Ieri io e la Già abbiamo visto After earth di M. Night Shyamalan e quante considerazioni mi vengono da fare… probabilmente troppe:

- M. Night Shyamalan ormai ha subito una mutazione come il più mostruoso dei mostri presenti sulla terra che ci presenta il suo film, diciamo che fa il suo compitino e nulla più, dal punto di vista della regia il film mantiene una struttura del tutto classica, un buon ritmo e di sicuro non annoia anche se si sa già come andrà a finire fin dall’inizio;

- il grande Smith compie un lavoro di mestiere, in uno dei suoi personaggi più seri, anche se a dire la verità piuttosto poco convinto e mono espressivo, con zero carisma neanche fosse Nicolas Cage;

- il piccolo Smith dimostra carattere e devo dire che risulta ampiamente più bravo del grande Smith;

- molti hanno visto all’interno del film alcuni riferimenti a Scientology, dottrina elaborata da L. Ron Hubbard e di cui il grande Smith è un adepto, come il controllo della paura e delle emozioni. Marc Headley, ex-membro della “chiesa di Scientology” cresciuto all’interno del movimento e impiegato, per ben 15 anni, nella loro Sea Organization. A suo dire, After Earth contiene “linguaggio, concetti e iconografia” estrapolati direttamente dal programma di Ron Hubbard. Headley, che è riuscito a fuggire da Scientology grazie all’aiuto delle autorità locali, è autore di un libro, Blown For Good: Behind the Iron Curtain of Scientology, in cui racconta la sua esperienza, ha una certa credibilità in materia, considerato che fra i suoi assistenti psicologici, figurava lo stesso Tom Cruise;

- la storia è piuttosto stiracchiata, si vede che non c’è stato un grande lavoro di sceneggiatura, e la storia utilizza tutti gli stilemi dei classici film di fantascienza. L’ecologismo di fondo non è una novità. Diciamo che poteva essere condensata tranquillamente in una puntata di Battlestar galactica…;

- il rimando a grandi classici americani come Moby Dick e Huckleberry Finn è abbastanza irriverente;

- la parte del dualismo padre/figlio l’ho trovata abbastanza scontata e inverosimile, come il percorso che il figlio fa per diventare uomo (o ranger) ma comunque non noiosa. Tutto sommato non un capolavoro ma un passabile intrattenimento.

Trama:
Nel futuro la razza umana vive in continua guerra contro una specie aliena di natura animale, potente ma cieca, che rileva la presenza degli uomini fiutandone la paura. Solo una classe di militari, i “ranger”, sono in grado di combatterli perchè addestrati a non provare più alcun sentimento di terrore. Il figlio di uno dei ranger più noti e stimati si troverà in mezzo ad un atterraggio di fortuna, assieme al padre e ad un esemplare alieno, su un pianeta da tempo disabitato dall’uomo, la Terra. Lì il figlio dovrà dimostrare al padre, reso infermo dall’atterraggio di fortuna, di essere all’altezza del titolo di “ranger”.