23 Apr
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| Il prof. Enrico Reggiani (Associate Professor of English Language and Literature dell’Università Cattolica di Milano) http://wbyeats.wordpress.com/ mi ha segnalato il 2° incontro dell’IRISH CLUB (27 aprile 2009 ore 18.30) su “Uomini d’Irlanda” di William Trevor (Guanda 2009), presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’ - VIA FOPPA 4 Milano. |
| L’ultimo lunedì di ogni mese un appuntamento fisso sulla letteratura dell’Isola di Smeraldo: dai capolavori del passato alle più recenti novità degli autori contemporanei. L’Irish Club è aperto a tutti: lettori, spettatori, ascoltatori, traduttori, studenti, studiosi, semplici appassionati e devoti cultori. Per confrontare e condividere emozioni ed intuizioni, riflessioni ed interpretazioni, metodi e prospettive suggeriti dalle opere al centro dei vari incontri (e che si raccomanda - se possibile - di leggere prima di ogni appuntamento…) |
| Riporto volentieri la notizia con l’auspicio di potervi participare prima o poi. Inoltre vi invito a scoprire le ulteriori iniziative che si svolgono presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’. Non mancherò di visitarlo in una delle mie scorribande ludiche in quel di Milano. |
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16 Apr
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| La 13dicesima puntata della quinta stagione di Lost Some like it Hoth propone un episodio Miles centrico, con interessanti scoperte come la conferma che il dottor Chang è veramente suo padre come molti ipotizzavano da tempo, per il resto quasi niente altro di rilevante se non il ritorno di Faraday sull’isola (ma perchè se ne fosse andato non lo sappiamo ancora) e la quasi certezza che il gruppo capitanato da Ilana stia ricostituendo la Dharma. Vi consiglio di seguire il blog di Faramir, sempre molto arguto, sull’episodio precedente (http://lavagnadifaraday.blogspot.com/2009/04/smokey-rings.html) |
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| Da rivalutare, alla luce della situazione attuale di Lost, il video mostrato al Comic-Con 2008. La purga, gli spostamenti spazio-temporali, la voce di Faraday e il pianto di un bambino, e l’imperativo di ricostituire la Dharma Initiative… | ||||||||||||||||||
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| Piccola notazione molto divertente il riferimento alla mitologia di Star Wars (e in questo caso al pianeta ghiacciato Hoth dove la resistenza ribelle si nasconde dalla minaccia dell’impero) che ritorna per l’ennesima volta il Lost, in questo caso Hurley grande fan della saga inventata da Lucas riscrive a modo suo il copione di Guerre Stellari - L’impero colpisce ancora, in quanto l’azione sull’isola si svolge nel 1977, anno di uscita del primo Guerre Stellari. Nel 1977, con l’uscita nelle sale di “Guerre Stellari”, George Lucas (Stati Uniti, 1944) ha rivoluzionato profondamente la cinematografia e influenzato i gusti di molte persone compresi i mie. Il cambiamento è avvenuto soprattutto nel mondo degli effetti speciali. Grazie a Lucas e alle società a cui fa capo (Lucasfilm, Lucas Arts, Industrial Light & Magic, Lucasfilm Games e Thx Digital Mastering Program), attraverso l’uso dei computer con la digitalizzazione e l’animazione grafica si possono filmare ormai qualsiasi idea, si può confezionare in ogni momento le proprie fantasie. Dice Lucas: “Con «The Empire» abbiamo inaugurato il 2000, eliminando per esempio tutta la parte meccanica e manuale del processo di ripresa, abbiamo ottenuto dei risultati studiando con il computer le reazioni dell’occhio umano al colore e al movimento. Per questo nel film sembra di essere dentro lo spazio, di nuotare nei colori”. |
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| Tra una puntata di Lost e l’altra vi consiglio queste opere molto interessanti, tra cui spiccano La sindrome di Caino (che potrebbe diventare un ottima serie tv) e Harper’s Island una entusiasmante nuova serie tv della durata di 13 puntate che ci trasporta anch’essa su di un isola molto misteriosa. | ||||||||||||||||||
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11 Apr
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| PUNTATA STREPITOSA la 5×12 Dead is Dead, in pochi minuti si sono accavallate immagini versione Divina Commedia (la selva oscura come preludio di un viaggio iniziatico), Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta (quando Ben si cala nelle viscere del tempio sembra esattamente il famoso archeologo) e Il signore degli Anelli (se Ben è sempre più Gollum, Locke allora è Frodo?) In questo episodio scopriamo molte cose su Ben, dalla sua vita tra gli Others, agli ordini di Richard Alpert e di Charles Widmore, a come ha rapito Alex, la figlia della Rousseau, e al rapporto che ha instaurato con lei, fino all’agguato a Penny Widmore. |
| La “figlia” Alex è l’emissaria del fumo nero (metafora come l’Isola di Dio) che con Locke Ben va a cercare per tutto l’episodio. Ben Linus è infatti tornato sull’isola per essere giudicato per i propri peccati dal fumo nero, che gli appare al tempio, nel sottosuolo, dopo averlo “chiamato” dalla stanza segreta di casa Linus. Alex lo avverte che tenterà di nuocere nuovamente alla vita di Locke sarà lei stessa ad ucciderlo. |
| Ben e Locke nel loro viaggio iniziatico si trovano anche di fronte alle opposizioni di Cesar, che viene eliminato da Ben senza mezzi termini. Più complicata la situazione della seconda new entry di quest’anno, Ilana, la misteriosa donna che aveva catturato Sayid, che stupisce tutti prendendo il comando con la forza, e chiedendo la risposta alla frase “what lies in the shadow of the statue”. |
9 Apr
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| di Aldo Grasso | ||
| Con grande trepidazione è ripartito Lost, giunto intanto alla quinta stagione (Fox, canale 110 di Sky, ore 22.05). Firmato da Damon Lindelof, Carlton Cuse e dal grande J.J. Abrams, Lost è una delle serie che meglio ci aiutano a riflettere sul mondo contemporaneo, popolata com’è da misteri insoluti: viaggi nel tempo, tempo circolare, cospirazioni, fenomeni inspiegabili, lotta per la sopravvivenza, sfida fra Fede e Ragione. | ||
| A Lost ha dedicato un prezioso libro Simone Regazzoni, consigliabile a tutti coloro che non vogliono fermarsi alla superficie delle cose: La filosofia di Lost, Ponte alle Grazie editore, 2009. Scrive Regazzoni: «La natura filosofica di Lost non si esaurisce nel gioco dei nomi di famosi filosofi attribuiti ai personaggi (Locke, Rousseau, Hume, Bentham) o in quello di qualche filosofo esplicitamente citato (Nietzsche)… Piuttosto occorre dire che la filosofia lavora al cuore di tenebra di Lost nella forma di una serie di questioni fondamentali: Che cos’è un’isola? Che cosa significa sopravvivere? Esiste il mondo esterno o è una mera illusione? Che cos’è la verità? Che cosa significa con-vivere? Qual è il rapporto fra fiction e real life?». Il libro parte dal presupposto che il volo 815 dell’Oceanic, come ogni altra grande narrazione, vada oltre le intenzioni iniziali dei suoi autori e accenda nell’interpretazione il desiderio di sapere, scoprire, trovare. Lost è una ricerca di verità sotto forma di racconto e di enigma perché «la verità si nutre di finzione». | ||
| La qualità più bella di questa riflessione è che nasce da una profonda conoscenza di Lost e dei suoi episodi, dal piacere della visione, dall’analisi della sua scrittura. È la prima volta, ad esempio, che in tv il flashback viene usato in senso metafisico, come se la concretezza del presente fosse un’astrazione lungamente elaborata prima di noi e da noi: ogni immagine diventa così un miraggio, l’attesa di un destino. Anche la finzione si nutre di verità. |
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