Visto ieri sera e a dire la verità mi aspettavo molto di più da questo film.
Essendo un film ad alto budget mi sarei aspettato qualche sforzo in più dal punto di vista scenografico visto che l’azione di svolge nel 2154. In una terra distopica i miliardi di poveri popolano la terra come un’immensa baraccopoli e favelas (colma di rifiuti come in Wall-E), Los Angeles è come una qulasiasi città del terzo mondo, i ricchi vivono su Elysium, una stazione orbitante asettica come mai e in villa più finte che mai, in realtà sembra la tecnologia sia simile alla nostra ma in più su Esylium nessuno muore e si ammala in quanto hanno scoperto come guarire da qualsiasi cosa neanche fossero degli dei. In questa terra un Matt Damon completamente fuori personaggio è un poveraccio come tanti che fin da bambino sogna di raggiungere la stazione orbitante.
Il regista Blomkamp nel portare avanti la sua storia di rivoluzione operaia e riconquista della giustizia a dispetto del progresso tecnologico non riesce a trovare il furore del film precedente District 9, nè quell’equilibrio tra finzione e metafora del reale che avrebbe consentito di portare un passo più avanti l’usuale sottotesto sociale del cinema distopico. Solo le astronavi colme di disperati in cerca di salvezza che vengono abbattutte senza pietà prima di arrivare su Elysium, riescono ad essere un’immagine dotata della forza e dell’intelligenza che riconosciamo al regista sudafricano.