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Il nostro viaggio nel tempo e nello spazio attraverso il genere fantastico in Italia prosegue con un grande maestro, Giorgio Pezzin, eclettico narratore che ha sempre prodotto storie di alta qualita’ collaborando con i piu’ grandi nomi del panorama Disney italiano (da Cavazzano e De vita) autore di centinaia di storie o di “saghe”, la sua produzione ha affascinato ben piu’ di una generazione di lettori. Lo ringrazio per la sua cortesia e vi invito ad andare sul suo sito www.fumettiestorie.com dove sta sperimentando in maniera eccellente nuovi modi di fare fumetto e se vorrete potrete lasciare anche una vostra impressione a riguardo. La prossima volta posso già annunciare che sarà un vero onore per me proporre l’intervista di un autore che è un vero e proprio mito della letteratura a fumetti, Michele Medda Co-creatore di Nathan Never, sceneggiatore di X-Campus, di bellissime storie anche di Dylan Dog (“Il giorno del licantropo” Dylan Dog di questo mese è una sua sceneggitura) e tante altre tra cui la sua ultima creazione “Caravan” per la Bonelli. Buona lettura.
1 ) Glorfindel: Sono un poco emozionato perché io sono praticamente cresciuto con le sue storie e le ritengo anche parte integrante della mia educazione all’avventura, ha infatti iniziato a scrivere per Topolino nel 1970, l’anno in cui sono nato; come è scaturito il suo amore per la scrittura?
Giorgio Pezzin: Quando ero ragazzo io non c’erano televisione, computer, telefonini … e quasi neanche i fumetti! Ho sessant’anni e non mi considero né vecchio, né anziano…solo un pochino “maturo”, ma è incredibile pensare a quanto sono cambiate le cose nel frattempo. Ecco, proprio pensare, riflettere sulle cose ed emozionarmi per questo, è stata la molla che mi ha spinto a leggere. Mi piaceva immaginare le cose e questo mi spingeva a conoscere quello che immaginavano gli altri. Per immaginare bisogna sapere, conoscere…per cui sono sempre stato un divoratore di libri di ogni tipo:storia, divulgazione scientifica, romanzi … e poi anche fumetti. Tanto per capirci a 14-18 anni mi sono letto Guerra e Pace (almeno un paio di volte) ; Il placido Don, I Buddenbrock di Thomas Mann; e poi ovviamente tutto Verne, Kipling (che però non mi piaceva troppo essendo piuttosto approssimativo), Pirandello, Verga, e poi via via Asimov, e i gialli di Agatha Christie, Rex Stout e anche di Mickey Spillane, che allora era molto in voga e a me piacevano moltissimo. Poi si sa, quando si comincia a leggere, non si finisce più.
2 ) Glorfindel: Due grandi saghe scritte da lei sono impresse nella mia memoria, quella di “Zapotec e la Macchina del tempo” (ricordo la bellissima “Il segreto della Gioconda”) e “I signori della galassia”, storie intrise di fantascienza; che tipo di fantascienza ama Giorgio Pezzin?
Giorgio Pezzin: Premetto che mi piacciono in genere le storie a lieto fine. La lettura del romanzo per me deve essere rilassante e non posso finire un libro pieno di disappunto perchè le cose sono andate male. Abbiamo già abbastanza malanni nella realtà!Quindi la fantascienza che mi piace è quella sorprendente, ma non becera o sanguinolenta.Alla fine deve trionfare il bene. Questo secondo me dovrebbe valere in generale per tutta la letteratura rivolta ai ragazzi. Se vogliamo davvero che il mondo migliori, per primi occorre preparare i giovani e, visto che i ragazzi non seguono sempre l’esempio dei genitori (che spesso comunque non sono un buon esempio) né quello dei professori (idem), facciamo in modo che seguano l’esempio dei fumetti.Amo abbastanza la fantascienza, ma non saprei citare gli autori. Però amo quella realistica, bendocumentata, assurdamente logica. Quella possibile o plausibile, insomma. Per le mie storie ovviamente mi sono ispirato alle Guerre Stellari di Lucas che, però, non considero vera fantascienza, ma piuttosto una avventura classica (come potrebbe essere un western) ambientata in un luogo (e un tempo) diverso. E’ una cosa di mestiere che si fa spesso e deriva dal fatto che le motivazioni per cui si legge una bella storia sono sempre le stesse: amore, colpi di scena, tradimenti, rivalse, vendette, ecc…
corteggi_astronave.jpgDel 1967 è una bella storia “L’astronave perduta”, collana rodeo, disegni di Luigi Corteggi, uno dei primi esperimenti di fantascienza per la Bonelli Editore
3 ) Glorfindel: Con “Topolino e il tesoro della Mayflower” inizia la serie bellissima serie di “C’era una volta… in America”, ma ricordo anche storie molto belle come “Paperino e la graande impresa” (con riferimenti alla Costituzione Americana) dalle quale si intuisce la sua attenzione per gli Stati Uniti e la storia di questa grande nazione, è così?
Giorgio Pezzin: Ho ammirazione per gli Stati Uniti per l’idea di libertà che permea quel paese (credo sinceramente che ci abbiano salvato dalle dittature di destra e di sinistra, e non solo per interesse economico, ma anche per sincero slancio di generosità) ma non dimentico che comunque gli Stati Uniti sono nati da una conquista sulla pelle di chi c’era prima.Non mi entusiasmo. Io sono uno scrittore commerciale e mi sembrava comunque bello far ritrovare ai ragazzi, in un fumetto, parte di quello che avevano magari conosciuto a scuola nei libri di storia. Sono debitore per l’ispirazione alla bellissima “Storia del West” di D’Antonio, edita da Bonelli.
4 ) Glorfindel: Nel 1999 lei crea una serie che esplora il mondo del mistero e del terrore, del fantastico e dell’inspiegabile, Tops Stories, nel quale un antenato di Topolino (Sir Top de Tops un pò Indiana Jones un pò Martin Mystère) è un avventuroso scopritore di antichi misteri. Questa passione per l’avventura misteriosa come nasce?
Giorgio Pezzin: Ho scritto oltre 800 storie a fumetti, per un totale di più di 27.000 pagine pubblicate. La passione per l’avventura misteriosa nasce dalla necessità di trovare nuovi spunti. In effetti il racconto avventuroso-misterioso è il massimo per catturare l’attenzione del lettore. Inoltre le storie di De Tops avevano un finale pieno di dubbi e quindi non concluso…il lettore poteva finirlo come voleva e questo secondo me è il massimo. Su tutto occorre dire che le mie storie sono sempre state disegnate da Disegnatori eccesionali: Giorgio Cavazzano, prima, e poi Massimo de Vita.
5 ) Glorfindel: Ricordo una bellissima storia dal titolo “Paperino e il signore del padello”, riferimento immediato al Signore degli Anelli di Tolkien, lo ha mai letto? E se si, come ricorda la sua lettura?
Giorgio Pezzin: Certamente ho letto Tolkien, più di una volta. Il massimo del fantasy.Trovo però il libro a volte troppo prolisso. Mi è piaciuto molto il film di Jackson che, non vorrei essere blasfemo, in certe parti è più efficace del libro.Soprattutto il prologo iniziale con la voce fuori campo che racconta l’antefatto della storia dell’anello, secondo me, è eccezionale (aiutato anche da una colonna sonora perfetta).E dopo gli anelli ricordo “Le pietre di Shannara” e compagnia bella. Mi piacerebbe scrivere un fantasy, anche se è difficile inventare qualcosa di nuovo…ma una certa idea in testa ce l’ho.Ovviamente la storia di Paperino era una parodia divertente che andava scritta. Disney però ebbe da ridire perchè vi avevo mescolato paperi e topi e sembra che non si possa fare.
6 ) Glorfindel: Un libro e film (o più di uno) che le ha cambiato la vita…
Giorgio Pezzin: Come dicevo “ Il signore degli anelli” è stato uno dei miei film preferiti. Ce ne sono molti altri che mi hanno colpito:“Tredicesimo piano” per esempio ha anticipato una storia che anch’io avevo in mente. Idem per Matrix (che in un certo senso riprende la stessa idea) “True Lies” , mi è piaciuto per la perfezione dell’intreccio e la comicità di certe situazioni, che completano mirabilmente l’azione e la spettacolarità di molte scene. “L’ultimo dei mohicani”, la battaglia nella foresta e la ricostruzione dei costumi e degli ambienti. Colonna sonora fantastica (un elemento che manca nei fumetti) La battaglia nella selva di Teutoburgo ne “Il Gladiatore”. Per uno che ama l’antica Roma (anzi l’esercito romano) come me è stata una goduria. Infine un film che rivedo sempre volentieri è “Io sono la legge” con Burt Lancaster. Peccato solo che il finale sia stato chiaramente voltato verso un perbenismo di manierache credo sia stato imposto al regista. L’ispettore Callaghan doveva ancora venire.
7 ) Glorfindel: Non è mai stato attirato dall’idea di passare almeno una volta alla letteratura “tradizionale”?
Giorgio Pezzin: Sì. Adesso che ho sessant’anni, due figli grandi e molte esperienze lette o vissute in testa, penso che potrei dire qualcosa a modo mio. Ma continuo a fare fumetti e non ho molto tempo. Vedremo.
8 ) Glorfindel: Quali sono i suoi progetti futuri?
Giorgio Pezzin: Altri fumetti, naturalmente. Magari sul web in qualche nuova forma che ho sperimentato fin dal 2000 sul mio sito. Ma anche, come dicevo, un libro fantasy e dei racconti misteriosi, magari illustrati direttamente da me. Sto aspettando nuove tecnologie che consentano agli autori di rivolgersi direttamente ai lettori, saltando tutte le incrostazioni che fino ad ora hanno costretto gli autori ad un regime di sfruttamento vergognoso. Si pensi solo a quanto il cinema dei supereroi sia debitore agli autori di fumetti che, da tutto questo successo, non hanno ricavato quasi nulla. Questo è un argomento che meriterebbe un blog a parte. Internet era una grande occasione, ma la faccenda del “tutto gratis” ha rovinato tutto, per cui serve qualche cosa di nuovo. Sarà interessante vedere come andrà a finire.
Giorgio PezzinLaureato in ingegneria, iniziò a sceneggiare fumetti fin dai tempi del liceo. Iniziò la sua carriera di sceneggiatore quando conobbe un disegnatore di due anni più anziano, Giorgio Cavazzano, che aveva bisogno di qualcuno che lo potesse aiutare a emergere come disegnatore indipendente.Pezzin venne assunto dalla Mondadori per la quale il duo Pezzin-Cavazzano sfornò numerose storie pubblicate sia su Almanacco Topolino sia su altre testate disneyane. Ma Pezzin non ha sceneggiato solo storie disneyane. Coadiuviato da Cavazzano per i disegni Pezzin ha scritto i testi delle serie (da lui create) Walkie e Talkie, Oscar e Tango, Smalto e Jonnhy e Capitan Rogers. In seguito il duo si separò e Pezzin, continuando sempre a lavorare per la mondadori, sceneggiò anche storie a fumetti per la Bonelli come alcune di Zagor e alcune di Il piccolo ranger.Dopo che la testata a fumetti Topolino passa dalla Mondadori alla Disney Italia, Pezzin inizia a dedicarsi quasi esclusivamente solo ai personaggi Disney, realizzando storie per varie testate come Paperinik, Minni & company ecc.Con il disegnatore Massimo De Vita ha ideato numerose saghe a fumetti Disney di successo come C’era una volta… in America, I signori della galassia, le avventure di Tops de Tops e la saga della macchina del tempo.Pezzin ha vinto il Topolone d’Oro del 1994 come miglior sceneggiatore dell’anno Disney, il Premio fumo di china 1997 come miglior sceneggiatore umoristico e il Premio Papersera nel 2009, alla carriera.