Una simpatica diatriba tra sceneggiatori e scrittori tiene banco in questi giorni negli USA. Ne hanno parlato sia Fantascienza.com che Faramir su Lavagna di Faraday.
George R.R. Martin
, executive della serie Games of Thrones nonchè autore della saga letteraria Cronache del ghiaccio e del fuoco, da cui è tratto il fantasy della HBO,  ha espresso  la ferma intenzione di non far finire la serie alla Lost o alla Battlestar Galactica.
Egli si dice un fan deluso che ha seguito per anni entrambe le serie, le migliori in assoluto nel loro genere ma che sono entrambe, secondo lui, cadute nel finale.

A queste dichiarazioni ha risposto Damon Lindelof sul suo account Twitter; Lindelof si dice affascinato dalla saga di Martin anche se ha cominciato da poco il primo libro della serie era a circa trecento pagine lette del romanzo quando ha saputo delle dichiarazioni rilasciate dallo scrittore di cui ricorda con piacere anche il contributo dato alla antologia supereroistica Wild Cards, la cui passione Lindelof ha condiviso con il padre e il cui formato mash-up, capace di cogliere molteplici suggestioni ed elementi sci-fi di varia natura,  sembra abbia influenzato anche l’ecletticità dell’universo lostiano.§

Secondo Lindelof la serie di Martin ha un’evoluzione più lineare come peraltro avrà il suo epilogo, non c’è un vero e proprio mistero da svelare, c’è chi vive, chi muore, chi comanda, chi è buono e chi è cattivo, quando invece si prendono serie come appunto Lost o Battlestar Galactica vi sono misteri, retroscena e mitologia che rendono la trama piuttosto intricata e densa, insomma si tratta di un approccio alla narrazione molto diverso, a questo proposito egli ha citato Il signore degli anelli o il ritorno dello Jedi ponendoli ad esempio nel loro accompagnare lo spettatore ad un giustoe linerare finale e parlando della saga di Harry Potter di cui l’autore è un fan, afferma che se alcuni dei romanzi o il finale non lo avessero in qualche modo soddisfatto questo non avrebbe certamente fatto di lui un non fan.

Personalmente credo che George R.R. Martin abbia cercato solo della pubblicità per la sua serie tv, oltretutto molto bella, almeno fino ad adesso, e per questo ha criticato guarda caso le due migliori serie tv degli ultimi 20 anni. In quanto a Lindelof è normale che si sia risentito, anche se in maniera del tutto ironica, in quanto non è mai bello che un collega critichi così apertamente un tuo lavoro.