Questo sabato escursione a Riva del Garda approfittando di una bellissima giornata, con visita al MAG il Museo Alto Garda che possiede una piccola sezione archeologica ma di indubbio interesse, non solo testimonianze di epoca Romana ma anche 7 meravigliose Statue stele ritrovate ad Arco a fine anni ’80 e risalenti al V millennio a.C. Queste statue comparvero in gran parte d’Europa (in Italia famose quelle della Lunigiana, della Sardegna e della Valcamonica), sculture scolpite nella pietra che rappresentano figure dall’aspetto umano. La loro diffusione nella regione alpina avvenne a partire dagli ultimi secoli del IV millennio a.C., in concomitanza con lo sviluppo dell’attività metallurgica e perdurò nel corso del III millennio a.C. Sulle statue stele sono solitamente raffigurati alcuni tra gli elementi caratteristici della prima età dei metalli, come le asce piatte, i pugnali triangolari, le alabarde, gli ornamenti, che vanno interpretati come oggetti carichi di significato simbolico e indicativi di un particolare status del personaggio raffigurato. E’ difficile definirne il significato e la funzione: si tratta probabilmente di forme di rappresentazione ideologica riferite a personaggi di rango elevato realmente esistenti, oppure a figure commemorative di antenati illustri o a immagini di divinità al cui culto erano destinate.

Dopo aver pranzato e goduto del sole ottobrino nel pomeriggio abbiamo visitato l’area archeologica del Monte S.Martino ai Campi, in un punto strategico per le comunicazioni dell’antico Sommolago alla valle di Ledro (attraversando la bocchetta dei Trat), del Chiese e a Brescia e, in direzione nord, per il passo del Ballino, alle Giudicarie esteriori e alla Valle di Non. Anticamente il monte si chiamava Englo,  ma, successivamente all’edificazione della chiesa dedicata a San Martino fu sostituito con il nome del vescovo di Tour. Questo cambiamento, come sostiene lo studioso locale Arrigo Guella, fu frutto di un mutamento dell’antica tradizione pagana a quella cristiana. L’edificio di culto, assunse molta importanza,  infatti, fu frequentato anche dopo la sua demolizione, per le annuali processioni primaverili contadine della fertilità dei campi.

Nella zona sono ben quattro i luoghi che presentano tracce di fortificazioni e cappelle con toponimi legati a San Martino (S. Martino di Bleggio Superiore, S. Martino Lomaso, S. Martino ai Campi e il colle di S. Martino a Stenico), avvalorando l’ipotesi dello storico Bognetti, secondo cui Carlo Magno assegnò il controllo di alcuni luoghi strategici direttamente al monastero di San Martino a Tours. Significativa è la dedica a San Martino, vescovo di Tours e cavaliere, santo che protegge luoghi fortificati, inizialmente venerato dall’aristocrazia transalpina ed italica, e in seguito anche dalle classi più povere. La maggior parte dei luoghi dedicati a San Martino sorgono su alture isolate, dominanti i terreni coltivati, valichi e strade.


Il MAG ospitato dal castello del 1124


Statue stele, figure femminili


Statua stele di guerriero


Frammento di tavoletta scritta in Camuno (vedi lingua Retica)


Area archeologica dedicata ai resti Romani


Terme di Riva del Garda, seconda metà del I secolo d.C. e la prima metà del III secolo

Area archeologica del Monte S.Martino ai Campi