Questo film ha qualche cosa in comune con il film che ho appena finito di vedere, La vendetta di un uomo tranquillo, questo invece l’ho visto un paio di giorni fa e non faccio altro che pensarci. Questo è già un gran bel risultato. Dunque, entrambi sono girati con pochi mezzi, questo addirittura nemmeno con tutti attori protagonisti nel cast, a parte il protagonista Shahab Hosseini (una costante dei film del grande regista iraniano Asghar Farhad) gli altri sono stati reclutati con un’annuncio sui social media.
Il film è vincitore del Prix du scénario e del Prix d’interprétation masculine al Festival di Cannes 2016, nonché del premio Oscar 2016 come migliore film straniero è ad al pari del film spagnolo un tesissimo thriller che attraverso una curiosa storia ci racconta molto anche della moderna società iraniana, di Teheran e dei suoi abitanti.
L’Iran di Farhadi, non è quello confessionale messo in scena dai suoi colleghi e compatrioti, ma quello laico nel quale si scontrano le pulsioni alla modernità e i retaggi della cultura più tradizionale.

Trama:
Emad e Rana sono due coniugi costretti ad abbandonare il proprio appartamento a causa di un cedimento strutturale dell’edificio. Si trovano così a dover cercare una nuova abitazione e vengono aiutati nella ricerca da un collega della compagnia teatrale in cui i due recitano da protagonisti di “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller.