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Questo dodicesimo appuntamento della nostra galoppata tra gli autori di genere fantastico, siano essi sceneggiatori o scrittori, vede come protagonista un grande del fumetto italiano: Stefano Vietti autore di bellissime storie tra le quali ricordo Uomo ragno, Nathan Never, Agenzia Alfa, Zona X (in Magic Patrol ricordo “Il libro nero e “La dimensione Omega”) ma anche Storie da Altrove numero 6 (con protagonisti Garibaldi e D’Annunzio) e potrei continuare con Dragonero e tanto altro di cui abbiamo avuto modo di conversare insieme. Ringrazio Stefano Vietti per la sua estrema cortesia e gli auguro di realizzare tutti i suoi innumerevoli progetti tra i quali figurano anche dei romanzi di famtascienza.
1 ) Glorfindel: “… Mentre l’impianto degli organi si susseguiva e durante l’innesto degli arti, delle zanne e delle scaglie e nel fluire successivo del plasma fino al più insignificante vaso sanguigno, la bestia sentiva, e soffriva…” Questo suggestivo testo è tratto da un romanzo che stai scrivendo dal nome “Kraken” nome di un leggendario mostro che presenta analogie con il mostro Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft. Ci puoi dire qualcosa a riguardo?
Stefano Vietti: In realta’ non mi sono ispirato ai “miti di Cthulhu” per il progetto di kraken (che e’ il nome in codice del protagonista del romanzo), ma riconosco l’influenza di Lovecraft nel mio lavoro, soprattutto a livello di atmosfera. Quello che mi ha sempre affascinato, infatti, dello scrittore di providence, piu’ ancora dei terribili “antichi” evocati nei suoi racconti, era l’atmosfera che sapeva ricreare: cupa, innaturale, che non lasciava speranza. Quando scrivo storie horror, trovo aiuto nel ripensare a quella atmosfera. Per il resto, Kraken e’ un romanzo strano. Non riesco a catalogarlo. E’ un progetto nato per essere una ghaphic novel, con Marco Checchetto ai disegni, e forse un giorno lo sara’… ma tempo fa, per dare a marco il tono dell’atmosfera che desideravo per la storia, ho scritto due scene in prosa… e non mi sono piu’ fermato. Kraken procede in parallelo insieme ad altri progetti. Mi ci dedico quando riesco, raccolgo appunti, idee, e dettagli per caratterizzare ambienti e personaggi. Non so quando lo portero’ a termine. Ci sto giocando ancora un po’, prima di fare le cose seriamente.
libronero.jpg Da zona x 21 – “Magic Patrol – Il libro nero” Bonelli Ed.
2 ) Glorfindel: Ci puoi parlare di V.O.C. studio? Mi sembra un progetto piuttosto innovativo nel panorama del fantastico in Italia, uno studio che progetta autonomamente grafic novel e anche romanzi.
Stefano Vietti: L’idea e’ nata quando Marco Checchetto, Giancarlo Olivares ed io ci siamo ritrovati a lavorare sul progetto di spider-man per il giornalino. C’era molta sinergia, nel trio e una buona dose di discussione, come ai tempi di Hammer… cosi’ abbiamo deciso di aprire un sito internet insieme, per mostrare il nostro lavoro a livello individuale e quello che avremmo voluto fare come gruppo. Con spider-man la collaborazione ha funzionato molto bene… ci sono molte nuove idee in discussione. Vedremo cosa riusciremo a sviluppare. Il problema e’ che, scrivendo e disegnando per vivere, abbiamo sempre cosi’ poco tempo da dedicare ai progetti “in cerca di editore”.
3 ) Glorfindel: Hai scritto alcune tra le più belle storie di Nathan Never, Agenzia Alfa, Zona X, e creato Gray Logan e N.E.X.T. 02, due serie che vedono protagonisti robot avanzatissimi, ma che genere di fantascienza ti piace di più?
Stefano Vietti: Beh, ti ringrazio per i complimenti. Ho scritto parecchia fantascienza, negli ultimi 15 anni, e’ vero e ne ho letta ancora di piu’. Se proprio devo fare una scelta, la fantascienza che preferisco e’ quella di guerra. Fanteria dello spazio di Heinlein resta per me un cult… Aliens di Cameron un film che rivedo sempre appassionandomi… inutile dire quanto sia in attesa di Avatar!
4) Glorfindel: Il progetto che ha portato alla creazione di storie dell’uomo ragno tutte made in Italy è una cosa del tutto singolare nell’universo Marvel, come ti sei approcciato a questo “mito” del fumetto?
Stefano Vietti: Con molta umilta’. Non certo con la presunzione di strafare o di imbastire chissa’ quali trame… la verita’ e’ che mi andava di stare sul semplice. Di scrivere uno spider-man un po’ vecchia scuola, forse per tentare di rivivere le emozioni che certe storie del passato mi avevano dato. Volevo un peter parker universitario, malinconico, innamorato di mary jane e con una zia may costantemente preoccupata per lui. E volevo dei cattivi con un piano nella testa che mi desse possibilita’ di creare un po’ di continuity fra le storie. Quando ho proposto le mie idee alla panini, che con Francesco Meo prima e Simon Bisi dopo controllava l’intera operazione, sono stati da subito molto soddisfatti e mi hanno lasciato fare. Non posso non aggiungere che ho avuto accanto, anche in molte fasi della progettazione, e quindi che mi sono stati di grande aiuto, autori del calibro di Checchetto (che oggi disegna per marvel) e Olivares… Ai quali poi si sono aggiunti Dante Bastianoni e Giuseppe Matteoni… e con i colori di Oscar Celestini e Fabio D’auria, per un risultato finale davvero molto buono.
5 ) Glorfindel: Questa è ormai diventata una domanda di rito, credo tu abbia letto “Il signore degli anelli”, cosa rappresenta per te che ami così tanto il fantasy?
Stefano Vietti: Ho provato a leggere il signore degli anelli da ragazzo e non ci sono riuscito. Ricordo che lo trovavo troppo complesso. Evidentemente non avevo la pazienza che ci vuole per godere appieno di una simile opera. Infatti, ripreso tra le mani piu’ avanti, ho potuto leggerlo come meritava. Tra l’altro l’ho riletto una seconda volta quando e’ uscito il film, riscoprendolo e scovando dettagli nuovi e sfumature che mi erano sfuggite durante la prima lettura. Sembra che sia un libro in evoluzione costante… voglio dire… a seconda dell’eta’ del lettore, il libro fa sentire il suo peso diversamente mettendosi in luce ogni volta da un angolo nuovo. Prima… grande storia di avventura. Poi… specchio di una societa’, la nostra, che non impara mai. Un libro sempre moderno… che racconta le grandi storie di piccoli personaggi.
dragonero3.jpg Da “Dragonero”, Bonelli Ed.
6 ) Glorfindel: Un libro e film (o se vuoi più di uno) che ti hanno cambiato la vita…
Stefano Vietti: S.o.s da tre mondi, di Murray Leinster. Libra editrice. Mi e’ capitato per le mani che ero un ragazzino cresciuto in un paese di provincia con a disposizione solo la biblioteca di mia nonna. Tra i suoi libri, per fortuna, c’erano Verne, Salgari, Dumas, Scott, e un sacco di classici che mi avevano appassionato… ma evidentemente cercavo altro. S.o.s. Da tre mondi mi fu regalato da un amico per il compleanno. Fu il primo vero libro di fantascienza che ho letto. Non il migliore. Ma il primo che mi resto’ nella testa per quello che era… pura fantascienza e stop. La lettura di quel libro mi spinse a portare a termine il mio primo racconto. Guerre stellari e’ il film. Anch’esso non il migliore che ho visto. No… ma vederlo e’ stato come attraversare un confine. Sto parlando del 1977. Avevo 13 anni. Andai al cinema da solo. Di domenica pomeriggio. Le locandine mi avevano ammutolito. Non sapevo cosa aspettarmi. Di sicuro non ero pronto. Che giornata.
7 ) Glorfindel: Sono molto interessato al background culturale che un autore ha alle sue spalle, quali sono gli autori di qualunque espressione artistica, fumetto, letteratura o cinema che ti hanno ispirato o hai amato di più?
Stefano Vietti: Non saprei dire quale autore mi abbia influenzato di piu’. Quale regista. Quale illustratore. E’ una faccenda in continua evoluzione. Gli anni passano e i miei gusti in fatto di cinema, letteratura e fumetto cambiano in continuazione. Autori che mi appassionavano da giovane, oggi li trovo noiosi. Altri invece li riscopro e rileggo con rinnovata soddisfazione. Vai a capirlo come funzionano queste cose. Comunque sia, se ci sono dei punti fermi, direi che sono la mia passione per la storia, per le biografie e per i documenti narrati dai reporter in giro per il mondo. Poi, certo, ci sono il fantasy e la fantascienza che mi accompagnano, tra alti e bassi, fin da ragazzino. Ma se devo scegliere, rileggo “le campagne di napoleone” di David Chandler o “Dispacci” di Michael Herr.
8 ) Glorfindel: Progetti futuri e sogni nel cassetto? Immagino che un creativo ne avrà di sicuro molti.
Stefano Vietti: Continuare a scrivere. Naturalmente. Come prima cosa completare la stesura di “incursori wolfe”, il romanzo di fantascienza che mi impegna ormai da tempo. Poi c’e’ Nathan Never, per il quale ho davvero ancora tanto da scrivere. Il secondo romanzo a fumetti di Dragonero. Gia’. Ci sto lavorando.
Stefano Vietti: Collaboratore di diverse case editrici, tra le quali Sergio Bonelli Editore, Star Comics, Edizioni San Paolo e la Disney Italia, Stefano Vietti fa parte dello staff di sceneggiatori di diverse testate della , tra le quali Nathan Never, Martin Mystère e il Giornalino. Carriera [modifica] Giancarlo Olivares (a sx) e Stefano Vietti (a dx) autografano un albo di Nathan Never a Lucca Comics & Games 2008 Con altri autori bresciani, agli inizi degli anni 90, da vita al fumetto Full Moon Project (pubblicato dalle Edizioni Eden). Dopo essere entrato nello staff della Star Comics, lavora per Lazarus Ledd e nel 1994 crea con Giancarlo Olivares, Mario Rossi e Luigi Simeoni la serie fantascentifica Hammer. Come altri autori della testata Hammer entra a far parte della Bonelli, dove scrive dal dal 1995 diverse sceneggiature per Nathan Never, Legs Weaver, Jonathan Steele, Zona X e Martin Mystère (compreso lo spin-off Storie da Altrove, per cui realizza con Alfredo Castelli una storia che vede protagonista Giuseppe Garibaldi). Dal 2006 collabora anche con Il Giornalino, per cui realizza Yelo III, il fumetto dei “Teenage Mutant Ninja Turtles”, Gray Logan, N.E.X.T. 02 e le storie italiane di Spider-Man. Oltre a questo realizza anche alcune storie di Kylion per la Disney Italia. Nel 2007 entra nella terzina finalista del premio Monadori Junior Award con un progetto di romanzi horror per ragazzi ideato con Alberto Ostini e Giancarlo Olivares. Dal giugno dello stesso anno, su incarico della Bonelli realizza, insieme ai colleghi Luca Enoch e Giuseppe Matteoni, Dragonero, albo che fa parte di una nuova collana intitolata Romanzi a fumetti Bonelli. Insieme a Giancarlo Olivares e Marco Checchetto fonda il VOC Studio con l’intento di avviare diversi progetti.