Gerusalemme. Una storia di Franco Cardini, il mulino
Città adorata e desiderata, pietra dello scandalo, segno di contraddizione. Gerusalemme, che le tre grandi fedi proclamano concordi Città Santa, facendone scaturire una contesa millenaria, un odio profondo, e dove oggi la fede religiosa si fa gadget e l’orma di Dio si perde tra i passi della gente indifferente. Mèta degli ebrei di tutto il mondo, ma anche di pellegrini cristiani e musulmani, tutti la visitano, fra preti, botteghe, devoti e bazar. Franco Cardini la conosce profondamente e ci guida in una passeggiata che serva da viatico a chi ha solo un giorno per vederla o a chi è venuto per trascorrervi tutta la vita. E per noi dipana il filo della storia incrociando di continuo gli spazi, i tempi – dal cammino del Cristo verso il Golgota fino alla Porta di Giaffa e al Santo Sepolcro, dalla Valle di Josaphat al Monte degli Olivi, dal Muro del Pianto fino alle discoteche di oggi – e allineando eventi ed immagini di ieri e di oggi, alla ricerca dello spirito di questa città-mistero.

Un libro personalissimo, quindi: che non a caso comincia con il divertente racconto autobiografico di un giovane professore che nella Città Santa metteva piede per la prima volta (ma che l’aveva a lungo studiata sui libri e sulle mappe, sulle immagini e sulle foto, oltre che sognata e desiderata) e che inopinatamente si trovò a far da guida nel dedalo della città vecchia a una cinquantina di illustrissimi accademici, gente come Paolo Alatri, Giuliano Procacci e Rosario Villari.

Da quell’episodio si snoda una «storia» di Gerusalemme che parla di preghiera, di battaglie, di monumenti ma anche di vita cittadina e perfino di episodi privati, magari con qualche pennellata che va dal sentimentale all’enogastronomico. Una storia piena di altre storie: di conquistatori, di filosofi, di pensatori, di pellegrini, di turisti, di avventurieri, di donne, di frati, di rabbini, di gente comune. E una città che si può visitare secondo itinerari labirintici, ricchi di valenze simboliche eppure estremamente concreti e praticabili. Un libro di storia, una guida turistica, un saggio autobiografico? L’Autore, interrogato, si stringe nelle spalle. In fondo, un libro, quando riesce è quello che il lettore vuole che sia.