M. Night Shyamalan è tornato! E alla grande! Con una sceneggiatura originale e un’istrionico McAvoy. 
Dunque, io penso di essere stato uno tra i primi cantare le lodi registicheve di sceneggiatore di Shyamalan che nel 1999 mi folgorò con il capolavoro Il sesto senso. Che dire mi aveva conquistato ed ero già, con un solo film, suo devoto ammiratore. L’anno dopo fu la volta di Unbreakable – Il predestinato geniale incursione in un genere fumettistico che era solo agli albori. Nel 2002 Signs confermò il suo talento, due anni dopo il suggestivo The Village mi fece gridare di nuovo al capolavoro. Lady in the Water e Venne il giorno mi piacquero ma si vedeva che Shyamalan aveva perso il tocco ed era lontano anni luce dai suoi primi film.
L’ultimo dominatore dell’aria e After heart erano spazzatura allo stato puro, furono la delusione definitiva, Shyamalan mi dissi, mi hai deluso per l’ultima volta.
The Visit pur non essendo una bomba, ricordo che non mi convisse molto, fu una sorta di avvertimento, il regista stava cercando di “rinascere” tornando al cinema indipendente, con un film a basso budget.

Il regista confezione un tesissimo thriller da cardiopalma, e per ben due ore riesce a sostenere una tensione altissima. Si serve delle molteplici personalità di Kevin (23, un record) per cambiare registro continuamente, intervallando toni grotteschi ad altri inquietanti o orrorifici, pur mantenendo una dominante fosca e pessimista. Non sembra solo tornato ma addirittura migliorato. Gli ultimi 30 secondi poi sono un messaggio diretto a noi fans che in questi anni di delusione abbiamo pensato che non sarebbe mai tornato come prima. In ogni caso il collegamento con Unbreakable – Il predestinato (avere notato la chicca legata ai rispettivi poster?) è a dir poco geniale.
Notevole anche Anya Taylor-Joy (The Vvitch) in un ruolo per niente facile. Dunque se veramente non si tratta di un caso l’aver recuperato Shyamalan sarebbe un colpo pazzesco. Alla prossima!