quando ci si trova a leggere un gran bel libro non bisogna essere poveri di complimenti, quando poi il libro in questione è scritto da un autrice italiana e si tratta addirittura di fantascienza allora grido al capolavoro. Il libro è a Rupes Recta, di Clelia Farris, un giallo intrigante, un romanzo di fantascienza solido e ben costruito, una scrittura limpida e affascinante, dei personaggi indimenticabili. Vincitore del premio Fantascienza.com. Della Farris è assolutamente necessario leggere anche Nessun uomo è mio fratello e La madonna delle rocce quest’ultimo presente nel numero 75 di Robot.

Mikhail Stefanovic Beltrami è un Ricordante: la sua mente è in grado di assimilare ricordi con una precisione superiore a quella dei computer. È nato sulla Luna, dove si è sviluppata una progenie umana algida e distaccata dalle cose terrene. In questo scenario si muove un killer che uccide le sue vittime lasciandole a morire dissanguate appese a testa in giù. Per l’esercito Mikhail è il colpevole ideale: militante di «Luna Libera», solitario, pacifista e omosessuale. Viene arrestato e accusato degli omicidi, ma l’assassino della mezzaluna colpisce ancora: e per Mikhail la caccia si fa serrata, perché il destino di sua figlia e della Luna e l’equilibrio politico del Sistema Solare sono nelle mani del killer. Solo un Ricordante può riuscire a fermarlo. Un giallo intrigante, un romanzo di fantascienza solido e ben costruito, una scrittura limpida e affascinante, dei personaggi indimenticabili. Rupes Recta è tutto questo e molto di più.