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Chi legge questo mio blog sa già che la Via Francigena è una mia antica passione, la Via Francigena, detta talvolta Franchigena, è il percorso di un pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale.
Si sviluppa su di un percorso di 1.600 chilometri che parte da Canterbury, e arriva a Dover per attraversare la Manica; da Calais, passando per Reims, Besançon e Losanna si arriva alle Alpi che vengono passate al colle del   Gran San Bernardo. Dalla Valle d’Aosta si scende a   Vercelli, Pavia e si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma. Da Pontremoli si prosegue per Lucca, San Gimignano, Poggibonsi, Siena,Viterbo per terminare a Roma.

La relazione di viaggio più antica risale al  990 dove viene descritto in 79 tappe il viaggio di ritorno da Roma di   Sigerico, arcivescovo di   Canterbury. Sigerico impiegò 79 giorni a percorre, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno.

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Enrico Brizzi e Marcello Fini

Perchè, vi chiederete, tutto questo preambolo? a parte il legame forte che mi lega ai luoghi della via Francigena, la motivazione sono tre libri di Enrico Brizzi che vorrei presentarvi perchè sono tutti e tre legati alla via Francigena, al viaggio, che detto con le sue parole ha trasformato Brizzi da viandante in pellegrino e che rientrano nella filosofia di quella che potremmo chiamare la Cultura del camminare e che include anche i libri di Davide Sapienza così come Bruce Chatwin, Henry David Thoreau, Jack Kerouac… :

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Romanzo nato dall’esperienza reale del viaggio fra Canterbury e Roma (primavera-estate 2006), Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (Mondandori) proietta il lettore nel tempo senza tempo della marcia attraverso le Alpi, lungo le rotte dei viandanti medievali, attraverso le contraddizioni della nostra epoca e quelle che ognuno di noi si porta dentro.
L’incontro con la stupefacente figura di Bern, il pellegrino solitario e tatuato evocato nel titolo del libro, incrinerà le certezze dei protagonisti fino a renderli, come gli antichi viatores, uomini diversi da quelli che son partiti poche settimane prima…
Al salire della quota altimetrica sale anche la tensione degli eventi, fino alla misteriosa sparizione di una giovane scout, della quale ovviamente il pellegrino tatuato è il principale sospettato.

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I diari della Via Francigena, da canterbury a Roma sulle tracce di viandanti e pellegrini, Enrico Brizzi – Marcello Fini, Ediciclo. Fedeli all’idea che “una strada non domanda altro che essere percorsa” e che lo strumento privilegiato di conoscenza sia l’esperienza diretta dell’andare, Enrico Brizzi e Marcello Fini partono, nell’estate 2006, per
percorrere la Via Francigena tra Canterbury e Roma, 1600 chilometri e 33 città sulle orme di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che per primo tracciò l’itinerario nel 990 d.C. Affrontano, mossi dalla sola forza dei loro piedi, il più importante asse viario dell’Europa medioevale. Camminano sulle orme di viandanti e pellegrini, riflettono on the road sul significato della vita e su quale eredità ci abbia lasciato quell’Europa di mille anni fa, per la prima volta unita nel nome della religione e delle radici culturali. Si chiedono che senso abbia camminare nel XXI secolo sulle tracce di un oscuro vescovo britannico, di masnade armate, di mercanti e falsi bordones mescolati agli autentici uomini di fede diretti verso il sepolcro di Pietro. Sono pronti a raccogliere le parole e le immagini che la strada saprà offrirgli.
Al racconto di viaggio è abbinato un ricco inserto fotografico, mappe e un’approfondita guida con tutte le indicazioni per ripetere l’impresa tappa per tappa.

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La Via di Gerusalemme, In cammino da Roma alla Città tre volte santa. Enrico Brizzi – Marcello Fini, Ediciclo Nel secolo delle amicizie virtuali e dell’alienazione televisiva, due amici si mettono in viaggio sulle orme di viandanti e pellegrini. Decisi a raggiungere a forza di gambe Gerusalemme, la città delle tre grandi religioni monoteistiche, vedranno il mondo con occhi nuovi, predisposti alla lentezza e alla bellezza della semplicità. Passo dopo passo, superando valichi, attraversando borghi sperduti, incontrando “cavallari”, emigranti tornati dall’America, religiosi di campagna, i ciclisti della Carovana Rosa e una grande varietà di animali selvatici, Enrico e Marcello arriveranno sotto la cupola dorata più famosa del mondo.
Un volume coinvolgente come un racconto corale, esaustivo come un grande reportage e sincero come solo chi è abituato a macinare chilometri sa essere.