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Lo sguardo che abbiamo proposto sulla letteratura fantastica italiana (dopo Giovanni De Matteo e Giulio Leoni) prosegue questa settimana con il grande Magister, Valerio Evangelisti in persona che ha risposto con una gentilezza estrema alle domande che gli abbiamo proposto con un lavoro di squadra io e Faramir, essendo anch’egli un ammiratore dello scrittore italiano vivente più popolare nel mondo. Tante le anticipazioni, da un prequel di Tortuga al grande ritorno di Nicolas Eymerich.
1 ) Glorfindel: Lei ha dichiarato che il fantastico, e in particolar modo la fantascienza, rappresenta il solo modo per descrivere adeguatamente, in chiave narrativa, il mondo attuale, ma ha più volte espresso il suo pessimismo nei confronti dell’attuale produzione letteraria Anglosassone, Americana e Italiana, non c’è nessuno che secondo lei si salva da tanto disimpegno sociale? Come vede la fantascienza nei prossimi anni?
Valerio Evangelisti: Esistono filoni locali della fantascienza tutti da esplorare, fuori degli Stati Uniti, dell’Inghilterra o anche dell’Europa occidentale. La sf latinoamericana, per esempio, ha una tradizione lunga (specie in Argentina) e offre autori interessanti. Idem per paesi dell’Europa dell’est come la Polonia, la Repubblica Ceca, la Russia. Sarebbe un errore, però, concentrarsi solo sulla narrativa. La fantascienza è per sua natura multiforme, si propaga in tutti i media. Certi telefilm americani (Lost, Battlestar Galactica) o inglesi (l’ultima stagione di Torchwood, intitolata Children of Earth) offrono abbondante materia di riflessione. Peccato che oggi di rado la sf letteraria si mostri alla stessa altezza, a parte eccezioni. Confido che si tratti di una mera questione di mercato, e che presto tornino gli equivalenti di ciò che furono, a suo tempo, i Dick, gli Sheckley, gli Asimov, gli Heinlein ecc. La nozione stessa di futuro attualmente è in crisi, e il presente pare immutabile. Credo, o sarebbe meglio dire spero, che sia una fase transitoria.
2 ) Glorfindel: Qual è la sua opinione rispetto la teoria della Singolarità?
Valerio Evangelisti: Se parliamo della singolarità tecnologica, un esempio lo abbiamo in tasca, ed è il cellulare. Ci ha cambiato la vita, non c’è dubbio. Prima ancora erano venuti i computer. E ancora prima… Ci sono salti nell’evoluzione legati alla tecnologia. Si tratta di vedere se la psiche si adatta. La mia risposta è: a volte sì, a volte no.
3 ) Glorfindel: Nei suoi libri uno dei leitmotiv – sebbene non il più evidente – è quello dell’eterna dialettica predatore/preda, tra gli uomini-lupo votati al dominio e le persone che di quelli sono le vittime – se vogliamo, tra competitori e cooperatori. Il progresso umano delineato da questo paradigma è inquietante: come vede il futuro, oggi? Davvero i lupi saranno tutto?
Valerio Evangelisti: Io ritengo che nell’uomo agiscano forze ferine, proprie della sua natura animale. Forze che premono in direzione dell’aggressività, magari mascherata e fornita di alibi da una delle ideologie correnti, politica o religiosa. L’intelligenza dovrebbe permettere di dettare leggi capaci di trattenere gli impulsi belluini. Non mi appare che ciò accada, su scala mondiale. Democrazia, libertà e tante altre belle parole giustificano praticamente tutto, inclusi tortura e assassinio. Il tempo è dei lupi, decisamente. Non è detto che vincano, anche se lo ritengo probabile. Ciò che conta – come ripeto in vari miei romanzi – è resistere. Abbracciare cause perse, le più belle.
4) Glorfindel: Nei romanzi di Eymerich lei gioca spesso e volentieri con la fringe science, con pensatori eterodossi e le loro teorie che spiegano – razionalmente sebbene in chiave fantastica – fenomeni altrimenti inesplicabili. E’ un divertissement, è l’esigenza di dare fondamento (para)scientifico alle sue trame, oppure crede davvero il questi scienziati di frontiera?
Valerio Evangelisti: Io cerco analogie tra il pensiero magico-religioso medioevale e aspetti della scienza moderna. Le trovo spesso in alcuni scienziati “dissidenti” e nella loro visione del cosmo. Ciò non significa che io dia loro ragione, né che si tratti necessariamente di freaks. Una parte del pensiero degli “eretici” che cito, come Wilhelm Reich (Il mistero dell’inquisitore Eymerich) o Hannes Alfven (Picatrix, la scala per l’inferno), non è contestato dalla comunità scientifica. Dal canto mio, mi interesso a tesi capaci di dare alle mie trame rigore logico. Non posso, per mancanza di strumenti, valutare il loro grado di coerenza.
5 ) Glorfindel: Dopo l’incursione nel mondo dei pirati con il bellissimo Tortuga, su cosa sta lavorando adesso? quale sarà il suo prossimo romanzo?
Valerio Evangelisti: Si intitola Veracruz, è un prequel a Tortuga e ha molti degli stessi personaggi. Seguirà, penso, il decimo Eymerich, ambientato in Sicilia. Il titolo provvisorio è Rex Tremendae Maiestatis.
Valerio Evangelisti: Valerio Evangelisti, è uno scrittore italiano. È uno dei più noti scrittori italiani di fantascienza, fantasy e horror. È conosciuto soprattutto per il ciclo di romanzi dell’inquisitore Nicolas Eymerich e per la trilogia di Nostradamus, divenuti bestseller. L’opera di Evangelisti, pur sviluppata autonomamente, può rientrare a pieno diritto nel filone del New Weird. Evangelisti ha anche riconosciuto l’appartenenza di alcune sue opere al corpus letterario definito New Italian Epic. Raggiunge la notorietà vincendo nel 1993 il Premio Urania con il romanzo Nicolas Eymerich, inquisitore, che viene pubblicato l’anno seguente nella collana di fantascienza della Mondadori. Seguono in ordine cronologico i successivi romanzi che compongono il ciclo di Eymerich, ossia Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell’inquisitore Eymerich (1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l’inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), Mater terribilis (2002), La luce di Orione (2007). La sua passione per i gruppi heavy metal, tra cui Pantera, Sepultura, Venom e Metallica, gli ha fornito parecchi spunti per i suoi scritti, soprattutto l’antologia Metallo urlante e il romanzo Black Flag. Altra fonte di ispirazione è la storia degli Stati Uniti, che gli suggerisce i romanzi Antracite (2003) e Noi saremo tutto (2004). È invece il Messico a essere al centro dei romanzi Il collare di fuoco, pubblicato nel novembre del 2005 e Il collare spezzato del novembre 2006. In essi è narrata, attraverso gli occhi di diversi personaggi di fantasia, la storia del Messico, tra il 1859 e il 1930 (dal 1859 al 1890 ne Il collare di fuoco). Il suo sito personale è http://www.eymerich.com/