cristallidieymerich.jpgLazarus Ledd, personaggio creato da Ade Capone, è un uomo dai mille volti, in gioventù chiamato Ronald Gordon e facente parte del corpo speciale C.O.B.R.A., poi tassista turno con un’identità nuova di zecca, quindi giornalista free lance con l’hobby di dirimere ingiustizie, affiliato ad una misteriosa organizzazione segreta, braccio secolare del (segreto) ordine monastico di San Giorgio la cui guida spirituale è intimamente convinta che Lazarus sia addirittura la reincarnazione contemporanea del mitico santo che uccise il drago (ed in effetti Larry ha dimostrato di essere simbioticamente legato alla mistica armatura del santo paladino) –. Capone ha subito intuito le potenzialità narrative di questo dettaglio ‘sovrannaturale’, ed ha cominciato da tempo ad approfondire il legame di Lazarus con la sacra armatura, coniando per il personaggio un antenato medievale che gli somiglia come una goccia d’acqua, il prode Alphonse, le cui storie negli ultimi anni hanno trovato spazio stabile nella collana “Lazarus Ledd Extra”.

Nella lunga avventura raccontata ne I cristalli di Eymerich, ultima della serie ‘medievale’, il bravissimo sceneggiatore leddiano ha deciso di ampliare il gioco realizzando un vero e proprio team up tra Alphonse ed un altro personaggio (letterario, stavolta), ovvero Nicholas Eymerich, il monaco inquisitore aragonese protagonista di una lunga saga tra fantasy e fantascienza di Valerio Evangelisti, co-sceneggiatore della storia, disegnata con tratto efficace da Arturo Lozzi. Questa avventura autoconclusiva infatti attinge linfa narrativa alle passate gesta dell’avo di Lazarus Ledd, con compagnia di caratteristi al seguito, utilizzando i cristalli misteriosi che già donarono vita immortale ad Alphonse (ed all’inseparabile compagno d’armi Lucius) come trait d’union con l’inchiesta che Eymerich va cercando di risolvere un paio di secoli più tardi. Da non perdere.