Moonlight, è l’ottavo dei film candidati agli Oscar 2017 che vedo ma è quello che mi è piaciuto di meno. Onestamente non riesco nemmeno a capacitarmi come un film così sia stato candidato e film come Captain Fantastic no. La storia di Little, piccolo ragazzino preso di mira dai bulli per la sua fragilità fisica ma che poi si trasforma in un palestratissimo spacciatore non mi ha per niente conquistato anzi l’ho trovato infarcito di stereotipi. L’unica nota positiva la bravura degli attori, bravo Mahershala Ali nella parte del patrigno e bravo Trevante Rhodes, Black. Certo è uno spaccato della vita violenta negli USA dei nostri giorni ma è una storia che non mi è entrata nel cuore come ad esempio le tre eroine de Il diritto di contare che erano dotate di grande intelligenza ma anche di tanta ironia.

Miami. Little ha dieci anni ed è il bersaglio dei bulli della scuola. Sua madre si droga, e lui trova rifugio in casa di Juan e Teresa, dove può parlare poco ma sa che può trovare le risposte alle domande che più gli premono. Nero fra soli neri, dei suoi coetanei non condivide l’atteggiamento aggressivo, l’arroganza che indossano fin da piccoli. Chiron non è un duro, ma nemmeno un debole. È gay e, anche se non lo dice, non sa essere chi non è, non sa e non vuole adeguarsi, così si ribella e finisce in prigione. Quando esce, Black è diverso, cambiato, apparentemente un altro, ma sempre lui.