Paolo Marzola blog

Archive for Gennaio, 2009

Il signore degli anelli

il_signore_degli_anelli.jpg E’ veramente incredibile, da quando ho inaugurato questo blog, ormai più di un anno fa, ho recensito decine di libri ma mai il libro della mia vita, Il signore degli anelli del compianto professor Tolkien.
Forse voi pensate di conoscere il libro in questione perchè avete visto il film di Peter Jackson, che io ho apprezzato almeno per quello che riguarda i primi due capitoli della trilogia, ma non è esattamente così. Questo romanzo, scritto e pubblicato da John Ronald Reuel Tolkien tra il 1954 e il 1955, è considerato uno
dei capolavori della letteratura mondiale di sempre.
Una vicenda molto articolata, intensa, affascinate, travolgente e appassionante che riesce a tenere il lettore sempre attento e vigile, completamente assorbito dal ritmo narrativo, a volte più lento e descrittivo, altre volte più concitato e da brivido, impossibile non appassionarsi alle vicende dei meravigliosi porotagonisti.
Tolkien è considerato anche uno dei maggiori studiosi della letteratura anglosassone e medioevale (Amico fraterno di quel C.S Lewis autore de Le cronache di Narnia, sette libri di cui due trasformati in Blockbuster cinematografici). Affascinato da questo contesto ha deciso di scrivere una storia ambientata in un mondo di pura fantasia, molto simile a quello cavalleresco, e popolato da tante e strane creature: ci sono gli uomini, esseri mortali, attratti dal potere che, tuttavia, finisce per renderli schiavi; ci sono gli elfi, esseri immortali e bellissimi, capaci di comporre versi poetici sublimi e allo stesso tempo di essere valorosi combattenti in battaglia; ci sono i nani, grandi scavatori di miniere e avidi di oro e argento; ed infine ci sono gli Ent, specie di alberi dalle sembianze umane. Ma per diversi secoli il mondo ha ignorato l’esistenza degli hobbits, i “mezz’uomini”, creature pacifiche e tranquille, che vivevano nella Contea, lontani e disinteressati da tutto ciò che accadeva nel resto della Terra. Eppure saranno proprio loro, gli hobbits, a salvare il mondo dal Male.

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  • Il 21 gennaio si inzia con “Because you left”, 5° stagione di Lost.

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  • Il castello errante di Howl

    969_big.jpg Se non sbaglio la sera di Natale è andato in onda sulle reti nazionali uno dei capolavori del grande Hayao Miyazaki, genio Giapponese dell’animazione, fondatore dello studio Ghibli a cui dobbiamo capolavori come la serie tv Conan, il ragazzo del futuro, Lupin III ll castello di Cagliostro (premiato a Cannes) oltre alla mitica prima stagione, Nausicaä della Valle del Vento, La Principessa Mononoke, La città incantata (premio oscar) e tanti altri.
    Di emozioni, l’ultima opera di Hayao Miyazaki, ne offre veramente a bizzeffe. Howl’s Moving Castle, è un ulteriore tassello, nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni che mescola l’attenzione alle tematiche ambientali, all’utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all’uomo come vivere e quali valori seguire e difendere.
    Tra realtà dell’immagine e metafore, il film si dipana lentamente, offrendo la abituale ma sempre fenomenale panoramica sui paesaggi e personaggi da sogno (il film realizzato in maniera tradizionale è visivamente impressionante), nei quali la fantasia di Miyazaki e di Joe Hisashi, autore della colonna sonora, si sbizzarriscono raggiungendo vette se possibile ancora più elevate che nel premiato Spirited Away (La città incantata).
    Attuale e concettualmente scevro da contaminazioni ideologiche di qualsivoglia natura, Howl,riesce ad essere pellicola antimilitarista, raffinato melò sentimentale, grande spettacolo di intrattenimento per tutti ed, in ultimo, saggio ammonimento sull’importanza delle relazioni interpersonali tra gli esseri umani.
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