Paolo Marzola blog

Archive for Maggio, 2009

vlcsnap-41641.png
Cosa giace all’ombra della statua? chiede Ilana (che si dichiara una dei buoni) e subito Richard Alpert risponde sfoderando in latino Ille qui nos omnes servabit (Colui che ci salvera’ tutti) per cui Jacob. Qualche secondo dopo a Richard viene mostrato il contenuto della cassa che da qualche episodio Ilana e compagni si portavano dietro, il cadavere di Locke…
vlcsnap-12601.png
La puntata di Lost 5×16-17 “The incident” non ha tradito le aspettative, è stata eccezionale e con dei colpi di scena degni della più alta qualità letteraria e cinematografica.
La mia idea è che il personaggio che interloquisce con Jacob a inizio puntata sia addirittura il fumo nero (o la morte stessa) Jacob è il rappresentante del Libero Arbitrio, quello che non impone niente a nessuno ma dice sempre “è una tua scelta”, il mutaforma/fantasma è il Destino (che ha preso il posto di Locke, di Christian Shepard, di Alex e di Claire, aveva ragione Mr. Eko, quando gridava a Yemi: – Tu non sei mio fratello!).
Lost è sempre più metafisico, l’infinita sfida filosofica (dai tempi di Platone) tra Libero Arbistrio e Destino si combatte sul terreno dell’isola.
Da secoli la filosofia si interroga sui due concetti che appaiono essere alternativi e in forte contrapposizione dialettica.
C’è chi afferma che l’uomo è libero nelle sue scelte e chi invece dice che l’uomo ha un cammino segnato, un destino predeterminato, un futuro già scritto.
2009-05-14-normal_theincident010.jpg
La conversazione tra Jacob e il mutaforma (vedi fumo nero) è molto interessante, l’interlocutore disapprova l’arrivo della nave che sembra sia stata chiamata dallo stesso Jacob:
Mutaforme:
Arrivano,
combattono
distruggono,
corrompono.
Finisce sempre nello stesso modo.
Jacob: Finisce solo una volta. Tutto quello che accade prima… e’ solo progresso. (Qui viene, neanche tanto velatamente menzionato il loop, il circle in cui i visitatori dell’isola si trovano coinvolti e che nessuno fino ad ora è mai riuscito a spezzare, Ma qui viene il punto cruciale. Da quella cornice si può uscire. E quando Jacob coglie la minaccia del suo antagonista, ecco che fa qualcosa: decide di cambiare il destino. Quel ciclo che ritorna sempre uguale, non ha da essere così in eterno: la fine è una sola)
Mutaforme:  Hai la minima idea di quanto vorrei ucciderti?
Jacob: Si’.
Mutaforme: Uno di questi giorni, prima o poi…
Jacob: Beh, quando la troverai, saro’ proprio qui.
ben-and-jacob.jpg
Spostandoci nel presente vediamo che all’interno del piedone Jacob attende l’arrivo del finto Locke e di Ben, quando Ben gli si avvicina per dimostrargli il suo odio e poco prima di essere colpito Jacob guarda Ben e pronuncia solo due parole, “Perchè tu?” che mi ha ricordato la morte per accoltellamente di Giulio Cesare (anche tu Bruto, figlio mio?) ma anche il tradimento di Giuda nei confronti di Gesù nell’orto degli ulivi.
L’ultima parola pronunciata da un agonizzante Jacob è “Stanno arrivando…”
Prima di essere accoltellato Jacob riferendosi all’arazzo da lui intessuto dice:”Tessere la trama richiede moltissimo tempo ma… suppongo sia proprio questo il bello, no?” frase che sembra uscita direttamente dalla bocca degli sceneggiatori Damon Lindelof e Carlton Cuse.
Se veramente Jack e gli altri sono riusciti a fare detonare la bomba nel 1977, gli accadimenti del presente saranno modificati? JJ Abram nel film Star Trek fa un sapiente uso di viaggi nel tempo e realtà alternative derivanti da modificazioni del continuum spazio temporale, credo che questa sarà la strada anche per la sesta stagione di Lost.
v_for_vendetta.jpg
« Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot! »

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Lost

  • La costruzione di Wolfram alpha
    Sta per essere lanciato (questo mese) un motore di ricerca che risponde anche alle domande più complesse
    WASHINGTON (USA) - Si chiama Wolfram Alpha e promette davvero di rivoluzionare il web. All’apparenza è un semplice motore di ricerca – come Google, Windows Live o Yahoo –, ma in realtà sotto la facciata familiare si nasconde un software sofisticato in grado di interpretare domande e formulare risposte accurate. Annunciato a marzo e presentato pubblicamente ad Harvard la scorsa settimana Wolfram Alpha verrà svelato al pubblico nei prossimi giorni, certamente entro la fine di maggio.
    IL PROGETTO – Il nuovo motore di ricerca nasce per opera del britannico Stephen Wolfram, scienziato e fondatore dell’omonima società di ricerca genio della fisica e delle reti, con l’ambiziosa intenzione di rivoluzionare la consultazione online della conoscenza umana. Basta con i milioni di risultati restituiti da Google senza alcun approccio critico: il prossimo metodo di ricerca rispetterà il linguaggio naturale, cioè l’espressione delle domande esattamente come avviene tra due interlocutori umani. Dopo aver decifrato il quesito, Wolfram Alpha proporrà un risultato completo di grafici e dati statistici, per supportare scientificamente il valore della propria risposta. Oltre a presentare risultati diretti, il motore potrà confrontare i dati di diversa natura, paragonando così valori astratti come le lunghezze o gli avvenimenti storici: si potrà scoprire quante utilitarie possono stare contemporaneamente sul Golden Gate di San Francisco, oppure le curiosità del giorno in cui si è nati.
    UMANO, TROPPO UMANO – L’idea di Wolfram è quella di trovare una via alternativa alla conoscenza web, proponendo una strada piastrellata di conoscenze scientifiche. Per questo motivo, pur essendo in netta contrapposizione con Google, questo progetto non lo sostituisce. Non si tratta infatti di un vero e proprio motore di ricerca perché non consiste in un database di siti web archiviati per parole chiave e neppure è formato da una serie di domande e risposte preconfezionate. Wolfram Alpha, come viene definito dal suo ideatore, è un «motore computazionale della conoscenza» che interpreta ed elabora proprio come un cervello, incrociando tutti i dati a disposizione. Pur essendo estremamente sofisticato (un video ufficiale mostra la sua costruzione fisica), il software dovrà affrontare gli ostacoli del linguaggio e della cultura, analizzando il significato di ciascuna domanda, distinguendo tra i diversi livelli semantici. Un’azione difficile anche per l’uomo perché presuppone la conoscenza della lingua e dei riferimenti linguistici. L’esempio negativo portato dal creatore è l’espressione “50 cents”, che può indicare contemporaneamente i centesimi e l’omonimo rapper. Lo stesso vale per le domande retoriche o in gergo, per esempio.
    0513integrate.png
    Esempio di integrata risolta da Wolfram alpha
    GOOGLE, BOTTA E RISPOSTA – Sebbene il progetto sveli un software decisamente lontano da Google (sia per la maggiore complessità, sia per l’organizzazione del risultato), la domanda spontanea che ne deriva è se Wolfram possa essere tanto rivoluzionario da oscurare il successo ultra decennale della grande G. Indubbiamente i presupposti ci sono, compresa la crescente attesa diffusa a livello internazionale che sta trasformando l’arrivo del software in un vero e proprio evento mediatico. Una condizione sufficiente per far tremare le gambe a Brin e Page che – proprio qualche giorno fa – hanno integrato nelle ricerche di Google anche i dati pubblici (come il tasso di disoccupazione o la popolazione negli stati americani) e la visualizzazione in grafici interattivi. Si tratta di un servizio di complemento alle ricerche online nato dall’acquisizione avvenuta nel 2007 del servizio di statistiche Trendalyzer. Fino a questo punto, Wolfram Alpha ha fatto tutto il possibile per diventare la nuova Google, ma l’impatto che il software avrà sul web potrà essere determinato soltanto dagli utenti e dall’uso che ne faranno: non sempre ciò che è migliore è infatti destinato al successo.
    Al contrario di quanto è in grado di fare Google il nuovo engine sarebbe in grado di “comprendere” le domande poste dall’utente, non si limiterebbe a metterle in relazione con altre già presenti in archivio ma le userebbe invece come chiave per aprire l’accesso a un vastissimo database di conoscenze specialistiche che spaziano dalla scienza alla geografia, dalla culinaria ai viaggi, dall’astrofisica alla biologia.
    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Tecnologia
  • caffe.jpg
    Il prof. Enrico Reggiani (Associate Professor of English Language and Literature dell’Università Cattolica di Milano) http://wbyeats.wordpress.com/ mi ha segnalato il 3° incontro dell’IRISH CLUB (25 maggio 2009 ore 18.00) su “Vita dura” di Flann O’brian (Neri Pozza), presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’ - VIA FOPPA 4 Milano.
    L’ultimo lunedì di ogni mese un appuntamento fisso sulla letteratura dell’Isola di Smeraldo: dai capolavori del passato alle più recenti novità degli autori contemporanei. L’Irish Club è aperto a tutti: lettori, spettatori, ascoltatori, traduttori, studenti, studiosi, semplici appassionati e devoti cultori. Per confrontare e condividere emozioni ed intuizioni, riflessioni ed interpretazioni, metodi e prospettive suggeriti dalle opere al centro dei vari incontri (e che si raccomanda - se possibile - di leggere prima di ogni appuntamento…)
    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: News
  • benlocke-lost.jpg
    Questa sera in USA andrà in onda The incident (05×16-17), ultimo episodio della quinta stagione di Lost.
    Michael Emerson alias Benjamin Linus ha dichiarato: “Lost è una serie specializzata in finali in grado di scioccare il pubblico, ma penso che nessuno dei finali precedenti a quello della quinta stagione mi ha lasciato così tanto nel dubbio: come potrà andare avanti la serie da qui?”.
    E prosegue dicendo che “avremo due finali scioccanti alla fine di questa stagione. Uno solo dei due basterebbe a far sì che il pubblico si mangi l’anima [testuali parole] durante la lunga pausa prima della stagione sei. Ma con due finali di queste proporzioni, non so come il pubblico potrà sopportare l’attesa”.
    Non vediamo l’ora!!

    Gamer di Brian Taylor eMark Neveldine. Kabel (Gerard Butler), prigioniero nel braccio della morte, è un eroe della cultura popolare. Ogni settimana milioni di persone si collegano per vedere lui e altri carcerati darsi battaglia in Slayers, un videogame multiplayer ultraviolento inventato dal genio della tecnologia Ken Castle (Michael C. Hall). Per i ricchi e giovani giocatori che controllano ogni sua mossa, Kabel è solo un personaggio simulato. Per i gruppi di resistenza che considerano i giochi di Castle una forma di schiavitù, Kabel è una pedina importantissima per sconfiggere l’inventore. Stretto tra le morse di due opposte fazioni, e sotto il comando del joystick di un teenager, Kabel dovrà utilizzare tutte le sue abilità per fuggire dal gioco, spodestare Castle e sconfiggere il sistema. (uscita 4 settembre)

    Eyeborgs del regista Richard Clabaugh è ambientato in un futuro in cui gli Stati Uniti sono stati colpiti da un secondo grande attacco terroristico e in cui il governo ha deciso di rispondere con un esercito di telecamere in grado di catturare qualsiasi azione e movimento dei cittadini. Un vero e proprio ritorno del Grande Fratello, solo in versione più hi-tech.
    Qualche consiglio riguardante film, letteratura e fumetti:
    connettivismosupernova.jpg Supernova Express. Antologia manisfesto del connettivismo. Un futuro cupo e decadente in cui la vita è diventata una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Un mondo in cui l’uomo ha raggiunto un controllo totale sulla materia, ma non è ancora riuscito a capire il segreto che si annida in fondo alla sua anima. Un cosmo insidiato dalle ossessioni di profitto dei conglomerati industriali che si sono sostituiti alle nazioni, in cui l’unica via di fuga per restare vivi e l’illusione di un ideale perduto. E’ il panorama che scivola veloce fuori dai finestrini del Supernova Express, il treno dei connettivisti proiettato nel futuro dell’uomo verso un orizzonte alieno, con il suo carico di reietti e visionari sospesi tra gli artigli dell’incubo e una promessa di redenzione.
    sanctuarycover.jpg Esce in concomitanza con la Fiera del libro di Torino l’antologia Sanctuary, l’inedito incontro di tredici autori del fantastico nostrano. “Di fronte a un’opera come Sanctuary, sociale e magica, politica e gotica, temeraria e inaspettata, sono due le direttive primarie: allacciate le cinture. E non perdetela”. Sanctuary è una città sterminata, dai mille angoli e dai mille misteri, della quale non si vedono i confini. Una metropoli dagli innumerevoli volti e dagli altrettanti passati, che ha visto centinaia di epoche intervallarsi l’una dopo l’altra, senza sosta. Un luogo dove si intrecciano storie di persone normali ed esseri soprannaturali, chiamati diversi e reietti, perseguitati dalla Loggia e costretti a vivere nell’ombra.
    il-fuoco-segreto.jpg Il fuoco segreto, La ricerca spirituale di JRR Tolkien, di Diana Mengo, Lindau. Il Signore degli Anelli è stato, dopo la Bibbia, il libro più letto del XX secolo. Diverse le ragioni di questo eccezionale successo. L’opera di Tolkien è un riconosciuto capolavoro e ha dato forma a un nuovo genere della letteratura moderna, destinato a una fortuna che sembra inesauribile. In essa si dispiega un universo affollato, complesso e di straordinaria suggestione, che cattura i lettori con la sua rappresentazione della virtù e dell’eroismo, della bellezza e dell’onore. Ma il vero segreto della sua irresistibile capacità di attrazione risiede nell’intensità spirituale e nella forza simbolica del suo messaggio profondamente cristiano.
    La maggioranza dei lettori non è consapevole del fatto che Tolkien era un cattolico devoto e che la sua opera abbonda di riferimenti al cristianesimo e alle Sacre Scritture. Per molti, anzi, la sua visione della natura e la sua concezione della tecnica lo renderebbero il campione di un neopaganesimo moderno. Stratford Caldecott smonta elgantemente questo pregiudizio. Addentrandosi nella saga tolkieniana (e in molti scritti privati, rimasti a lungo inediti), svela i valori più autentici, e sorprendenti, di uno scrittore per il quale la religione di Cristo non ha affatto abolito la conoscenza poetica del mondo.
    alba-del-dissastro.jpg L’alba del disastro, di Charles Stross, Armenia Editore. Da molto tempo, la vita nella galassia è stata sconvolta dai piani di una misteriosa Intelligenza Artificiale, che ha trasferito gran parte dell’umanità via dalla Vecchia Terra, imponendo una sorta di benevola dittatura universale e, al tempo stesso, ordendo minacciose trame per mantenere il controllo totale. In un universo in cui la consapevolezza delle macchine pensanti ha creato un’entità dalle ambizioni semidivine, il conto alla rovescia verso il disastro sembra inarrestabile. Mentre emergono le macchinazioni di un inquietante gruppo che si fa chiamare «RiMasterizzati», l’agente della Vecchia Terra Rachel Mansour deve acquisire la conoscenza necessaria a restituire speranza al mondo, evitando un nuovo massacro globale.
    dante01.jpg Dante 01, di Marc Caro. Nella prigione spaziale Dante 01, in orbita nell’atmosfera, sono rinchiusi sei pericolosi criminali che hanno scongiurato la pena capitale, sottoponendosi a sperimentali esperimenti genetici. Monitorati costantemente da scienziati e secondini, i detenuti provano a resistere ai soprusi e alle disumane condizioni di detenzione. Istigati da Cesare, il loro leader aggressivo e paranoico, organizzano in gran segreto un piano per evadere. L’arrivo di San Giorgio, un prigioniero illuminato dotato di poteri straordinari e capace di “rimettere” debiti e peccati, sconvolgerà però la routine del penitenziario, determinando il destino di oppressi e oppressori.
    boys-vol1-tpb-cover.jpg The boys - di Garth Ennis - Panini - 100% Cult Comic.  I supereroi sono in costante aumento e sotto alla facciata idealizzata ed epica costruitagli ad hoc dai reparti di public relations delle corporazioni che li sponsorizzano si annida una realtà ben più sporca e terrificante. I Boys sono la soluzione del governo americano al problema. Finanziati dalla CIA, imbottiti di droghe che temporaneamente li mettono al livello di quanto devono affrontare e comandati da un losco inglese con motivi personali per odiare i metaumani possono fare tutto quanto è nelle loro capacità per tenere in riga i supereroi.
    tomstrong.jpg Tom Strong, di Alan Moore - Magic Press. Tom Strong viene cresciuto sull’isola di Attabar Teru in una cabina con gravità diversa da quella terrestre e con una educazione impartita da un robot creato dal padre che vuole farne un perfetto prototipo di una nuova specie umana (una sorta di superuomo eugenetico). Infatti Tom possiede un fisico (con annessa super forza e super resistenza) e una intelligenza che lo rendono superiore ai comuni esseri umani. Una sorta di risultato di Singolarità tecnologica.
    4.jpg

    5.jpg

    Ultimate Wolverine Vs Hulk, di Damon Lindelof - Marvel. In USA sono usciti i numeri 4 e 5 della miniserie in 6 puntate scritte da uno degli autori di Lost nonchè produttore dell’ultimo Star Trek.

    Ad Hollywood, alcune voci in merito ad una possibile trasposizione cinematografica dei romanzi della serie La Torre Nera di Stephen King (di cui abbiamo anche ammirato lo stupendo fumetto Marvel), giravano già da tempo. Ora queste voci hanno trovato conferma definitiva ed ufficiale J.J. Abrams e Damon Lindelof, due dei creatori di Lost, si occuperanno dell’adattamento. A darne certezza è stao lo stesso Abrams nel corso di un’intervista rilasciata ad IGN per la promozione di Star Trek.

    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Notizie dalle colonie Extramondo
  • Star trek - Il futuro ha inizio

    startreklocandian.jpg Oggi ho visto l’atteso Star Trek - Il futuro ha inizio, e per me JJ Abrams ha costruito un autentico capolavoro. Sono da sempre un fan dei Star Trek, ho seguito da bambino le reppliche della serie classica creata dal grande Gene Roddenberry nel 1966, più grande ho avuto modo di tremare di paura alla visione di un borg con The Next generation, con Deep Space Nine e Voyager il livello
    è rimasto alto anche se non si sono più toccate le antiche vette.
    Non è mai facile adattare un’opera letteraria per lo schermo, rielaborarla e conformarla alle esigenze e alle restrizioni del mezzo filmico, figuriamoci realizzare la versione cinematografica della più celebre serie di fantascienza della storia della televisione americana. Eppure JJ Abrams ha accettato la sfida Star Trek (pur dicharando più volte di non essere mai stato un fan di Star Trek, ma bensi di Star Wars) e ha varato una nuova nave stellare, esplorando nuovi mondi e nuove possibilità narrative, nel rispetto del culto e del mito e nell’osservanza della tradizione.
    startrek1.jpg
    Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare dove nessuno è mai giunto prima.
    Tele-trasportata dal passato e radicalmente trasformata da un trucco tecnologicamente più avanzato, torna l’Enterprise, carica del “suo” equipaggio: l’istintivo capitano Kirk, l’alieno Spock, l’ufficiale medico Leonard McCoy, l’ufficiale delle comunicazioni Uhura, l’ingegnere dei miracoli Montgomery Scott, il guardiamarina russo e adolescente Pavel Checov e, al comando dell’acceleratore nei viaggi spaziali, lo schermidore Sulu. A non tornare sarà invece il già dato della saga e il già vissuto dai personaggi, perché il regista newyorkese li farà implodere come il pianeta Vulcano, alterandone per sempre i destini, girando il timone del tempo e dirigendosi verso un sequel ancora tutto da inventare.
    jjabrams.jpg
    George Lucas e JJ Abrams
    Per Abrams le storie sono sempre profondamente legate al tempo (lo sa chi segue da anni Lost) che la storia impiega a raccontare il proprio tempo. Non c’è mondo (o spazio) di finzione che una scrupolosa narrazione non possa estendere, espandere, rilanciare, curvare indefinitamente, ovviando al naturale invecchiamento del personaggio (e dell’attore). Geniale lo Spock innamorato di una splendida Uhura e la definizione del carattere ribelle di Kirk. Menzione speciale per Eric Bana nei panni del romulano Nero, viaggiatore del tempo deciso a dare filo da torcere agli eroi dell’Enterprise.
    star_trek_narada_m.jpg
    Star Trek by JJ Abrams fa rivivere Kirk e Spock, attingendo a un passato enorme la rotta per il futuro. Il presente intanto ha la perfezione di un algoritmo, una successione (in)finita di atti d’amore organizzati in ordine logico, dove l’Enterprise incrocia il Millennium Falcon (o il pianeta dove viene sbarcato Kirk con il pianeta hoth de l’impero colpisce ancora), due irriducibili ricercatori incorrono in due prodi cavalieri Jedi, la Forza circonda la Federazione, mantenendo unita la galassia. Quella trekkista e quella starwarista. La chiara sensazione è che dopo il primo capitolo (sempre il più difficile) di questa saga reinventata, nei prossimi film previsti ci potremmo trovare di fronte a qualcosa di veramente sensazionale.
    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • follow-the-leader.jpg
    Sono reduce da una puntata stratosferica del nostro serial preferito, Follow the leader  - 5×15, puntata stratosferica perchè le due storyline principali si avviano ad altrettanti eventi drammatici che saranno al centro del doppio finale di stagione dal titolo The Incident. Torna alla regia Stephen Williams, autore di 21 episodi di Lost, mentre alla sceneggiatura troviamo Paul Zbysewski ed Elizabeth Sarnoff, rispettivamente con 3 e 9 episodi all’attivo finora, in attesa di Damon Lindelof e Carlton Cuse che si sono ovviamente riservati la scrittura del finale di stagione, speriamo con l’intenzione di dare una forma a quanto detto fin qui dalla stagione.
    Come dice Richard a Ben: John Locke potrebbe essere un problema. E chi più di Ben potrebbe essere d’accordo?
    Vi rimando al noto blog di Faramir, per un commento come sempre molto interessante: Only fools are enslaved by time and space.

    E’ disponibile da un paio di giorni un trailer esteso della durata di 4 minuti con nuove scene per Terminator Salvation.
    star-trek-new-cast.jpg
    E’ finalmente giunto il momento per lo Star Trek di JJ Abrams, in uscita oggi in tutti i cinema del mondo, le critiche sono tutte ottime e sembra valere una visione.
    5u369d.jpg
    Sale l’attesa per Avatar film di James Cameron, il giornalista Joshua Quittner qualche settimana fa sul Time aveva spiegato di essersi sentito decisamente strano dopo aver visto solo poche scene del film ambientate sul pianeta Pandora. Il NY Times ha chiesto a Quittner di descrivere la scena e le sensazioni che gli ha lasciato: “E’ stato come subire l’effetto di qualche droga,” ha spiegato descrivendo una scena dove il protagonista, interpretato da Sam Worthington (co-protagonista insieme a Christian Bale di Terminator salvation), correva in giro assieme a “questa specie di bella ragazza aliena,” e veniva attaccato da creature simili a giaguarie cosparso da strani fiocchi che cadevano dal cielo. “Ti sembra che quegli oggettini soffici cadano addosso alle tue braccia.”
    king11s.jpg Kings - Eccezionale serie NBC che racconta la storia biblica di Re David in una chiave ucronica, nella quale l’antico regno d’Israele di Re Saul si specchia in una sorta di Stati Uniti d’America alternativi e vagamente contemporanei a quelli attuali. Così troviamo che tutti i protagonisti biblici hanno una loro ucronica corrispondenza, come ad esempio Re Saul con Re Silas Benjamin, Davide in David Shepherd, Hinoam nella Regina Rose Benjamin e addirittura il profeta Samuele con il Reverendo Ephram Samuels, e via dicendo.
    wolverine-snikt.jpg Wolverine - Snikt! - Avevo parlato di Tsutomu Nihei in un vecchio post, e adesso ripropongo questa sua minisaga incentrata su Wolverine. ll suo contributo al personaggio di Wolverine non si distacca molto dalle caratteristiche della sua produzione. Abbiamo anche qui un mondo sotterraneo ed angosciante, cunicoli e livelli di un labirinto mentale ed esistenziale, doppiato in questo caso dal covo del nemico mutante, un covo viscerale ed oscuro. Opposto a questi due mondi chiusi c’è l’esterno contaminato e letale che appare ancora più oscuro ed opprimente degli interni. Un mondo nebbioso e senza panorami, dagli scorci indistinti e rossastri. L’occasione è quella di leggere una storia che ha influenze di Terminator e Alien, condita con mille altri piccoli particolari rubati alla fantascienza degli anni d’oro.
     

    Vernor Vinge è l’ideatore del concetto filosoficamente più dibattuto sul futuro imminente della nostra civiltà: la Singolarità Tecnologica. “Personalmente sarei sorpreso se la Singolarità non si verificasse entro il 2030. Per carità, nel frattempo potrebbe avvenire qualsiasi cosa, ma io credo che la Singolarità sia il più probabile degli eventi non-catastrofici che potrebbero avere luogo nel prossimo futuro.
    Se, per esempio, nei prossimi dieci anni” conclude Vinge “doveste notare sempre più impieghi di surrogati della coscienza umana o se le responsabilità lavorative dell’uomo dovessero diventare sempre più automatizzate, in settori ancora non automatizzati dove sono coinvolte le capacità di giudizio, allora stareste guardando la marea montante di questa delocalizzazione della coscienza. E questo sarebbe un sintomo davvero importante”.
    9788842915102g.jpg Universo incostante di Vernon Vinge, Ed. Nord - Premio Hugo 1993, “Siamo orgogliosi di annunciare che una spedizione esplorativa umana del Regno di Straumli ha scoperto un archivio accessibile nel Basso Trascendente. Questo non è l’annuncio di una Trascendenza, né della creazione di una nuova Potenza. In effetti abbiamo posposto il presente messaggio allo scopo di assicurarci i diritti a noi spettanti e la sicurezza dell’archivio in oggetto. Abbiamo installato un’interfaccia che dovrebbe rendere l’archivio interagente con i codici linguisitici standard della Rete. Entro pochi giorni tale accesso sarà commercialmente sfruttabile”. Questo messaggio ricevuto lo 01/09/52.089, tempo Centrale/Vrinimi, apre le danze (e le ostilità) di questo rutilante romanzo. Un’opera straordinaria per la sua profondità (proprio come quella cosmica richiamata nel titolo originale) e per la sua importanza in relazione alla tradizione e alla storia del genere, Universo Incostante è una space opera che si inserisce di diritto nel solco di romanzi-universo come gli indimenticabili Dune di Frank Herbert o Nova di Samuel R. Delany.
     
    Infine due picooli consigli di genere Steampunk; lo steampunk è un filone della narrativa fantascientifica, ambientato solitamente nell’Ottocento e in particolare nella Londra vittoriana tanto cara a Conan Doyle e H. G. Wells, visto come un mondo anacronistico, a volte un’ucronia (storia alternativa), in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) anziché dall’energia elettrica;
    mansodixon.jpg Mason & Dixon - Pynchon Thomas, Rizzoli. L’astronomo Mason e il topografo Dixon, scienziati britannici del XVIII secolo, hanno personalità opposte ma sono accumunati, oltre che dalla tendenza a bere più del dovuto, dalla fede assoluta nella ragione. Impegnati, in coppia, in numerose ricerche astronomiche per incarico del re d’Inghilterra, i due passano alla storia come i creatori di quella che tutti gli americani conoscono come la “linea Mason-Dixon”, cioè il tracciato di confine tra la Pennsylvania e il Maryland. E questa è una delle immagini chiave del libro.
    siolap.jpg L’isola misteriosa, Jules Verne, Marsilio - Il libro racconta le avventure di un gruppo di americani naufragati su un’isola del Sud Pacifico non segnata sulle mappe. La storia inizia durante l’assedio di Richmond nella Guerra di secessione americana. Cinque prigionieri - Cyrus Smith, Gideon Spilett, Nabucodonosor (Nab), Pencroff, e Herbert Brown - decidono di fuggire dalla città in una maniera piuttosto inusuale, rubando un pallone a gas.
    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Notizie dalle colonie Extramondo
  • Monografie - M. Night Shyamalan

    m-night-shyamalan-slick.jpg
    L’altra settimana avevamo parlato di Neil Gaiman poliedrico scrittore Inlgese, questa settimana lo speciale Monografie è incentrato sul geniale M. Night Shyamalan (Nato il 6 Agosto del 1970 in India) lo sceneggiatore e regista che più di ogni altro si è messo in luce negli ultimi anni, con opere fantastiche come il sesto senso o The village.
    Nel 1999 arriva il grande successo con Il sesto senso. Prima grande produzione, con la star Bruce Willis e un giovane attore, Haley Joel Osment che si impone all’attenzione del mondo intero. Uno psicologo è travagliato dal suicidio del suo paziente e dalla crisi del suo matrimonio; incontra un bambino che vive nel terrore di vedere persone morte attorno a sé. Aiutare questo bambino diventa il suo unico scopo, l’ultima possibilità per ritrovare la fiducia in sé. 40 milioni di dollari di budget e 660 milioni incassati in tutto il mondo. Uno dei 25 maggiori successi commerciali di sempre. Tra i tanti riconoscimenti anche sei candidature all’Oscar, tra le quali proprio quella alla regia.
    Come Alfred Hitchcock, uno dei suoi ideali maestri, Shyamalan firma i suoi film con la sua stessa presenza. Ma a differenza del grande genio inglese non si limita ad apparizioni fugaci, ritagliandosi parti che vanno dal cameo a brevi ma importanti partecipazioni.

    • Nel film Signs ha un ruolo di rilievo.
    • In The Village è la guardia del parco che legge il giornale. Viene ripreso di spalle e compare in viso fugacemente nel riflesso dell’anta di vetro del mobiletto dei farmaci.
    • In Lady in the Water è un vero e proprio coprotagonista e ormai si può definire sicuramente, oltre che un regista e uno sceneggiatore, anche un valido attore.
    • Nel film Il sesto senso interpreta uno dei dottori dell’ospedale.
    • Nel film Unbreakable interpreta un presunto spacciatore di droga all’ingresso dello stadio, poi allontanato da Bruce Willis.
    • Nel film E venne il giorno interpreta un personaggio di cui vediamo solo il nome apparire su un telefonino.
    Pur essendo un grande ammiratore di Steven Spielberg (e da molti ritenuto l’unico degno erede), ha rifiutato di dirigere il quarto capitolo della saga di Indiana Jones, ha inoltre rifiutato la direzione anche del terzo film della saga di Harry Potter, in entrambi i casi il rifiuto è sempre stato dettato dal bisogno di indipendenza e dallo stimolo a voler creare qualcosa di veramente suo.

    (more…)

    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Monografie, Film
  • Lost 5×14 - The variable

    daniel.jpg
    Questo illuminante dialogo tra Daniel Faraday e Jack nel finale della 14esima puntata di Lost, The variable, chiarisce definitivamente una lunga diatriba tra gli appassionati, libero arbitrio batte destino nettamente.
    Faraday: Ho studiato fisica relativistica per tutta la mia vita. Una cosa veniva fuori di continuo. Non si puo’ cambiare il passato. Non si puo’. Quel che e’ successo… e’ successo, giusto? Ma poi, finalmente, capii. Avevo passato cosi’ tanto tempo concentrato sulle costanti… che mi ero dimenticato delle variabili! Sai quali sono le variabili di quest’equazione, Jack?
    Jack: No
    Faraday: Noi. Siamo noi le variabili. Le persone. Pensiamo, ragioniamo, facciamo delle scelte e possediamo il libero arbitrio. Possiamo cambiare il nostro destino.
    Vi consiglio di leggere l’ultimo post di Faramir su lavagna di Faraday, veramente molto bello e basato anche sulla visione comunitaria di Lost che abbiamo avuto il piacere e il privilegio (come ha magnificamente scritto Faramir) di condividere giovedi scorso.
    Digg This
    Reddit This
    Stumble Now!
    Buzz This
    Vote on DZone
    Share on Facebook
    Bookmark this on Delicious
    Kick It on DotNetKicks.com
    Shout it
    Share on LinkedIn
    Bookmark this on Technorati
    Post on Twitter
    Google Buzz (aka. Google Reader)
  • Comments Off
  • Filed under: Lost
  • « Articoli Precedenti Articoli Successivi »


    Skype Me!







    Categorie

    ENRICO SOLITOENRICO SOLITOENRICO SOLITOSTEFANO VIETTI: raccontare l’avventuraGIOVANNI AGNOLONI: la letteratura del fantastico FABIO GUAGLIONE & FABIO RESINARO: la rivoluzione del cinema indieERALDO BALDINI: non solo gotico rurale VALERIO EVANGELISTI: il magister in persona GIOVANNI DE MATTEO: Un punto di vista sul futuro GIULIO LEONI: La regola delle ombre DARIO TONANI: il cyber algoritmo MASSIMO PIETROSELLI: La roma di Archibugi CARLO RECAGNO: I misteri di Martin Mystère GIORGIO PEZZIN: la fantasia al potere MICHELE MEDDA: l’arte della sceneggiatura