Paolo Marzola blog

Archive for Aprile, 2009

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Il prof. Enrico Reggiani (Associate Professor of English Language and Literature dell’Università Cattolica di Milano) http://wbyeats.wordpress.com/ mi ha segnalato il 2° incontro dell’IRISH CLUB (27 aprile 2009 ore 18.30) su “Uomini d’Irlanda” di William Trevor (Guanda 2009), presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’ - VIA FOPPA 4 Milano.
L’ultimo lunedì di ogni mese un appuntamento fisso sulla letteratura dell’Isola di Smeraldo: dai capolavori del passato alle più recenti novità degli autori contemporanei. L’Irish Club è aperto a tutti: lettori, spettatori, ascoltatori, traduttori, studenti, studiosi, semplici appassionati e devoti cultori. Per confrontare e condividere emozioni ed intuizioni, riflessioni ed interpretazioni, metodi e prospettive suggeriti dalle opere al centro dei vari incontri (e che si raccomanda - se possibile - di leggere prima di ogni appuntamento…)
Riporto volentieri la notizia con l’auspicio di potervi participare prima o poi.
Inoltre vi invito a scoprire le ulteriori iniziative che si svolgono presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’.
Non mancherò di visitarlo in una delle mie scorribande ludiche in quel di Milano.
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    La 13dicesima puntata della quinta stagione di Lost Some like it Hoth propone un episodio Miles centrico, con interessanti scoperte come la conferma che il dottor Chang è veramente suo padre come molti ipotizzavano da tempo, per il resto quasi niente altro di rilevante se non il ritorno di Faraday sull’isola (ma perchè se ne fosse andato non lo sappiamo ancora) e la quasi certezza che il gruppo capitanato da Ilana stia ricostituendo la Dharma.
    Vi consiglio di seguire il blog di Faramir, sempre molto arguto, sull’episodio precedente (http://lavagnadifaraday.blogspot.com/2009/04/smokey-rings.html)

    Da rivalutare, alla luce della situazione attuale di Lost, il video mostrato al Comic-Con 2008. La purga, gli spostamenti spazio-temporali, la voce di Faraday e il pianto di un bambino, e l’imperativo di ricostituire la Dharma Initiative…
    hoth2.jpg
    Piccola notazione molto divertente il riferimento alla mitologia di Star Wars (e in questo caso al pianeta ghiacciato Hoth dove la resistenza ribelle si nasconde dalla minaccia dell’impero) che ritorna per l’ennesima volta il Lost, in questo caso Hurley grande fan della saga inventata da Lucas riscrive a modo suo  il copione di Guerre Stellari - L’impero colpisce ancora, in quanto l’azione sull’isola si svolge nel 1977, anno di uscita del primo Guerre Stellari.
    Nel 1977, con l’uscita nelle sale di “Guerre Stellari”, George Lucas (Stati Uniti, 1944) ha rivoluzionato profondamente la cinematografia e influenzato i gusti di molte persone compresi i mie. Il cambiamento è avvenuto soprattutto nel mondo degli effetti speciali. Grazie a Lucas e alle società a cui fa capo (Lucasfilm, Lucas Arts, Industrial Light & Magic, Lucasfilm Games e Thx Digital Mastering Program), attraverso l’uso dei computer con la digitalizzazione e l’animazione grafica si possono filmare ormai qualsiasi idea, si può confezionare in ogni momento le proprie fantasie.
    Dice Lucas: “Con «The Empire» abbiamo inaugurato il 2000, eliminando per esempio tutta la parte meccanica e manuale del processo di ripresa, abbiamo ottenuto dei risultati studiando con il computer le reazioni dell’occhio umano al colore e al movimento. Per questo nel film sembra di essere dentro lo spazio, di nuotare nei colori”.
    Tra una puntata di Lost e l’altra vi consiglio queste opere molto interessanti, tra cui spiccano La sindrome di Caino (che potrebbe diventare un ottima serie tv) e Harper’s Island una entusiasmante nuova serie tv della durata di 13 puntate che ci trasporta anch’essa su di un isola molto misteriosa.
    77f3_1.JPG La sindrome di Caino, Panini Comics 100% cult comics. Nel giugno del 1944 un giovane ragazzo francese, Victor Granger, riesce a sopravvivere all’eccidio del villaggio di Obadour-sur-Glane da parte delle truppe tedesche in ritirata: uno strano individuo, che diventerà l’ossessione di tutta la sua vita, lo salva da morte certa. Solo in seguito Granger scoprirà che deve la sua esistenza ad Andrea Balgani, un presunto immortale da molti ritenuto il biblico Caino. Comincia con un’ambientazione mistica e misteriosa il primo volume de La sindrome di Caino, uscito lo scorso anno per le edizioni Soleil, ad opera di Nicolas Tackian, sceneggiatore d’eccezione, e del bravo disegnatore italiano Andrea Mutti.
    tortuga-_2_.jpg Tortuga, di Valerio Evangelisti, Mondandori. Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l’isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell’isola e intende normalizzarla. È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. L’avventura torna dopo gli anni d’oro di Salgari.
    71_hi-ad.jpg Harper’s Island è una nuova serie tv che sembra avere alcuni punti in comune con una serie mitica come “Twin peaks” se non altro come ambientazione e ricorda il famoso romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. I protagonisti arrivano sull’isola -situata vicino a Seattle per celebrare un matrimonio. Proprio nel mezzo delle celebrazioni, avviene il primo di una lunga serie di omicidi, che riapre il caso di un misterioso assassino che aveva già colpito anni prima. La serie è scritta, tra gli altri, da Jeffrey Bell, che ha già lavorato per “X-Files”, “Angel”, “Alias” e “Day break”.
    wolverine_1.jpg Ricordo a tutti che il 30 aprile esce nelle sale italiane X-Men Le Origini: Wolverine.
    Jackman: Quando ho interpretato e mi sono preparato per la prima volta al ruolo, entrando nell’universo degli X-Men, ho pensato che Wolverine avesse tante caratteristiche simili a Tyson, Mad Max e a Callaghan. Si tratta di un archetipo classico del grande schermo, una brava persona che però non è sempre gentile, con dei lati difficili e decisamente spigoloso.” Sante parole.
    inf.jpg L’inferno di Dante, di Vittorio Sermonti, BUR Rizzoli. Nell’estate del 1940, un ragazzo di undici anni ascoltò il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori l’Inferno di Dante; le due estati seguenti toccò al Purgatorio e al Paradiso. Mezzo secolo più tardi proprio quel ragazzo, Vittorio Sermonti, avrebbe letto e spiegato Dante ai microfoni della radio e in letture pubbliche. Così è nato questo “racconto-commento” delle Divina Commedia, che si poneva un obiettivo solo apparentemente modesto: “consentire a un qualsiasi italiano dotato di cultura media, intelligenza e un po’ di passione di percorrere il più grande libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l’avventura per approvigionarsi di notizie, delucidazioni e varianti nei battiscopa di note”. 
    deadzone00.jpg La zona morta, di David Cronenberg, da un romanzo di Stephen King. Il professore di lettere Johnny Smith (Christopher Walken) cade in un lungo periodo di coma in seguito ad un incidente stradale. Al suo risveglio non solo comprende che la sua vita sentimentale è irrimediabilmente distrutta (la sua fidanzata Sarah, l’ultima persona che vide prima dello scontro, si è nel frattempo sposata), ma scopre di possedere un oscuro e inquietante potere, che gli consente di predire il futuro di tutte le persone con cui entra in contatto fisico. Una semplice stretta di mano, ad esempio, genera improvvise visioni nella mente dell’uomo, che sa anticipare con assoluta certezza eventi drammatici e anche tragici che stanno per colpire la persona che ha toccato.
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  • Filed under: Notizie dalle colonie Extramondo
  • illanagun4909.jpg
    PUNTATA STREPITOSA la 5×12 Dead is Dead, in pochi minuti si sono accavallate immagini versione Divina Commedia (la selva oscura come preludio di un viaggio iniziatico), Indiana Jones  e i predatori dell’arca perduta (quando Ben si cala nelle viscere del tempio sembra esattamente il famoso archeologo) e Il signore degli Anelli (se Ben è sempre più Gollum, Locke allora è Frodo?)
    In questo episodio scopriamo molte cose su Ben, dalla sua vita tra gli Others, agli ordini di Richard Alpert e di Charles Widmore, a come ha rapito Alex, la figlia della Rousseau, e al rapporto che ha instaurato con lei, fino all’agguato a Penny Widmore.
    La “figlia” Alex è l’emissaria del fumo nero (metafora come l’Isola di Dio) che con Locke Ben va a cercare per tutto l’episodio. Ben Linus è infatti tornato sull’isola per essere giudicato per i propri peccati dal fumo nero, che gli appare al tempio, nel sottosuolo, dopo averlo “chiamato” dalla stanza segreta di casa Linus. Alex lo avverte che tenterà di nuocere nuovamente alla vita di Locke sarà lei stessa ad ucciderlo.
    Ben e Locke nel loro viaggio iniziatico si trovano anche di fronte alle opposizioni di Cesar, che viene eliminato da Ben senza mezzi termini. Più complicata la situazione della seconda new entry di quest’anno, Ilana, la misteriosa donna che aveva catturato Sayid, che stupisce tutti prendendo il comando con la forza, e chiedendo la risposta alla frase “what lies in the shadow of the statue”.
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  • Filed under: Lost
  • Aldo Grasso su Lost

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    lafilosofiadilost.jpg Il critico televisivo Aldo Grasso  si sa è un grande estimatore di Lost, in questo caso prende spunto dall’uscita di un volume  La filosofia di Lost, Ponte alle Grazie editore, 2009 di Simone Regazzoni che in questo momento stringo tra le mani e mi appresto a leggere.
    di Aldo Grasso
    Con grande trepidazione è ripartito Lost, giunto in­tanto alla quinta stagione (Fox, canale 110 di Sky, ore 22.05). Firmato da Damon Lindelof, Carl­ton Cuse e dal grande J.J. Abrams, Lost è una del­le serie che meglio ci aiutano a riflettere sul mon­do contemporaneo, popolata com’è da misteri insoluti: viag­gi nel tempo, tempo circolare, cospirazioni, fenomeni inspie­gabili, lotta per la sopravvivenza, sfida fra Fede e Ragione.
    A Lost ha dedicato un prezio­so libro Simone Regazzoni, con­sigliabile a tutti coloro che non vogliono fermarsi alla superfi­cie delle cose: La filosofia di Lost, Ponte alle Grazie editore, 2009. Scrive Regazzoni: «La na­tura filosofica di Lost non si esaurisce nel gioco dei nomi di famosi filosofi attribuiti ai per­sonaggi (Locke, Rousseau, Hu­me, Bentham) o in quello di qualche filosofo esplicitamente citato (Nietzsche)… Piuttosto occorre dire che la filosofia la­vora al cuore di tenebra di Lost nella forma di una serie di que­stioni fondamentali: Che cos’è un’isola? Che cosa significa so­pravvivere? Esiste il mondo esterno o è una mera illusione? Che cos’è la verità? Che cosa si­gnifica con-vivere? Qual è il rapporto fra fiction e real life?». Il libro parte dal presupposto che il volo 815 dell’Oceanic, co­me ogni altra grande narrazio­ne, vada oltre le intenzioni ini­ziali dei suoi autori e accenda nell’interpretazione il desiderio di sapere, scoprire, trovare. Lost è una ricerca di verità sot­to forma di racconto e di enig­ma perché «la verità si nutre di finzione».
    La qualità più bella di questa riflessione è che na­sce da una profonda conoscenza di Lost e dei suoi episodi, dal piacere della visione, dall’analisi della sua scrittura. È la prima volta, ad esempio, che in tv il flashback viene usato in senso metafisico, come se la concretezza del presente fosse un’astrazione lungamente elaborata prima di noi e da noi: ogni immagine diventa così un miraggio, l’attesa di un desti­no. Anche la finzione si nutre di verità.
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