Guardando il trailer di 2.22 – Il destino è già scritto mi ero fatto un’idea errata del film. In effetti speravo fosse uno di quei film spaccacervello tipo Inception invece tutta la storia dello schema ricorrente (che non verrà mai spiegato il perché è il percome) è solo una scusa per la storia d’amore meno empatica che la storia del cinema ricordi. In questo film dove tutti sono belli, intelligenti e ricchi tanto da sembra un enorme videoclip con tanto di rallenty continui sui visi dei due protagonisti Michiel Huisman l’ex Dario Naharis del trono di spade e Teresa Palmer direttamente da quella ciofeca che fu il remake di Point Break. Noioso e smelenso…. ma soprattutto insulso.

Trama:
Dylan Boyd è un controllore di traffico aereo, un incarico di grande responsabilità che svolge però con scioltezza: la sua capacità di vedere e costruire schermi dove altri vedrebbero solo il caos, ne fa l’uomo giusto al posto giusto. Finché un giorno questa abilità non si ritorce contro di lui e fissa ossessivamente la sua mente su una serie di eventi, che sembrano ripetersi dal mattino fino alle ore 2.22. Distratto da questi pensieri finisce quasi per far schiantare tra loro due aerei e viene sospeso dal lavoro. Una sera a teatro conosce Sarah, appena arrivata a New York proprio su uno dei voli che hanno di pochissimo evitato la collisione. Tra i due c’è un immediato feeling, quasi innaturale, ma anche la relazione con lei sembra cadere nello schema di eventi che si ripetono quotidianamente e che pare sfoceranno in una sparatoria alla stazione dei treni. Dylan dovrà trovare la soluzione prima che sia troppo tardi.