Oggi sono veramente felice perché nell’ambito della nostra iniziativa l’evasione del prigioniero, vi presento un intervista con Antonio Bellomi, il più esuberante, entusiasta e prolifico scrittore (da oltre 45 anni), curatore, agente letterario, editore di sf italiano.
Valerio Evangelisti lo ha definito “…maggior rappresentante italiano, nel campo della fantascienza, di questa nobile stirpe di incantatori” mentre Alan D. Altieri lo descrive così: “Narratore di eccezionale inventiva fantascientifica e fantastica, profondo conoscitore dei maestri, delle tematiche e delle problematiche di una delle forme letterarie più variegate, e al tempo stesso più difficili, degli ultimi due secoli.”  per cui parlando di Antonio Bellomi parliamo di un fuoriclasse assoluto, che ha nella sua produzione naturalmente tanta sf ma anche gialli, western, horror e tanto altro.
Antonio Bellomi è stato così gentile che mi ha consentito anche un surpuls di domande, confermando l’idea di persona fantastica che già avevo di lui. Vi auguro una buona lettura e un consiglio: tutte le sue opere sono imprescindibili per un appassionato di fantascienza/mistero per cui avete solo l’imbarazzo della scelta. Le Edizioni della Vigna hanno pubblicato da poco tre sue “raccolte”: Martin Mystère Stories, Delitti terrestri e non e L’ultimo domani. Mentre Perseo libri ha pubblicato l’antologia Con lo sguardo rivolto alle stelle e le Edizioni Scudo Il vagabondo delle stelle che raccoglie buona parte dei suoi racconti spaziali.

1 – Mi piacerebbe sapere com’è stato il suo ingresso nella fantascienza; quando ha cominciato a scrivere i primi racconti e che consigli darebbe a un giovane scrittore adesso per farsi “notare”

Ho letto i primi romanzi di sf “non ufficiale” fin da piccolo (episodi dei Tre boy scout”, storie di Jean de la Hire come “Al di là delle tenebre” e altre cose) mentre il mio primo libro di sf ufficiale è stato “L’Atlantide svelata” di Walesko, Urania. Ho cominciato a scrivere prestissimo, già alle elementari, ma non ricordo bene cosa. La prima sf invece ho cominciato a scriverla dopo avere letto i primi Urania. Per farsi notare, direi a un giovane scrittore di mandare in visione solo storie che lo convincano e sia ben curate. Se mandi lavori sciatti alla fine non ti prendono neanche in considerazione, non è il numero che conta, ma la qualità. Per cominciare penso vadano molto bene le riviste online che hanno una folta base di lettori.

2 – Quali autori ammirava quando ha mosso i primi passi in questo universo misterioso?

Gli autori dell’età d’oro, Van Vogt, Heinlein, Clarke, Wyndham, Simak, Williamson, Campbell, e soprattutto l’insuperabile Edmond Hamilton, nonché Vargo Statten e Jean-Gaston Vandel, visto che ero giovane. Stranamente non ho mai provato molto interesse per Asimov, almeno l’Asimov fantascientifico, perché come giallista l’ho trovato molto interessante.

3 – Martin Mystère Stories, Alfredo Castelli e l’Archeologia Misteriosa come è nata questa collaborazione?

Con Castelli sono amico da una vita. Un giorno mi ha chiesto se volevo fare la novelization di una sua storia per la pubblicazione presso Malipiero, ho accettato volentieri perché il personaggio mi piaceva, quindi ne ho scritte altre due. La seconda storia è stata pubblicata da Panini che nel frattempo aveva rilevato la Malipiero, mentre la terza è rimasta inedita fino a oggi, per motivi contrattuali, credo. Meglio, perché così ne è venuto un bel libro.

4 – Gli enigmi del club Pigreco vedono i suoi membri alle prese con intricati enigmi, anche il noir (o il giallo come noi italiani lo chiamiamo) è un genere nel quale si sente a suo agio?

Oh, sì. Adoro questo tipo di racconti e qui l’influenza asimoviana è evidente. Anche la serie di Uriel Qeta, investigatore planetario, è ispirata da Wendell Urth di Asimov. Il giallo mi piace molto e ho scritto qualche racconto che si può ritrovare nella mia antologia “Delitti Terrestri e non” (Ed della Vigna). Ma parlo di gialli di impronta classica; serial killer, splatter, e anche il noir vero e proprio non m’attirano. Non parliamo poi dell’horror, anche se qualche racconto soprannaturale l’ho scritto.

5 - Io sono anche un grande appassionato di archeologia e ho letto svariate pubblicazioni sulla sindone e devo dire di essere rimasto affascinato completamente dal suo racconto  Mistero Infinito. Un mistero che per i cristiani è fondamentale: la resurrezione di Gesù Cristo. Come è nato questo che per me è un autentico capolavoro?

Be’, dire capolavoro è forse esagerato, Forse perché pensavo alla clonazione del DNA di Gesù Cristo e un pensiero tira l’altro, finché è venuta l’idea di questo racconto. Devo dire poi che la fantascienza religiosa mi ha sempre affascinato, infatti ho scritto anche “L’Eretico” (vedi la mia antologia “Con lo sguardo rivolto alle stelle” della Perseo Libri. E l’ultimo mio racconto in ordine di tempo, di prossima pubblicazione in un’antologia della Bietti, sarà nuovamente di argomento religioso. Io non sono praticante, probabilmente neanche credente al di fuori di un generico panteismo, ma trovo la religione fonte inesauribile di idee sia per la fantascienza che per il giallo.

6 – Come lo vede il futuro della fantascienza italiana?

Non troppo bene, perché mancano riviste da edicola che paghino i racconti degli autori e così li incentivino a crescere. Sì, certo c’è Urania, molto professionale, ma lo spazio è molto scarso rispetto al numero degli autori. Quando dirigevo trent’anni fa riviste come Perry Rhodan, Spazio 2000, Altair, Gemini ho dato tantissimo spazio agli italiani e i racconti sono stati tutti pagati, poco, perché di soldi ne correvano ben pochi, ma era pur sempre un incentivo. Forse c’è più spazio in libreria, sono convinto che un buon romanzo possa trovare abbastanza facilmente la pubblicazione, ma i racconti su rivista sono essenziali per far crescere un autore.

7 – In Italia la letteratura di genere: Fantascienza, Noir, Fantasy e Horror attira sempre i lettori ma gli intellettuali la snobbano sempre più al contrario ad esempio dell’Inghilterra dove è considerata vera grande letteratura. Perchè da noi il “fantastico” non ha ancora raggiunto la piena maturità?

A dire il vero non mi pare che in Inghilterra la sf sia considerata molto come letteratura, a dire il vero. Vengono sì pubblicati parecchi libri che sono vera e propria fantascienza, vedi autori come Crichton, Clancy, ma non escono mai con l’etichetta science-fiction. Anzi c’è da dire che la fantascienza come tale sta editorialmente morendo dappertutto: Inghilterra, Francia, Germania. Si pubblicano ormai solo grandi nomi e basta. Ricordo 20-30 anni fa la pletora di pubblicazioni che uscivano, oggi è un rivolo. Un po’ come per il fumetto. Per la fantascienza il rilancio potrebbe avvenire grazie alle pubblicazioni online che però non sono in grado di offrire pagamenti agli autori e quindi non si possono definire professionali.

8 – Se dovesse fare i nomi di qualche autore italiano di sf che le piacciono quali segnalerebbe dal suo occhio esperto?

In primis Fambrini, autore raffinatissimo, poi Fazio, Tonani, Evangelisti. Ci sarebbe certo Cersosimo se scrivesse di più.

9 – Ha tempo di seguire la fantascienza che passa attraverso le serie Tv oppure al cinema? E se si quali opere le sono piaciute ultimamente?

Non mi è mai piaciuta la fs televisiva e cinematografica, per cui proprio non so rispondere

10 – Un libro e un film che le ha cambiato la vita (anche più di uno se vuole, sono sempre molto curioso…)

Robinson Crusoe, il primo libro che ho letto, che mi ha fatto innamorare della lettura e che mi ha portato a un percorso di vita del tutto particolare.

11 – Su quali lavori si sta concentrando? Può darci delle anticipazioni?

Sto allestendo due mie antologie, una di racconti in inglese, l’altra di racconti in italiano, inglese, latino, francese e spagnolo (4 racconti in 5 lingue). Si tratta di due antologie promozionali in collaborazione con le Edizioni della Vigna e non so se saranno anche in vendita per il pubblico nell’edizione a stampa.