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“In mano a Baldini l’afabeto è un’arma affilata, e dovrebbe avere il porto d’armi per scrivere. Quello che mi piace di più di questo scrittore è la sua capacità di portarvi per mano, con sapienza, a scoprire le pieghe più oscure e inquietanti della normalità” così, Nicolò Ammaniti descrive in maniera mirabile Eraldo Baldini. Eraldo Baldini è uno dei grandi della nuova narrativa italiana, soprattutto nel campo della letteratura noir, gialla e del mistero; lo ringrazio per la cortesia e la gentilezza con cui ha risposto alle mie domande. Sono scolpiti nella mia memoria due suoi libri che reputo capolavori assoluti “Mal’aria” e “Come il lupo”, auguro una gran fortuna a lui e al suo prossimo romanzo, “In una selva oscura”.
Vi annuncio che la prossima intervista sarà a Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, giovani registi milanesi, autori dei pluripremiati cortometraggi di science fiction Afterville, E:d:e:n e The Silver Rope. Fabio&Fabio stanno scrivendo nuove sceneggiature, soggetti per reti televisive e satellitari mentre lavorano a nuovi ambizioni progetti che vedranno la luce a breve.
1 ) Glorfindel: I suoi romanzi narrano spesso di eventi strani, drammatici, misteriosi e soprannaturali ma al contempo sono storie intrise di nostalgia e di rimandi al passato. In quanto studioso di Antropologia culturale quali sono gli aspetti che più l’affascinano della cultura popolare, quella dei racconti del filò, ad esempio, che hanno permesso di tramandare leggende e favole nere?
Eraldo Baldini: Mi affascina, della cultura popolare, la grande capacità relativa all’immaginario: alle prese con una natura potente non ben distinta dalla sopranatura, riusciva a darle volti spesso ambigui e paurosi ma sempre efficaci, così come riusciva a raccontarla col mito e a rispettarla sia con il comportamento quotidiano che con l’eccezionalità del rito.
2 ) Glorfindel: La sceneggiatura del film “La valle delle ombre”, tratta da alcuni suoi racconti, è stata composta in compagnia di nomi illustri come quelli di Sandrone Dazieri e Giampiero Rigosi. Ci può parlare di questo progetto molto atipico nel panorama cinematografico italiano? (Ricordo inoltre che da un suo bellissimo libro e da una sua sceneggiatura è stato tratto il film-tv, “Mal’aria”, e a memoria credo che fosse dai tempi di “Voci notturne” di Pupi Avati che in Rai non si proponesse un film-tv con tematiche quali il mistero e il soprannaturale).
Eraldo Baldini: Il soggetto del film è costruito miscelando tra loro alcuni miei racconti contenuti nelle antologie “Gotico rurale” e “Bambini, ragni e altri predatori”: storie che si rifanno proprio all’immaginario folklorico e alla cultura popolare di cui dicevamo prima. Lo scenario però non è, come mio solito, quello della pianura padana, ma di una vallata del Canton Ticino. In un villaggio alcuni bambini si ritrovano intenti a raccontarsi storie cupe e allo stesso tempo ad affrontare i «fantasmi» del passato che hanno evocato proprio con quelle storie. Per quanto riguarda “Mal’aria” in tivù, diciamo che è risultato molto più soft del mio romanzo da cui è tratto, ma d’altronde ciò era scontato: le atmosfere e i passaggi molto cupi e drammatici del romanzo difficilmente potevano essere portati sulla prima serata di Rai Uno. In ogni caso sono contento: sei milioni e mezzo di spettatori sono stati un grande risultato, un numero di “contatti” impressionante.
3 ) Glorfindel: Ho trovato “Melma” un romanzo molto interessante, una storia eco-fantascientifica, ambientata nel 2050, con una possibilità altissima di accadere per davvero… Come lo vede il futuro del nostro pianeta?
Eraldo Baldini: Non sono ottimista: credo che il problema principale sia quello climatico, e che si sia giunti a segnali netti quanto inascoltati. Insomma, forse si sta superando il punto di non ritorno, e nonostante ciò pare che nessuno, fra coloro che dovrebbero, affronti la situazione in maniera decisa.
4 ) Glorfindel: Nel 2001 ha sceneggiato il volume a fumetti “Le porte del tempo”; è un esperienza che ritiene si possa ripetere?
Eraldo Baldini: Non si trattava della sceneggiatura di un fumetto, ma di un romanzo per bambini scritto per la Walt Disney, con protagonista Topolino. I vincoli dovuti al fatto che dovevo utilizzare un personaggio già esistente e caratterizzato e i numerosi “paletti” che vanno osservati quando si scrive per i bambini hanno reso il lavoro molto difficile. Però chissà, forse un giorno avrò di nuovo modo e voglia di farlo.
5 ) Glorfindel: Il suo ultimo libro è un saggio ricco di interrogativi e suggestioni, ambientato dopo i fatti della famosa battaglia della Selva di Teutoburgo; di cosa tratta esattamente?
Eraldo Baldini: L’eroe della battaglia delle Selva di Teutoburgo, Arminio (la cui figura si confonde nella mitologia germanica con quella di Sigfrido) aveva una moglie, Tusnelda, che venne catturata dai Romani quando era incinta. In prigionia le nacque un figlio, Tumelico, di cui Tacito scrive che venne, ancor piccolo, portato a Ravenna, dove andò poi incontro a un destino beffardo. Essendo Ravenna la mia città, ho cercato di capire quale poteva essere stata la sorte di quel bambino. Nella letteratura e drammaturgia tedesche dell’Ottocento si immagina, confortati da alcune ipotesi storico-archeologiche, che sia stato allevato come gladiatore e sia morto combattendo nell’arena: ma sono certo che non andò così, e nel mio saggio offro una ipotesi diversa e a mio avviso più convincente.
6 ) Glorfindel: Essendo scrittore e sceneggiatore lei gode di un osservatorio privilegiato; come vede la situazione del genere fantastico in Italia (Fantascienza, Noir, Horror e Fantasy) in tutte le sue forme ed espressioni, grafic novel, letteratura, cinema?
Eraldo Baldini: Per poter esprimere un giudizio dovrei conoscere molto meglio questo panorama… L’unica cosa che mi sento di dire è che la fantascienza da noi non ha mai trovato un adeguato novero di autori (parlo in termini quantitativi), che il fantasy è agli esordi, che il giallo e il noir al contrario sono ormai ipertrofici: escono a mio avviso troppi titoli, non sempre di qualità. Finora ho parlato di letteratura. Per quanto riguarda la tivù, vedo poco coraggio e un livello basso, se si escludono alcune fiction ben riuscite; il cinema non si impegna molto su questi generi; la grafic novel invece mi pare di buon livello.
7 ) Glorfindel: Un libro e film (o più di uno) che le hanno cambiato la vita…
Eraldo Baldini: Non è un modo di aggirare la domanda, ma la mia risposta è: quasi tutti. Insomma, credo che ogni buon libro che si legge, ogni buon film che si guarda dia qualcosa, una idea, una riflessione, una suggestione. Non riesco a fare classifiche personali.
8 ) Glorfindel: Quali sono i lavori futuri su cui si sta concentrando?
Eraldo Baldini: Sto lavorando a un nuovo romanzo; il titolo sarà “In una selva oscura”, l’editore Einaudi. Sarà ambientato nel 16 dopo Cristo, nelle selve germaniche. Insomma, il saggio storico di cui parlavamo prima ha lasciato il segno: mi sono imbattuto in scenari e vicende talmente stimolanti e suggestivi che non potevo non ricavarne idee per la mia narrativa.
Eraldo Baldini E’ nato a Russi (RA). Dopo essersi specializzato in Antropologia Culturale ed Etnografia, ed avere scritto diversi saggi in quei campi, agli inizi degli anni Novanta si dedica alla narrativa. Nel 1991 vince il Mystfest di Cattolica col racconto Re di Carnevale: è di lì che inizia la sua carriera di scrittore. Oggi è non solo romanziere affermato in Italia e all’estero, ma anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Vive a Porto Fuori, una frazione di Ravenna tra la città e il mare. Il suo sito ufficiale è www.eraldobaldini.it