| La dominazione Inglese > |
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Le origini L’isola non ebbe popolazioni autoctone, perchè per lungo tempo i ghiacci coprirono la sua superficie rendendo impossibile qualsiasi forma di vita. Solo quando si diffuse la prima vegetazione arrivarono (8000 a.C.) i primi uomini e animali presumibilmente dalla Scozia. Resti di tumuli e dolmen (tavolo di pietra) testimoniano la presenza di antiche civiltà, come quelli presenti nel Burren, e di un attenzione per il culto dei morti. Primi insediamenti sociali in Irlanda si hanno dal V a.C. quando arrivano popolazioni Celtiche che si impongono sulle popolazioni locali grazie alle loro armi in ferro, espressione di una cultura superiore. |
| Le tribù celtiche Irlandesi precristiane si stabiliscono in aree rurali disorganiche sotto l’autorità del re che incarnano l’unità e l’attaccamento al territorio ancestrale. La famiglia, il clan e i legami di sangue, la proprietà collettiva della terra sono i cardini di questa società , una società arcaica se confrontata con i modelli continentali. |
| Le prime testimonianze scritte risalgono al VI sec. Si tratta di brevi iscrizioni in genere funerarie, incise in caratteri ogamici (derivati dall’alfabeto latino). Solo più tardi le glosse inserite tra il VII e il IX sec. nei manoscritti latini hanno permesso di ritrovare l’antico Irlandese e di riconoscere il sistema grammaticale. Tali glosse sono presenti nell’Elogio di St. Colomba e nel libro di Armagh. Episodi della vita degli eroi e dei re leggendari, personaggi mitologici, sono narrati in diversi cicli letterari: concepimento, nascita, spedizioni, nell’altro mondo, battaglie, morte esemplare. |
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| Cù Chulainn Uno dei cicli più celebri è quello dell’Ulster , sulle gesta di Cù Chulainn, nato da stirpe divina e morto giovanissimo, ma in gloria. Poco gli importava “vivere anche un solo giorno” se il racconto delle sue avventure sopravviverà alla sua morte. Lo accompagna una forza magica che lo porta a uno stato di estrema eccitazione. Dopo aver ucciso molti nemici, Cù Chulainn entra in trance, circondato da una luce che non lo lascerà più. Si battè con tale furore contro le schiere di Connacht, che come detto dopo la battaglia si dovette immergerlo in acqua fredda altrimenti il suo corpo ardente avrebbe bruciacchiato le vesti. I suoi racconti sono raccolti nel “Tain Bò Cùailnge” (pronuncia Toin Bu Kùlni) che tradotto vuol dire La cattura del toro di Cooley. Questa avventura è una delle più raccontate (anche nel Book of Leinster). Le saghe in cui compare Cù Chulainn appartengono al ciclo ulsteriano e descrivono le guerre del re nordirlandese Conor Mac Nessa contro gli antagonisti Maeve e Ailill di Connacht. I due regni dovettero esistere davvero , e i loro sovrani si combattevano per la signoria sulla metà superiore dell’isola. |
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Nelle saghe ulsteriane, c’erano in Irlanda cinque stati federati : a nord Ulaid (Ulster), al centro Mide (Meath), a est Laigin (Leinster), a sud-est Mumhaim (Munster) e a ovest Connachta (o Connacht). I cui capi erano periodicamente impegnati nel tenere a freno i capi minori. Stando ai miti, essi venivano eletti cosi: durante la cerimonia si ammazzavano dei tori, se ne dava in pasto la carne ad un uomo, che addormentato dai Druidi, veniva richiesto di dire chi gli era apparso in sogno come sovrano. (veniva nominato sempre il più potente). |
| La fine dei signori dell’Ulster I cinque stati d’Irlanda fiorirono fino al IV sec. Poi non si sa come l’ Ulster perse di potere, e un nuovo potere (quello degli Uì Nèill) estese la sua proprietà sull’intera metà settentrionale dell’isola e nel Connaught. La sua origine era Tara, antichissimo santuario, sede di una sorta di principi- sacerdoti.Se Cù Chulainn diceva che poco gli importava di “vivere anche un solo giorno” purché glorioso, bisognava che ci fosse qualcuno pronto a raccontarlo, quel qualcuno erano i Bardi o Cantori. Essi componevano storie canzoni, in Irlanda erano divisi in due gruppi: i “baird” , amanti del canto e dell’orazione e i “filid”, veggenti che fungevano da sacerdoti o dotti e subentravano gradatamente in rango ai druidi. L’insegnamento durava anni, non si scriveva niente, ma tutto era imparato a memoria, i giorni fausti ed infausti, le regole per comporre poesie, le antiche storie in circolazione. Un altro ciclo irlandese ha influenzato l’immaginario europeo della fine del Medioevo. Il ciclo di Finn, che narra le gesta di una confraternita di guerrieri-cacciatori guidati da uno straordinario comandante, Finn, difensore del regno dalle incursioni delle creature dell’aldilà. |
| Gli eroi delle saghe Irlandesi portano in prevalenza mantelli di lana chiusi al collo da un fermaglio. Brache, invece vestiva solo la povera gente, mentre gli aristocratici preferivano i cosiddetti “lèine”, o gonne di lino al ginocchio. L’armamento di un guerriero consisteva di due o tre giavellotti o della lunga spada da cozzo, e di una spada adatta come in età lateniana, solo alla piattonata, non al colpo di punta. Gli scudi erano di legno di ontano, forma chiaramente circolare, ambone metallico al centro. | ![]() |
| Lancia e scudo contraddistinguevano solo il fante semplice (”gaiscedach” in gaelico); l’ “eirr” (il signore o il cavaliere) aveva in più il carro da guerra a due ruote, trainato da una coppia di cavalli. Su di esso, si lanciava in battaglia, mentre l’auriga gli reggeva il timone. |
| In Irlanda le strade non c’erano, e nemmeno porti con regolari servizi per il continente, eppure il Cristianesimo approdò sull’isola. Ad opera di un certo Palladio (431) cui venne dietro poco dopo St. Patrizio (432), chiamato dagli Irlandesi Patrick. Patrizio era originario di una famiglia Romanizzata di latifondisti celti, portato schiavo il Irlanda da adolescente, riuscì a tornare in patria dopo sei anni. Qui un uomo chiamato Vittore (un angelo per la leggenda) gli ordina di ritornare e di operare come missionario. Il Cristianesimo in Irlanda sembra essersi diffuso solo con la persuasione, Bardi e Filid depongono i loro mantelli e si lasciano battezzare. Resta comunque un grosso enigma la radicale trasformazione. L’irlanda diventa la patria di eremiti e contemplativi, i quali cadevano preda di una sorta di santa follia, detta “geilt”, e vagavano per la landa nutrendosi di radici. |
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| Come a Clonmacnoise o a Glendalough, nella “valle dei due laghi”, allora una zona inaccessibile nella quale un certo Kevin vi costruì una piccola cella per dimorarvi in solitudine. Ma presto la sua fama di santità si diffuse a tal punto che da ogni dove vennero discepoli desiderosi di vivere con lui. Sorsero così una chiesa e un cimitero, una torre circolare. Glendalough fu quindi una cittadina circondata da mura e governata da monaci, centro culturale e scolastico. I monaci amanuensi, strapparono ai membri delle antiche famiglie saghe come quella di Cù Chulainn, le annotarono e presero a poetare su di esse. I motivi dell’antica arte celtica rivivono nell’iconografia Cristiana , ispirando le opere dei miniatori: monumentali croci scolpite della pietra, reliquiari, si ritrovano sino al XII sec. |
| L’invasione Vichinga Nel 795 hanno inizio le invasioni Vichinghe, che interrompono l’epoca d’oro della cultura Irlandese, fondano città come Dublino (841), Cork e Limerick. E’ probabile che i Vichinghi furono attratti dalla fama che proclamava l’Irlanda terra di immense ricchezze. Scriveva il Vescovo di Fiesole, nell’ 800, della sua patria lontana : “Le care pianure d’Irlanda traboccano di latte e miele, e ancora, sete e armi e frutti. Degni di abitare questo paese, stirpe famosa nella guerra, nella pace, nell’onorare Dio”. |
| Il Supremo Re Brian Boru: i Vichinghi vengono sconfitti Nel 1002 Brian Boru (”dei tributi” che esigeva sulle sue terre) , re di Cashel nel Munster, entra nella storia come eroe. Egli si fa incoronare Ard Rì (Re supremo d’Irlanda) a Tara (antica residenza dei sovrani di Erin), la Lia Fàil la sacra pietra canta come da tradizione quando egli vi sale sopra. Brian è stato per più di trent’anni un grande guerriero ma anche un uomo di profonda cultura un vero esempio di re illuminato. Nel 1014 Brian Boru sconfigge a Clontarf (alle porte di Dublino) il re di Leinster sostenuto dai Vichinghi, ma non sopravvive allo scontro e viene pugnalato nella sua tenda quando i Vichinghi sono già in fuga. Il risorgimento Irlandese dura poco, per motivi di organizzazione politica e militare, dovuti al fatto che i signori feudatari si combattono tra di loro invece che cercare alleanze corporative. Queste situazioni danno luogo ad un avvenimento che cambia il volto dell’Irlanda, l’invasione Normanna. |