Arrivati alla terza reincarnazione, questa volta a marchio Marvel, con un credibile ed entusiasta Tom Holland è effettivamente un ritorno a casa.

Peter Parker non riesce a scrollarsi di dosso quanto sia stata incredibile la sua esperienza con gli Avengers in Captain America: Civil War, l’aver conosciuto Tony Stark e avere mantenuto con lui un rapporto speciale, tanto da avere un contatto diretto attraverso il suo assistente Happy Hogan e da aver ricevuto in dono un super-costume. Peter è così innamorato dell’idea di diventare un Avenger da lasciar scivolare in secondo piano anche la ragazza che gli fa battere il cuore, la bella Liz, per andare dietro ai criminali e mostrarsi pronto per la posizione in squadra. Le cose però non vanno come previsto, perché il suo avversario, l’Avvoltoio, una squadra ce l’ha e opera in modo organizzato e all’occorrenza spietato.

Il regista Jon Watts fa un ottimo lavoro sui tempi comici e la direzione dei giovani attori. Oltre a Tom Holland abbiamo Jacob Batalon nei panni di Ned, l’amico nerd, Laura Harrier in quelli di Liz. Come altri cinecomic Marvel si tratta di un giusto mix tra azione e commedia. Il rapporto mentore/allievo tra Tony Stark e Peter Parker ricorda molto quello tra Wolverine e Spiderman dei fumetti all’epoca di Romito Jr.

Michael Keaton è un cattivo tra i più riusciti visti finora nei film Marvel, anche se non arriva alla grandezza del Dr. Octopus di Spider-Man 2. Anche se si tratta di un cattivo che è stato portato ad agire in questo modo. Nel complesso Spiderman Homecoming è un film molto divertente e riuscito e di tratta di un’ottima ritorno a casa.