Connettivisti durante i Delos Days: Giovanni X, Marco “Antares666″ Moretti, Sandro “Zoon” Battisti, Francesco Verso, Lukha Kremo Baroncinij e Giovanni Agnoloni.

Segnalo un po in ritardo perchè ho avuto tempo di leggerlo solo ieri questo contributo curato da Giovanni Agnoloni, sempre molto attivo, sui primi sette anni del movimento Connettivista e pubblicato sul blog RaiNews Poesia.
Riporto il testo introduttivo di Giovanni:

“Il Connettivismo è la nuova avanguardia italiana, e forse l’unico vero movimento letterario (e non solo) presente in questo momento nel nostro paese. Si tratta di una realtà formata da scrittori che si riconoscono in un manifesto (http://www.next-station.org/nxt-ex-1.shtml) che non li costringe, ma nel quale confluiscono spontaneamente. È nata a fine 2004 da un progetto di Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani. Corrente letteraria originariamente rientrante nell’alveo della fantascienza, ha da poco vinto, con la rivista NeXt (http://hyperhouse.wordpress.com/connettivismo/next), il Premio Italia 2011 come miglior rivista non professionale, ed è cresciuta stagione dopo stagione, passando per i Premi Urania di Giovanni De Matteo (2006, con Sezione π², ed. Mondadori-Urania) e Francesco Verso (2008, con E-DOLL, ed. Mondadori-Urania) e per una serie di antologie a più voci (Supernova Express, Frammenti di una rosa quantica e A.F.O. – Avanguardie Futuro Oscuro, successivamente uscite con Ferrara, Edizioni Diversa Sintonia e Kipple Officina Libraria), nonché per la ricca serie di numeri di NeXt, culminata nella recente antologia SuperNeXt (ed. Kipple Officina Libraria, 2011) – senza dimenticare le due “case virtuali” del movimento, i due siti www.next-station.org e http://hyperhouse.wordpress.com.

Si tratta di una pluralità articolata di variazioni sul tema della profondità cosmica. Figlio del Cyberpunk americano di William Gibson e Bruce Sterling e delle suggestioni provenienti dal grande antesignano, Philip Dick, si sviluppa lungo linee sue proprie, frutto di un taglio ambientale e stilistico che viene ben riassunto dal suo manifesto. Oggi però il Connettivismo si sta emancipando dalla sua connotazione strettamente di genere, per proporsi come elemento di contaminazione e arricchimento della letteratura mainstream. Le sue storie – ora in gran parte promosse dalla casa editrice Kipple Officina Libraria (http://www.kipple.it), di Luca “Kremo” Baroncinij (pur aperta anche ad altre pubblicazioni), con la collana “Avatar” (diretta da Kremo insieme a Sandro Battisti e Francesco Verso) -, sono uno sguardo aperto sui tratti del nostro presente per come probabilmente si manifesteranno in un non lontano futuro. La Rete, gli ologrammi, gli innestri bio-meccanici e il tema del post-umanesimo sono prismi di osservazione di aspetti già in essere della nostra realtà. Riduttivo, dunque, parlare di letteratura fantascientifica, anche se gli appassionati di questo genere possono qui trovare “pane per i loro denti”. Siamo nel territorio del mito postmoderno, di fronte a manifestazioni aggiornate a oggi – o ad un prossimo domani – di archetipi del pensiero e dell’emotività dell’uomo. È forse l’ultimo grido di una Natura che cerca di non soccombere davanti alla Macchina che avanza impietosa (come avrebbe detto Tolkien). Il post-umanesimo, in questo senso, è un nuovo umanesimo: residuale e resistente, indomito e pronto ad affrontare la sfida dell’(ultima?) notte oscura dell’anima.”