| Sul fronte di Lost, dopo aver visto l’eccezionale puntata numero 8, La Fleur, l’immagine più sconvolgente che rimane in testa è quella della statua dal piede a quattro dita che i nostri scorgono in uno dei loro viaggi temporali; In questa puntata scopriamo cosa è successo al gruppo formato da Sawyer, Juliet, Miles, Faraday e Jin dopo gli avvenimenti di “This Place is Death”. Ora il gruppo dei sopravvissuti deve attendere il ritorno di John Locke, scoprendo che i salti temporali li hanno portati all’epoca della Dharma, nel 1974. |
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Consiglio vivamente l’acquisto di Robot 56, la storica rivista rinvigorita dalla Delos Book. In un caffè di Torino è seduto un hacker. Il nome sulla sua carta d’identità non risulta all’anagrafe. Sul suo PC ci sono programmi sofisticati che nessuno ha mai visto prima. Nel nostro universo. Ma nella Torino descritta da Bruce Sterling nel racconto Cigno nero – scritto appositamente per Robot – la realtà diventare qualcosa di diverso, meraviglioso o spaventoso.
Come meravigliosa e insieme spaventosa è la macchina da guerra Calcedonia del racconto Premio Hugo 2008 di Elizabeth Bear Sulla spiaggia, un’impossibile via di mezzo tra Terminator e i robot di Clifford Simak. |
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Molto bello anche il nuovo numero di Urania, Algoritmo Bianco di Dario Toniano, autore già del noto Infect@. Milano 2045. La carta è sparita dalla circolazione, risucchiata nei laboratori clandestini dove viene “tagliata” per produrre potenti allucinogeni. Basta sollevare la cornetta di un telefono per essere contagiati dall’ultimo virus metalinguistico. A comporre questo angoscioso scenario sono le pagine di L’algoritmo bianco (Urania n. 1544, marzo 2009), che ospita in effetti due storie — quella che dà il titolo al volume e Picta muore! — distanziate tra loro da sei anni e incentrate su uno stesso personaggio: Gregorius Moffa, super sicario in salsa hardboiled che presta i suoi servigi a pagamento nella Milano del 2045. |
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Mistero infinito di Antonio Bellomi è il racconto che si trova in fondo a Urania n. 1544 Marzo 2009, Algoritmo Bianco, scrittore di livello, arriva un racconto breve ed efficace, uno sguardo affilato su un tema spirituale che unisce Cristianesi e esplorazione del cosmo che ha avuto precedenti illustri. Poche pagine ma che vi regaleranno molte emozioni. |
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Il complotto delle mogli di Fritz Leiber, Edizioni DB. Immaginate, come tante altre volte avete fatto, che la realtà non sia quella che vi circonda. Immaginate di vivere in un mondo dove metà della popolazione, quella femminile, custodisce da sempre un segreto che nessun uomo conosce. Nel suo primo romanzo, Fritz Leiber si è divertito a immaginare la vita di un tranquillo college americano, scossa soltanto dalle manovre delle mogli dei professori in lotta per fare carriera. Ma quando tutte le donne condividono arcane conoscenze sconosciute ai loro figli, padri e mariti, quella che era una questione di normale rivalità professionale può sfuggire di mano, per diventare una battaglia importante, che minaccia la natura stessa dell’Uomo e della sua vita sulla Terra. |
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Watchamen di Alan Moore, ho terminato la rilettura di questo capolavoro che ha la capacità di presentare i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, “decostruendo” l’archetipo del supereroe convenzionale. Ecco che allora vengono descritti i loro problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i loro difetti e le loro nevrosi, spesso riconducibili a particolari avvenimenti del loro passato. Inoltre, nessuno di essi - con una sola notevole eccezione - possiede alcun superpotere: sono persone comuni che hanno deciso di fare il mestiere, comune nell’universo di Watchmen, del “giustiziere mascherato”. |
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Sono molti i fumettisti che in questi anni ho ammirato sulle pagine dei fumetti marvel, da Jim lee a Romita JR ma in questo periodo l’americano Chris Bachalo mi ha letteralmente conquistato. Fantastico il suo talento a servizio di X-Men Spiderman e capitan America. http://www.chrisbachalo.net/gallery_illustrations.html
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Stephan Martiniere, invece è uno dei più grandi illustratori del mondo, ha messo la sua matita al servizio di Star wars II e III, The Astronaut’s Wife, Red Planet e Io Robot, (http://www.martiniere.com/gallery.htm). ha lavorato tra Asia e Stati Uniti, su Titan A.E., Heathcliff, Real Ghostbusters. Stabilitosi in California Stephan ha lavorato come regista in varie serie a cartoni animati, tra cui Dennis The Menace, Where’s Waldo e il musical animato Madeline che ha ricevuto i premi ACT e Parent’s Choice, oltre a una nomination all’Emmy. Anni dopo ha lasciato la tv per dedicarsi ai parchi a tema, lavorando tra l’altro a Star Trek: The Experience e a The Race For Atlantis a Las Vegas. |
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La mia ultima passione cinematografica si chiama Woody Allen, è vero ci sono arrivato tardi, ma adesso sono un suo grande fan. Per la precisione ho una ventina di suoi film nella mia wishlist e ho finito di vedere Harry a pezzi (Deconstructing Harry). Una graffiante commedia che mette alla berlina le manie degli Americani.
Lo scrittore di successo Harry Block (Woody Allen) si trova per la prima volta nella sua carriera ad affrontare il “blocco dello scrittore” e in piena nevrosi. Viene accusato da tutti i suoi cari, parenti ed ex-mogli/amanti, di utilizzare la propria vita e le proprie esperienze come materia per la sua opere, pubblicando, quindi, i segreti di tutti.
Odiato da tutti, nessuno vuole avvicinarsi alla sua demenziale esistenza, e nessuno vuole accompagnarlo alla sua vecchia università, che al tempo lo espulse e che ora vuole rendergli onore (esplicito riferimento a Il posto delle fragole di Ingmar Bergman).
I suoi unici compagni sono i personaggi dei suoi racconti, mentre realtà e finzione si mescolano (i personaggi fittizi, basati su persone vere, sono interpretati nella “realtà” da un attore, nella “finzione” da un altro) in un turbinio di ricordi e intimità inconfessabili che affiorano durante il viaggio in macchina verso l’università. |
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