Non posso, è più forte di me, quando leggo di una serie tv che mischia intrighi, archeologia misteriosa e agenti dell’Fbi non posso esimermi dal vederla, perlomeno la prima puntata visto che il rischio enorme boiata è con materiale di questo genere sempre dietro l’angolo.
Una certa garanzia ci è data dai produttori della serie che sono gli stessi di Prisoners of War, la serie israeliana da cui è tratta Homeland e dall’interprete il bravo Jason Isaacs, il Lucius Malfoy di Harry Potter.

Ma partiamo dall’inizio, il protagonista della serie è Peter Connelly agente dell’Fbi di stanza a Gerusalemme, durante un inseguimento degno di Jason Bourne all’inseguimento di un americano ricercato per un omicidio negli USA, incontra una strana ragazza dai capelli rossi che gli ricorda per aspetto la figlia morta.
La ragazza è un’archeologa che partecipa a uno scavo sotto il monte del tempio di Gerusalemme alla ricerca della leggendaria Arca dell’Alleanza. Nel mentre un misterioso bambino di nome Joshua viene tenuto nascosto in una struttura segreta e allevato per non si sa quale scopi dalle parti del New Mexico e un antico pettorale che servirebbe per comunicare con Dio viene ritrovato.
L’inizio di una profezia ebraica legata a una giovenca rossa senza macchia e senza difetti e che non ha mai portato il giogo infittisce il mistero.

La prima puntata è fatta molto bene, l’idea di un thriller cospirativo girato a Gerusalemme è molto affascinante, anche se il set è stato portato in Croazia per motivi produttivi la storia non ne risente. Vediamo dove ci vorranno condurre gli sceneggiatori, attendo fiducioso la seconda puntata prima che si scateni l’Armageddon.