee decise, nette, e un certo amore per le sfumature cupe. |
| Spesso i suoi lavori rappresentano giornate di sole, animali fantastici, ambienti sognanti e personaggi maestosi…con qualcosa di oscuro. Lasciano la sensazione che ci sia qualcosa che non va, sotto la superficie, e ci ricordano che il fantastico è spesso declinato in chiave oscura. |
| Prevalentemente è conosciuto per le sue illustrazioni riguardanti Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien; per questo è stato chiamato da Peter Jackson, insieme ad Alan Lee, per prendere parte alla realizzazione visiva del film sul famoso romanzo in qualità di visual designer. Oltre al Signore degli Anelli, Howe ha tratto ispirazione anche da altre opere di Tolkien quali, ad esempio, Lo Hobbit e Il Silmarillion. La sua produzione riguarda però anche altri panorami, quali tavole sulla leggenda Anglosassone di Beowulf, o il racconto Robin HOBB. Ultimamente ha preso parte alla realizzazione del film Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio. |
29 Nov
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| - La stampa - “Arte e design generativi: valutazioni di carattere critico”. E’ questo il titolo del workshop che lo scrittore di fantascienza e futurologo Bruce Sterling sta tenendo in questi giorni alle porte di Treviso, presso il laboratorio di ricerca sulla comunicazione Fabrica. Iniziato ieri, il workshop proseguirà fino a venerdì ed esplorerà un mondo in continua ebollizione espressiva, in cui si fondono il design industriale, l’arte interattiva e le potenzialità dei computer e dei network digitali. Un pianeta tutto da scoprire, come ci spiega lo scrittore americano. |
| Da interferenza artistica ed estetica nel processo industriale, il design sta avvicinandosi sempre più al mondo dell’arte ufficiale. A che punto siamo oggi? Possiamo considerare il design, a tutti gli effetti, come una forma d’arte del terzo millennio? |
| E’ ormai evidente che esiste una nuova materia, che potremmo chiamare “haute design”, che vende bene nel mercato dell’arte. La cura per il design nelle mostre è diventata sempre più importante e tutti i negozi interni ai musei - ce ne sono migliaia - sono ricolmi di prodotti dal design curatissimo. Forse i musei non considerano ancora il design come una vera e propria arte, ma di certo ne traggono già un buon profitto. Poi c’è da considerare l’intervento dei computer e di Internet. Sia gli artisti che i designer sono dipendenti dai processori e dalla Rete: da questo punto di vista, arte e design si stanno davvero fondendo. |
27 Nov
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Al momento G-Speak è già entrato a far parte del lavoro quotidiano di alcune grandi aziende, nonché dell’intelligence americana che lo utilizzerà per i più svariati fini. |
| Il sistema, sviluppato dalla statunitense Oblong Industries, permette all’utente di gestire il Pc tramite tecnologia touchscreen. In pratica per immaginarne il funzionamento è sufficiente pensare al film Minority Report, dove Tom Cruise (come dal secondo video preso dalla CNN), che vestiva i panni del detective John Anderton, richiamava immagini e file muovendo semplicemente le mani su uno schermo trasparente. Insomma, il futuro è arrivato e, promettono gli sviluppatori, sarà alla portata di tutti gli utenti. G-Speak, guanto dotato di sensori di movimento, avrà un prezzo concorrenziale agli attuali mouse di fascia medio-alta. |
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| L’idea dei costruttori, tra cui compare anche John Underkoffler, ingegnere del Massachusetts Institute of Technology (Mit), è quella di migliorare l’interazione tra uomo e macchina, rendendo il lavoro di tutti i giorni, ma anche le ore di puro divertimento, più “naturali”. La diffusione della nuova tecnologia non è tuttavia data per scontata. Troppi interessi circondano il mondo dei computer. L’idea della Oblong Industries potrebbe pertanto restare in un cassetto, in attesa che qualcuno abbia il coraggio di credere in lei. Quel qualcuno, come avvenne molti anni fa per il mouse, potrebbe essere ancora una volta Apple, da sempre attenta alle novità e pronta a guidare il mondo hi-tech verso un futuro più friendly. |
27 Nov
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Con un poco di ritardo dovuto a molteplici impegni, posso finalmente recensire il numero 11 della rivista Connettivista Next - Iterazione, che Zoon pseudonimo di Sandro Battisti (uno dei fondatori del movimento con Giovanni De Matteo e Marco Milani) mi ha gentilmente spedito via posta circa un mese fa. il titolo Carnetalloquantica, una carne che si sublima col nuovo metallo |
| e subisce gli influssi quantistici fino a cambiare forma e sintassi alla razza umana postumana la dice lunga sulle interessanti considerazioni che vengono affrontate al suo interno. |
| Gli articoli sono molteplici, i più interessanti quelli scritti da X (Giovanni De Matteo), con il suo Un diamante nel computer spintronico. Zoon illustra Il germe connettivista precede — e vive — gli studi scientifici, ovvero lo spirito dei tempi, quello espresso in questi mesi appena passati, che si concretizza nei germi del futuro più o meno prossimo. Black M apre la nuova sezione ExCell (Ex Celluloide) dove si parla estesamente e ottimamente di cinema: Fotogrammi e catodi. Logos tiene a battesimo Ermetica ermeneutica con La poetica connettivista e Yves Bonnefoy, un lavoro estremamente intrigante e illuminante sulla poesia insita nel Connettivismo. |
| E’ poi la volta di ben sei racconti: - Border - inferno eterno, di Ubi - Alterware di 7di9, Scarweld, col suo Io sono il Modulo, pykmil con Test, X col suo omaggio al mondo dei supereroi contenuto in Zero Assoluto, e con la proposta di zoon, Asfalto, una breve incursione nei mondi occulti ed empatici degli spiriti mai morti, tecnologicamente scovabili, che vivono accanto a noi. |
| Nel complesso si tratta di un ottima e vivace rivista, voce di un movimento, quello connettivista, che in italia è attivo su più fronti: produzione di cortometraggi, reading, programmi radio, fumetti, collaborazioni letterarie. Il gruppo, strutturato come un progetto open source, permette l’accesso come nuovo membro a chiunque abbia espresso adesione allo spirito e alle linee programmatiche del suo Manifesto. In questo modo tende a garantirsi un’evoluzione verso il futuro attraverso il continuo apporto di nuove idee; al momento, si contano circa una trentina di artisti aderenti a questa dimensione del Connettivismo. |
24 Nov
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| Un team integrato e di altissimo livello di ricercatori di Big Blue e di scienziati di cinque importanti università è stato messo in piedi da Ibm per creare un sistema di computer che simuli ed emuli il cervello umano. |
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Spiega Dharmendra Modha, responsabile del progetto: “La mente ha la straordinaria capacità di integrare informazioni del mondo esterno attraverso i sensi e senza particolare dispendio di energie può creare le categorie di tempo e spazio, e metterle in relazione tra loro. Al momento non esistono computer che possano anche solo lontanamente avvicinarsi a queste facoltà. Noi riverseremo in una macchina la struttura, la dinamica e il comportamento del cervello”
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L’anno scorso Modha ha guidato un team di ricercatori che, utilizzando il supercomputer BlueGene, hanno simulato il comportamento di un cervello di un topo con 55 milioni di neuroni e circa 500 miliardi di sinapsi. “Ma per dare vita a qualcosa che simuli un cervello umano - dice il responsabile del progetto - è necessario ricorrere alla nanotecnologia, l’unica tecnologia in grado di produrre la densità di neuroni e sinapsi presenti nel cervello, che si aggirano attorno ai 10 miliardi per centimetro quadrato”. Ma ora si tratta di sviluppare un sistema non in grado di risolvere un semplice problema ma di affrontarne diversi insieme.
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| In altre parole IBM sta cercando di rivoluzionare il modo in cui sono stati fatti i computer per oltre la metà di un secolo rompendo “il paradigma di macchina programmabile convenzionale”. Vuole farlo prendendo a modello il cervello - soprattutto “il basso consumo energetico e le dimensioni ridotte” - e usare “dispositivi in nanoscala” per ricreare le sinapsi e i neuroni. Un cervello che però non ha bisogno neanche di una pausa. |
| IBM e i partner coinvolti hanno ricevuto un finanziamento di 4,9 milioni di dollari dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per la prima fase dell’iniziativa SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics). |
| Josephine Cheng, vice presidente del Almaden Research Centre di IBM a San Jose ha dichiarato che il “cognitive computing” di Big Blue aiuterà a definire il futuro dell’informatica, lavorando nei campi della “sinaptronica, scienza dei materiali, circuiti neuromorfi, simulazioni con supercomputing e ambienti virtuali”. L’obiettivo a lungo termine è “realizzare computer cognitivi compatti, a basso consumo, che si avvicinino all’intelligenza dei mammiferi”. |
23 Nov
![]() Natalie al Microsoft Pro Photo Summit |
| C’è una fotografa, una vera artista, che in questo momento complice la sua grazia, bellezza e maestria, riscuote enormi successi e notorietà, il suo nome è Natalie Dybisz, nome d’arte Miss Aniela. Possiede una bravura eccezionale nell’uso di Photoshop, elaborazioni oniriche che trasportano in un mondo quasi fatato nel quale lei stessa si ritrae attraverso una serie di autoscatti, Natalie è inglese e il suo photo album su Flickr è tra più visitati al mondo; ha suscitato tanto interesse che la BBC le ha dedicato un servizio, il suo sito ufficiale con un blog che vale la pena di seguire è http://missaniela.com/. |
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22 Nov
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Un’idea è un pensiero. Un pensiero che ha in serbo più di quanto tu non creda nel momento in cui lo formuli. In quel primo istante c’è una scintilla. Nei fumetti, quando un personaggio ha un’idea, si accende una lampadina. E’ questione di un attimo, proprio come nella vita reale. Sarebbe fantastico se il film venisse concepito tutto in una volta. Nel mio caso, invece, arriva un frammento dopo l’altro. |
| Il primo è come la Stele di Rosetta: il tassello del puzzle che lascia intravedere tutto il resto. Un tassello promettente. In Velluto blu, sul primo tassello c’erano le labbra rosse, prati verdi e la canzone Blue Velvet interpretata da Bobby Vinton. Poi un orecchio in un campo. Tutto qui. Ti innamori della prima idea, quel tassello piccinno piccinno. Una volta che lo tieni in mano, il resto verrà da sé. |
| In acque profonde - Meditazione e Creatività (atching the Big Fish: Meditation, Consciousness, and Creativity) di David Lynch (creatore di Twin Peaks, Lost Highway, Mulholland drive e tanti altri) è un libro molto veloce da leggere che unisce autobiografia storia del cinema, spiritualità e appunti sulla meditazione. In queste pagine il celebre regista David Lynch racconta come la meditazione trascendentale gli abbia cambiato la vita e lo abbia aiutato a concentrare le sue energie, sprigionando creatività e consapevolezza. Il tutto inframezzato da inediti aneddoti sulla produzione dei suoi capolavori cinematografici: una lettura non solo per tutti gli appassionati cultori del cinema di Lynch, ma anche per chiunque desideri sviluppare capacità di concentrazione e creatività. |