24 Feb
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L’altra settimana ho terminato del grande Moore La Lega degli straordinari gentleman n.2, ecco così radunati insieme: Allan Quartermain, l’uomo invisibile, il Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il Capitano Nemo e una seducente vampira pronti ad affrontare, per conto del servizio segreto inglese, le minacce poste all’Impero Britannico o al mondo intero. |
| Questa seconda avventura prende il via su Marte dove ritroviamo due miti della narrativa fantascientifica legata al pianeta rosso, ovvero Gullivar e John Carter. Il primo creato da Edwin Lester Arnold in Gulliver da Marte e il secondo da Edgar Burroughs in Sotto le lune di Marte. Oltretutto viene anche citato Michael Kane, il guerriero di Marte, protagonista della famosissima trilogia di Michael Moorcock. |
| Oltretutto viene anche citato Michael Kane, il guerriero di Marte, protagonista della famosissima trilogia di Michael Moorcock. Qualcosa di terribile sta succedendo sul pianeta rosso e le conseguenze di quegli avvenimenti avranno gravi e importanti ripercussioni sulla terra. Le evocative matite di O’Neill sono un’ottima cornice alla splendida prosa di Moore. Autore capace di passare da un genere all’altro con estrema facilità e competenza, come potete verificare facilmente leggendo le altre storie dell’albo. Infatti Moore ci propone inoltre uno splendido viaggio visionario attraverso il mondo dei tarocchi in Promethea e ci fa sorridere dei molti paradossi temporali che di frequente si trovano nei fumetti di supereroi grazie a Tom Strong. A concludere troviamo delle storie brevi di Jack B. Quick, The First American e Splash Brannigan che da sole sono dei piccoli gioielli. |
24 Feb
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Ecco tre minuti tratto dall’atteso Watchmen, presentato a Londra ieri.
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17 Feb
| Siamo trepidanti i attesa della puntata 3×06 di Lost dal nome “316” di cui potete vedere un significativo promo qui sopra, e ancora non ci siamo ripresi dalle rivelazioni dell’ultima puntata che viene abilmente commentata da Faramir nel suo blog http://lavagnadifaraday.blogspot.com/. |
| Io non posso fare altro che aggiungere che dal punto di vista narrativo non sappiamo ancora cosa aspettarci dal giro di ruota di Locke, come potrà influire nella sua vista e in quella dei suoi compagna in e off island; intanto ho incominciato seriamente a considerare dopo la conclusione di The Myth of Lost Solving the Mysteries and Understanding the Wisdom di Marc Oromaner che la teoria Total Recall mi piace enormente e mi conquista sempre più. A breve seguiranno le recensioni di due film collegati a questa teoria, Dark Ciry e Il tredicesimo piano e a un libro, I simulacri di Vernor Vinge. |
| Nel frattempo è uscito il secondo trailer di Wolverine, intitolato “Brothers”, fratelli, ed è incentrato sul rapporto tra Logan/Wolverine (Hugh Jackman) e Victor Creed/Sabretooth (Liev Schreiber) nel corso degli anni, compresa la Seconda Guerra Mondiale. Viene anche introdotto il personaggio di Stryker (Danny Huston). |
| Sul fronte terminator è stato pubblicato un sito virale, http://www.skynetresearch.com/, il sito del centro di ricerche di Skynet. |
| Alcune foto sono state pubblicate, tra cui quella che vi propongo di seguito, si tratta di John Connor (Christian Bale) assieme a dei sopravvissuti come lui che si aggirano per dei tunnel semisommersi dall’acqua. L’immagine ricorda sia Alien che Matrix. Inoltre se vi siete persi il secondo trailer lo ripropongo. |
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14 Feb
![]() immagine da Dark City |
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6 Feb
| Futuri Connessi, Dal futurismo al connettivismo, Sabato 28 febbraio, ore 21, via Polaresco, 15 Bergamo. POESIA, MUSICA, CINEMA, TEATRO. |
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4 Feb
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Ci sono film che per atmosfera promettono di più di quello che in realtà danno, questo Fiumi di porpora portato con mano sicura sul grande schermo da Mathieu Kassovitz non è l’esatta trasposizione del best seller di Jean-Christophe Grance, pecca in alcune battute scontate e in un finale forse prevedibile ma come atmosfera è eccezionale, almeno per quanto riguarda la prima parte, che scorre sullo schermo con ritmo perfetto. |
| Ambientato in un campus universitario immaginario, Guernon, sulle maestose Alpi che, con l’aiuto ad hoc di guide specializzate, cast e troupe hanno potuto scalare fino a 3500 metri di altezza. E’ proprio dall’imponente colosso montuoso che, nel corso della storia narrata nel film, rischiano di abbattersi sulla popolazione colossali valanghe. Uno scenario primigenio ospita la lotta fra confliggenti che si sono posti al di là della legge umana; da una parte la casta degli scienziati costretta ad applicare l’eugenetica di matrice nazista per perpetuarsi, dall’altra le vittime condannate a vivere vite che non appartengono loro. |
| Un omicidio efferato sconvolge gli abitanti della valle. La scoperta di altre uccisioni fa pensare ad un serial killer. A capo delle indagini, troviamo il valoroso cavaliere Jean Reno, eroe solitario. Nel frattempo un giovane poliziotto (Vincent Cassel) alla ricerca di un teppistello si troverà successivamente a collaborare col maestro. |
| In realtà è come trovarsi di fronte ad un episodio di X-files ambientato però in Francia, l’atmosfera di mistero permea ogni scena e i due attori si troveranno contro molte forze occulte, ma il romanzo di Jean-Christophe Grance è decisamente meglio. Consiglio per gli amanti dei thiriller di qualità anche Il volo delle cicogne e l’impero dei lupi. |
4 Feb
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| Twin Peaks, Whitley Strieber e gli UFO Che ci sono andati a fare gli UFO a Twin Peaks? |
| di Paolo Toselli (Autore di diversi libri ed articoli sull’argomento, è anche fondatore del Centro per la Raccolta delle Voci e delle Leggende Contemporanee, unico caso in Italia di associazione mirata alla raccolta e allo studio di questo fenomeno sociale e comunicativo.) |
| Tempo fa, quando Fox e Dana dovevano ancora essere partoriti dalla mente di Chris Carter, andava di gran moda, anche in Italia, la serie televisiva intrisa di giallo e horror I segreti di Twin Peaks. A dirigerla era David Lynch, definito da molti il regista dell’inquietante e dell’assurdo. La serie, come X-Files, ebbe il suo esordio su Canale 5 nella primavera del 1991. Con un ascolto medio di 8 milioni di telespettatori, veniva delineato un volto insolito della provincia americana legato a traffici illeciti, prostituzione e culti demoniaci. Dietro un’apparente tranquillità, i protagonisti avevano una doppia vita. A Twin Peaks insomma nessuno era quello che sembrava e tutti avevano qualcosa da nascondere. Su questa base, e dietro l’ossessionante interrogativo “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, si dipanavano le vicende sentimentali dei vari personaggi, alternate a tocchi macabri e risvolti paranormali. Senza fare alcun paragone con X-Files (anche se nella serie David Duchovny impersonava il ruolo di un agente travestito da donna), forse non tutti hanno memoria del fatto che nel gran calderone misteriosofico de I segreti di Twin Peaks avevano trovato posto anche gli UFO. Nessuno li ha veramente visti, ma se n’è parlato. |
1 Feb
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Nuova e come sempre molto interessante puntata dei Lost Books di Faramir incentrata su The Myth of Lost: Solving the Mysteries and Understanding the Wisdom, nuovo libro uscito negli USA che si propone di analizzare Lost e di rispondere ad alcune domande cui, da 5 stagioni, cerchiamo di dare risposta. |
| Oltre a presentarci alcune dettagliate teorie che risolvono quasi tutte le questioni in sospeso, Marc Oromaner, autore del libro, cerca di far capire ai lettori come la saggezza di Lost possa migliorare le loro vite. Il primo capitolo del libro, in particolare, è dedicato alla comparazione di Lost con alter pietre miliari del piccolo e grande schermo, tra cui Star Wars, Matrix e Heroes, ma soprattutto ci spiega come mai si può dire che Dio e la religione siano le ‘linee guida’ di questi film/serie tv. |
| Può uno show fornirci uno sguardo sul significato delle nostre vite? ‘The Myth of Lost’ fornisce un’affascinante soluzione ai misteri della serie, e ci spiega come questa contiene una saggezza che può essere usata nella vita reale. “Dalle ‘voci’ agli orsi polari, dal fumo nero agli onnipresenti numeri, Lost ci ha posto molte domande senza fornire risposta. Usando temi e personaggi dello show, Marc Oromaner fa i conti con la complessità della serie, e fornisce una semplice, quanto appagante, soluzione. Secondo il mito di Lost, il mondo in cui viviamo è una illusoria terra delle meraviglie, creata per sfidarci a raggiungere nuove vette. Oltre a fornire esempi intriganti, Oromaner ci spiega come il mito di Lost può aiutarci a trovare gli indizi della nostra vita, e a risolvere le situazioni complicate”. |
| “Molti di noi si saranno ‘persi’ in alcuni momenti della nostra vita, ma Oromaner ci spiega come tutti siamo connessi, come possiamo migliorarci, e come aiutare gli altri a fare lo stesso. Oltre a decifrare i misteri della serie, The Myth of Lost ci introduce quindi ad un nuovo modo di pensare, e ci mostra come possiamo essere padroni del nostro destino”. |
| Interessante il fatto conclusivo che Faramir e Marc Oromaner nello stesso periodo abbiano sviluppato una simile teoria interpretative del serial e da ciò il riferimento a In acque profonde - Meditazione e Creatività (atching the Big Fish: Meditation, Consciousness, and Creativity) di David Lynch nel quale afferma “Le idee sono simili a pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell’acqua bassa. Se invece vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. Laggiù i pesci sono più forti, più puri. Sono enormi ed astratti. Davvero stupendi.” |
| Ma anche a L’ eroe dai mille volti di Joseph Campbell, Guanda nel quale approfondisce la struttura del mito a uso di scrittori di narrativa e cinema. Sintetizzando, si potrebbe dire che la sua tesi sia che la quasi totalità delle storie moderne siano in realtà il rifacimento della stessa storia. Gli archetipi sono diversi dagli stereotipi, sono funzioni, non sono ruoli rigidi, hanno a che fare con l’inconscio collettivo che teorizzava Jung. Da qui l’analisi in personaggi funzione. Vogler, nel Viaggio dell’eroe ha analizzato centinaia di film trovando delle strutture ripetitive ricorrenti. Possono essere personaggi positivi e negativi, fisici o metaforici, persone o oggetti. Un personaggio può rappresentare in sé più di una funzione: L’eroe, il mentore, il Guardiano della soglia, il messaggero, il mutaforme, l’ombra e l’imbroglione. |
| Piccola notazione, Faramir ha iniziato a scrivere sulla lavagna di Faraday, credo valga decisamente la pena seguire gli aggiornamenti a questo blog. |
1 Feb
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Ho da poco acquistato il libro Dodici casi per i vedovi neri, minimum fax 2007, una raccolta di racconti buttati giù negli anni settanta da Isaac Asimov padre della fantascienza mondiale. “Thomas Trumbull, Mario Gonzalo, Emmanuel Rubin, Roger Halsted, James Drake, Geoffrey Avalon: sono i nomi cui corrispondono gli stimati membri del club dei Vedovi Neri. |
| Sei gentiluomini, forse un po’ troppo litigiosi, che ogni mese si riuniscono in un ristorante per mangiare cibi raffinati, bere del buon brandy e conversare amabilmente. Hanno con sé Henry, il fidato cameriere che democraticamente hanno eletto a membro onorario del club, e a ogni riunione invitano un ospite, che meno democraticamente tormentano, in sei contro uno, con il loro “interrogatorio”, “Come giustifica la sua esistenza?”, chiedono i Vedovi Neri al malcapitato di turno. Si sviluppa così un vivace contraddittorio, fatto di arguzie e provocazioni, riflessioni filosofiche ed erudizione storica, che non tarda a colorarsi delle tinte del mistero quando l’ospite, rivelando un dettaglio della sua vita, innesca involontariamente un piccolo o grande enigma alla cui soluzione si dedicheranno i sei…i sette Vedovi Neri”. |
| Ogni personaggio svolge un proprio lavoro e ha una sua caratteristica che lo distingue dagli altri: Rubin è uno scrittore di gialli alto un metro e sessantacinque, porta occhiali con due lenti spesse ed ha una barbetta rada che sembra vivere per conto suo; Halsted insegna matematica, è timido, interviene spesso in modo esitante ed è attirato dalle torte; Drake fa il chimico, fuma come una ciminiera, ha la voce bassa e roca; Avalon è avvocato, alto un metro e ottantotto, il criticone dalle sopracciglia scure (anch’esse sembrano avere una vita propria come la barbetta di Rubin) che fuma la pipa; Gonzalo dipinge, sembra un “d’Artagnan tirato a lucido” con “la lunga chioma”, gli occhi grandi e un po’ sporgenti e disegna la caricatura degli ospiti, mentre Trumbull lavora per il governo come esperto di codici cifrati, arriva sempre in ritardo, è aggressivo con tutti. Per renderli vivi e veri ad Asimov basta un accenno, una lieve pennellata, un aggettivo o un verbo al posto giusto. Non c’è bisogno di tanti ghirigori come succede agli scrittori modesti. |
| Chi risolve i problemi dopo lunghe e spesso divertenti discussioni è però Henry, il cameriere dal “viso liscio malgrado i suoi sessant’anni”. Gli argomenti che vengono affrontati sono di varia natura e vanno da quelli più modesti e frivoli ad altri più corposi che riguardano la scienza, il cosmo, i problemi dell’editoria, del fumo ecc… |
| Nelle note in fondo a ogni racconto l’autore spiega l’occasione in cui è nato e rivela aneddoti e curiosità della sua vita (ha letto tre volte Il signore degli anelli di Tolkien, non sopporta il fumo, suo idolo Agatha Christie ecc…) con il solito stile lieve, elegante, garbatamente ironico e talvolta anche autoironico, rara avis negli scrittori di qualunque tipo e caratura. In La terra tramontata, per esempio, Rubin riferendosi proprio al suo amico Asimov, dichiara “Ha corrotto non so chi nella redazione delle Britannica per farsi inserire nella quindicesima edizione, e ormai si porta appresso l’intera serie ovunque vada”. |
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