caravan_12.jpg good.gif Caravan 12 – I Cancelli dell’Eden. Senza perdere ulteriore tempo vi dirò che il finale di Caravan solleverà commenti molto contradittori. A me non è dispiaciuto considerando l’atipicità della serie di Medda che non riguardava eroi o super eroi ma persone normali, una famiglia per la precisione, alle prese con un’evento troppo grande, tale da travolgere e sconvolgere le loro vite.

Lo scopo era mostrare come gli abintati di Nest Point  hanno scelto di nascondere la testa sotto la sabbia nella speranza, forse vana, che presto o tardi tutto tornerà come prima mentre i militari e il governo continueranno a tramare a loro insaputa.
Le vicende dei protagonisti, le storie, i messaggi trasmessi, alla fine sono giunti e hanno toccato quelle corde che dovevano toccare ma bisogna ammettere che un vero finale non c’è e che forse Medda prima o poi prenderà in considerazione una seconda stagione per questa serie.

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- le nuvole sono il famoso esperimento ‘painted sky’ organizzato dal governo

-Davide vuole sapere a tutti i costi cosa stanno tramando i militari, e spia un elicottero che atterra poco lontano, dove si incontrano la misteriosa mora dei primi numeri e Ratner, evidentemente un’infiltrato

- i file dell’esperimento gli erano stati fatti trovare apposta

- non si saprà mai il perchè di tale esperimento da parte del governo,  un nuovo tipo di arma ma di che tipo?

- quando i nostri stanno per essere catturati, ricompaiono le nuvole, ma non sono le nuvole finte dell’esperimento (e infatti ne i militari, ne la mora, ne il governo, ne le altre nazioni sanno cosa sia) fatto sta che gli elicotteri governativi non riescono a seguire l’auto dei nostri attraverso le minacciose nuvole

- la sorte dei 4 non ci è data di sapere, dove sono finiti? I cartelli stradali indicano Drywood e Double rock come paesi più vicini, ma come la canzone di Bob Dylan citata non ci sono verità fuori dai cancelli dell’Eden.

unalfa6.jpg Vorrei ricordare che il 14 maggio esce Universo Alfa n. 6, Il segreto del multiversoscritto dall’impareggiabile Stefano Vietti,
Un segreto antico come il tempo si nasconde nel deserto dell’Iraq:
Nicole Bayeaux e la sua squadra del Dipartimento 51 vengono coinvolti in un incidente interdimensionale che rivela alla struttura legata al governo americano l’esistenza di macchine in grado di aprire collegamenti tra tempi e spazi diversi. Ma chi controlla queste straordinarie apparecchiature? E che cos’è lo spaventoso essere intrappolato nei sotterranei dell’antica Babilonia?